domenica 30 novembre 2008

Necromodista

Mi calo piano nell'oscura cripta,
Nessuno mai saprà che sono qui,
E con il mio scalpello ed i miei chiodi,
Ne colpisco il coperchio tutto attorno,
Si levano nuvole di polvere,
Quando è quasi finito il mio lavoro,
Dopo fughe di scarafaggi in corsa,
Scivolando le larve sopra i fianchi,
E un verme che si agita in un buco.

Scoperchio poi la tomba lentamente,
Davanti a me un cadavere di donna
Si mostra tutto scarno e gocciolante
Dei liquidi in gran parte già rappresi
Che dal suo corpo stanno a fermentare,
L'orbita è cava, ed è la carne marcia,
Le costole si mostrano qui e là,
E' tutta rivestita di un sudario,
Sopra di noi riposa la città.

La afferro male e come un manichino
Mi cade addosso mentre la sollevo,
E parte di quel grasso suo malsano,
Mi entra dentro gli occhi e nelle nari,
Le prendo poi le scapole e riaffermo
Il mio rigido controllo su di lei,
E fischiettando un passo di Walzer,
La faccio poi danzare assieme a me,
Un ritmo che nel mondo no non c'è.

Il suo profumo dolce e inebriante
Ben presto mi fa perdere la testa,
Ho il capogiro ed altro non mi resta
Che portare la sua bocca sulla mia,
La bacio con delicatezza e amore,
Perché il suo sguardo vuoto spezza il cuore,
E la avvicino sempre più al mio corpo,
La amo e sarebbe farmi un torto
Le sue attenzioni rifiutar per me.

Ben presto sono un maschio ed una donna
Uniti in una sola volontà,
Di lei mi vesto e sono indefiniti
Il sesso e le nostre qualità
Uniti nell'androgino perfetto
Che vita e morte unisce in un sol corpo.
Portai con me uno specchio e nel silenzio
Nutrendomi di quel verdastro assenzio,
Mi accorgo che le manca un po' di trucco.

sabato 29 novembre 2008

Danse macàbre

Folleggiano gli scheletri dei morti
Sotto la luce argentea della luna,
Li accompagna lo scricchiolar dell'ossa,
Nel girotondo della danse macàbre.

Un.Due.Tre. Son tre passi e poi si salta
Sopra il falò che dentro il cerchio sta,
E quindi ci si tocca con la mano,
Che muscoli né carne più non ha.

Lo zombie guarda a destra e poi a sinistra,
Lui porta una bandana da pirata,
E' guercio a un occhio, ed è mutilo e zoppo,
Eppure mostra i denti suoi e sorride.

Le streghe sulle scope sono sopra
Le danze, e volando e sogghignando,
Dai loro sacchi lasciano le stelle
Cadere sopra i danzator cortesi.

Ma i vampiri rimangono da soli,
Non piace loro stare in compagnia:
Sono gli aristocratici del gruppo,
Faccian gli altri danze sulla via.

E gli ululati dei lupi mannari
Rimandano dalla foresta un'eco
Per simili scenari accompagnare
Che i tremori in festa portan seco.

Si ritirano gli scheletri dei morti,
Alla luce solar d'alba dorata,
Li accompagna lo scricchiolar dell'ossa,
Allo sciogliersi della danse macàbre.

Ab origine temporum

" E gli Elohim crearono l'uomo e la donna, a loro immagine li creò. "

Al di là delle dispute sul plurale maschile di un sostantivo femminile, la continuazione dimostra come Dio all'inizio fosse sia maschio che femmina, e se a ciò aggiungiamo vuoi la corrispondenza di Lucifero con Venere, la Stella del Mattino, la cui essenza è quindi caratteristicamente femminile, vuoi come inizialmente Dio mandi a discrezione sul mondo come la Luce così le Tenebre, come l'Umido così il Secco, come il Male così il Bene, non dovrebbe stupirci il fatto di trovare il Tao alle origini di tutte le religioni, come Sorgente Univoca degli Insiemi.
Il Sigillo di Salomone e i Quattro Elementi degli alchimisti...

La numerazione romana come itinerario iniziatico

I numeri romani, oltre a riassumere i concetti del Pitagorismo, che quindi torna, con la nostra tesi, a costituire un'espressione della Religione Primordiale che sfociò poi nell'Ermetismo, sono anche il primo caso storico di fumetto. Proviamo a interpretarli.

