Salute a voi,
che siete Alchimisti nel vostro Sorgere, a voi che siete Alchimisti
nella vostra Forza,
Che attraversate i Cieli Spirituali al levarsi del Sole,
L'immaginazione è a prua nel suo splendore, la Volontà è al timone,
Salute a voi che venite dalle Porte delle Dimore della Notte
Spirituale.
Ed è con questa esortazione a compiere la Grande Opera che, con grande
gioia ed immenso piacere, voglio salutarvi nel mio rientro dal Ritiro
Magico, di cui, come vi dicevo, posso dire sia stato gravido di
conseguenze, che non mancherò di esporvi.
Ecco infatti un breve resoconto di un Ritiro Magico fatto a seguito di
una mia decisamente inopportuna uscita [ lo so, non sarebbe neanche
più il caso di parlarne, tuttavia, essendo stato questo il vero e
proprio tema focale del mio ritiro, allo scopo di capire cosa
esattamente fosse successo, non posso esimermi dal trattare l'argomento
], lo scopo di quanto riporto è, essenzialmente, trarre qualcosa di
interessante o addirittura istruttivo per qualcuno da un'esperienza
effettivamente spiacevole, ovvero, trasformare un metallo vile in oro.
Ma passiamo al resoconto vero e proprio:
Domenica 3-12-2006, Primo Giorno
Quello che mi interessa è innanzitutto proprio immedesimarmi con quel
mio Io psicologico che ha creato la frattura, quindi, dopo averci
pensato un po', decido di darle i connotati di un Elfo Oscuro dalla
pelle brunita, i capelli argentei, gli occhi rossi su uno sfondo
giallastro e venoso, ed armato di una scimitarra rifinita con una
quantità incisiva di rune. Quindi metto mano al Terzo Volume de La
Magia della Golden Dawn di Regardie e procedo al Rituale per la
Trasformazione, risultato: verso la fine della Cerimonia vado a
guardarmi allo specchio e vedo il mio volto confondersi in una miriade
di volti ( è sempre il mio, ma è come se ne avessi una decina che
guardano nelle direzioni più svariate tutti sovrapposti e che si
deformano l'uno con l'altro, poi il processo si ferma un'istante, e poi
ricomincia, fin quando vedo il mio volto coperto da una sorta di "
maschera " molto simile ad una traccia di quelle che la luce lascia
sulla retina, ma scura, a questo punto, convinto che la Cerimonia sia
andata a buon fine, distolgo lo sguardo e torno a completare il lavoro
).
Naturalmente non potevo certo aspettarmi di trasformarmi in senso vero
e proprio, infatti, se fosse così facile, quanti Elfi, Nani e chissà
cos'altro vedremmo durante le nostre passeggiate, considerato che si
tratta di un volume tenuto presso qualunque libreria esoterica ?
comunque, continuo a visualizzarmi come Elfo Scuro per tutta la
giornata, a sera finalmente mi libero di una Forma che sta diventando
ossessiva, tra l'altro, durante la giornata, mi viene spontaneo il nome
dell'Elfo Oscuro, si chiama Abroiama.
E qui siamo alla fine del Primo Giorno.
Lunedì' 4-12-2006, Secondo Giorno
Il secondo giorno di ritiro passa con i consueti impegni lavorativi, a
sera, però, decido di evocare Abroiama; do un'occhiata ad alcuni
grimori, ma nessuno di essi sembra fare al caso mio, quindi decido di
procedere secondo le istruzioni presenti nella Wicca per contattare gli
Dèi, ovvero, semplicemente, di visualizzarli e parlarci.
Questa è la parte che mi ha fatto dubitare di stendere questo
resoconto, in quanto si tratta comunque di un'esperienza intima, ed
essendo Abroiama non particolarmente simpatico, indirettamente
risulterei tale pure io, non essendo Abroiama altro che una mia realtà
psicologica; tuttavia, l'amore per la ricerca deve superare qualunque
altra considerazione, ed è per questo che ho deciso di trascrivere
anche questo; nonostante il tenore del testo sia pari a quello di un
racconto scritto da un narratore esoterico totalmente incapace di
trattare la sua materia, o di una seduta di autoanalisi, spero che
quanto scriverò possa risultare utile a qualcuno, quindi eccomi a
tracciare con il gesso un triangolo ( malfatto ) attorno ad un
incensiere acceso, a tracciarmi un Cerchio ( un po' meglio fatto )
attorno, e ad invocare e a visualizzare l'Elfo Oscuro:
Abroiama: - Cosa vuoi ?
Io: - Salute a te, Abroiama
Abroiama: [ sbatte le palpebre ]
Io: - Qual è la tua funzione, Abroiama ?
Abroiama: - E' quella di proteggerti.
[ A tale proposito ricordo che i Dèmoni possono facilmente ingannare,
ho tenuto presente questa possibilità per tutto il corso del dialogo ]
Io: - Proteggermi ? Mi stai ingannando ?
Abroiama: - No, devo proteggerti.
[ Il Démone, all'interno del Triangolo, che però è malfatto,
dovrebbe essere costretto ad essere sincero. ]
Io: - Proteggermi da cosa ?
Abroiama: - Dalla disillusione, dalla disillusione mortale.
Io: - Il crollo dei sogni ? Delle ambizioni ?
Abroiama: - Più o meno.
Io: - Più o meno ?
Abroiama: - Hai molte ferite, la maggior parte te le sei cercate,
alcune te le hanno inferte, solo un guerriero, tu non morire.
Io: - Spiegati meglio.
Abroiama: - Hai dedicato la tua vita allo studio, la tua opinione deve
prevalere su quella degli altri.
Io: - Perché ?
Abroiama: - Perché diversamente soffriresti troppo, per orgoglio.
Io: - Ma non credi che ora io abbia superato le mie difficoltà
adolescenziali ?
Abroiama: - No
[ Sono seduto all'interno del Cerchio, ed ho male alle gambe, chiedo ad
Abroiama qualche istante di pausa, che mi viene concesso ].
Io: - Grazie, Abroiama, il fatto che tu mi abbia concesso questa pausa
mi fa pensare che tu non sia malvagio completamente.
Abroiama: - Non lo sono, sono un guerriero.
Io: - E a proposito della domanda precedente.
Abroiama: - No
[ Dalla pausa in poi, il Démone sembra dimostrarsi recalcitrante ]
Io: - Tu devi difendermi, giusto ?
Abroiama: - Sì
Io: - Ma così allontani la gente da me, e mi uccidi.
Abroiama: - No, sei abituato alla solitudine.
Io: - Ma io non voglio essere solo
Abroiama: - Ciò nonostante lo sei.
[ Il Démone sembra essere riuscito nel suo compito, il dialogo è in
una fase di stallo, non so come uscirne, passano istanti preziosi,
Abroiama mi guarda ]
Io: - Senti, io non ho bisogno di tutto questo orgoglio, non mi serve.
Abroiama: - Sai già che nel corso del tempo mi sono calmato.
[ Non capisco a cosa si riferisca, ma non faccio domande, credo infatti
che si tratti di un tentativo associativo per sviarmi ]
Io: - Calmati ancora un po' per favore
Abroiama: - La mia scimitarra è al tuo servizio, è la scimitarra
della dialettica, se non la userò, perderà potere, se non la userò,
perderà il filo.
Io: - A cosa mi serve quel filo, se non ho nessuno con cui dialogare ?
Abroiama: - A scrivere.
Io: - Non ho nessuno che mi legga.
[ Il Dèmone ora torna a riuscire nei suoi intenti, è un'altra fase di
stallo, ancora una volta passano istanti preziosi; in questo momento
torno a sentire vivissime quelle Energie che avevo sentito subito dopo
aver tracciato i Simboli Magici a terra, mentre i fumi dell'incenso mi
arrivano addosso ]
Io: - Sei tu il responsabile di alcuni miei atteggiamenti arroganti,
vero ?
Abroiama: - Sì
Io: - Smettila subito, o mi distruggerò.
[ Onestamente, nonostante abbia riletto più volte, trovo questa frase
scritta sul mio taccuino, non riesco tuttavia a comprendere le
motivazioni di essa; forse pulsioni di autodistruzione che sono emerse
nel corso della procedura ? ]
Abroiama: - Farò quel che posso, ma ricorda la mia Natura.
Io: - La tua natura, la devo controllare io.
Ab: [ Tace ]
Io: - Me la concedi una pausa, Abroiama ?
Ab.: No.
Io: - Bene, allora me la prenderò lo stesso.
[ Pausa ]
Io: - Devi calmarti, Abroiama
Abroiama: - No.
Io: - Devi farlo per proteggermi.
Abroiama: [ Silenzio ]
Io: - Spero di averti convinto, se non ci sono riuscito, ti
riconvocherò.
Abroiama: - Bruciami dell'incenso, come dono.
Io: - Lo farò Abroiama.
A questo punto procedo ai Rituali di Bando, non ho ancora bruciato
l'incenso per Abroiama, lo farò domani, l'impressione che mi ha
lasciato questa trascrizione è di un certo dolore, comunque penso di
aver capito alcune cause che, bene o male che sia, erano presenti in
me, presumibilmente come Potenze Inconsce. Per il resto, il
Martedì 5-12-2006, Terzo Giorno
E' stato un giorno di riposo, e non mi sono dedicato ad Attività
Magiche.
giovedì 12 febbraio 2009
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