I-II-III: Un uomo si muove, presumibilmente nel mondo. ( Non ci sono croci, all'inizio: stato naturalmente soave dell'infanzia ).
IV-V-VI: Si imbatte nella croce spezzata, ossia nelle controversie, nei bisogni e nei desideri materiali, nelle corna simbolo del contrasto e del movimento: dapprima si identifica in essa, poi riesce a sorpassarla.
VII-VIII-IX: Raggiungendo la croce della consapevolezza e della conoscenza, l'uomo si allontana dalla croce spezzata: si avvicina alla comprensione della natura speculare del cosmo ( ciò che è in alto è come ciò che è in basso, e ciò che è in basso è come ciò che è in alto, per compiere la meraviglia della Cosa Una ).
X-XI-XII: Dapprima si identifica nella croce ( stato d'ispirazione cristica, o conseguimento della maturità personale ), quindi prosegue nel suo percorso terreno.
XIII-XIV-XV: Nonostante la conoscenza raggiunta, il Male è ancora presente dentro di lui, così come persistono nell'ostacolarlo le difficoltà terrene.
XVI-XVII-XVIII: Armato della nuova consapevolezza, egli comprende la necessità di affrontare le sfide terrene come manifestazione della propria maturità personale, formata dalla costituzione intrinsecamente ostile del mondo. ( La Natura, lasciata a sé stessa, fallisce: questo è lo stato ordinario dell'uomo, che gli permette di affrontare la vita nei suoi canoni essenziali interiori ed esteriori: è il fondamento della religione essoterica ).
XIX-XX-XXI: La coscienza della presenza del Male nell'uomo ( il ladrone che, imperterrito, si scaglia contro Gesù dalla sua croce ); nonostanti i numerosi progressi compiuti, ancora difficoltà interiori ed esteriori: l'uomo ha compreso la sua situazione interiore, e si adopera per dominarla.
XXII-XXIII-XXIV: Il momento più difficile, i mali esteriori continuano a presentarsi in seguito alla coscienza presa del Male interiore.
XXV-XXVI-XXVII: L'uomo riesce comunque a vincere i mali esteriori e, fortificato dalla sofferenza, si impegna a raggiungere la Conoscenza di Sé e a purificarsi dal Male. ( E quindi a domare il Drago ).
XXVIII-XIXX-XXX: Giunto alla Conoscenza di Sé, l'uomo distingue da una parte gli istinti demonici, riconoscendone l'appartenenza alla terra ( o al Princeps eius mundi ), dall'altra quelli angelici, appartenenti agli stati più alti dell'uomo ( Estasi o Regno dei Cieli ), dei quali però ha solo un sentore, non avendoli raggiunti pienamente: a questo punto egli conosce i suoi scopi terreni, e può adoperarsi per compierli, avendo davanti a sé il proprio futuro come su una carta geografica. E' il ripristino della situazione edenica prima del peccato originale: l'uomo domina il Demonio, ma, a sua volta, è guidato dal Santo Angelo Guardiano, al quale potrà, in ogni caso e a sue spese, opporre un rifiuto, che troncherebbe il suo successivo percorso in senso positivo. ( E' il momento in cui si è costretti a scegliere tra il Bene e il Male ).
da...L...a...C: Questo è il percorso che porta al compimento dei doveri dell'incarnazione, la mezza croce non ha più l'aspetto delle corna della divisione perché, benché questa sussista ancora per tutto l'ambito della vita materiale, ciononostante è stata trascesa, e può aprirsi sul suo perno come una porta, permettendo di sormontare più facilmente le " V " successive, inerenti non più alla costituzione interiore dell'uomo, che ormai ha raggiunto la Conoscenza, ma solo alla natura del mondo che lo circonda: ciò lo conduce al semicerchio C, o all'entrata al Regno dei Cieli, che corrisponde non più alla Fede, ma alla Conoscenza, ovvero all'Estasi permanente o Felicità raggiunta. Chi arrivi a questo stadio è totalmente incomprensibile per l'uomo comune, e generalmente viene confuso per un pazzo ( ciò è tanto più determinato se si considera la fine fatta, nel nostro mondo, da uomini sul percorso per questo ottenimento come il Vanini o il Bruno ).
La fine del percorso è determinata dal numero M, stante per Madre, Mare, etc. e determinante le Acque Primordiali, nonché il fine ultimo della vita nell'ottenimento della Grazia Celeste nel grembo della Dèa ( che ciò significhi l'assorbimento nel Pleroma, come avverrà nei successivi culti gnostici, oppure l'estinzione dell'anima è, in questo senso, irrilevante, giacché, nel Cerchio in cui Tutto è il contrario di Tutto, è il serpente che mangia la sua coda ).

3.

Ricapitolando:
Inizialmente, Dio era Due, poi si fa Uno, e quindi si fa Uno e Trino,
per poi ritornare Uno;
nel frattempo, invia tre Profeti, di cui il secondo dice il contrario
del primo, mentre il terzo dice l'opposto del secondo, tornando al
primo, così facendo, dà luogo a tre religioni che, tra di loro, sono
tutt'ora in conflitto, anche se principalmente la prima e la terza,
che poi sono le più vicine nei contenuti e nell'escatologia.
Hmm! Verrebbe da convertirsi al Monoteismo: solo un Dio Onnipotente
avrebbe potuto fare, di un numero, un uso così Diabolico.

La Terza Legge Sociale di Orso_Grizzly

Formulazione:

La coscienza dell'ostilità del mondo è inversamente proporzionale al
progresso degli sviluppi tecnologici.

Corollario n.1:

La Bontà degli Dèi trascendenti è direttamente proporzionale alle
conquiste scientifiche.

Corollario n.2:

Il culto trascendente è una formulazione mascherata di ringraziamento
da parte degli uomini ai propri precedessori e ai loro simili per le
conquiste fatte contro la Natura.
( Feuerbach docet ).

Corollario n.3:

La " maschera " del culto nasce dalla basicalmente necessaria ostilità
dell'uomo contro l'uomo e contro tutte le altre specie viventi
determinata da necessità contronatura di partenza che ora possono
essere, grazie allo straordinario sviluppo delle macchine e della
tecnologia, ripristinate in senso naturale; ciò tuttavia non
corrisponde alla situazione presente.

Corollario n.4:

Dalla guerra dell'uomo contro l'uomo e contro tutte le altre specie
viventi sorgono, di fatto, tutte le determinazioni negative
( inquinamento, vivisezione, conflitti, etc. ), che potrebbero, oggi,
essere abolite mediante un nuovo allineamento dell'uomo con l'uomo e
con la Natura.

Sta per scoccare l'ora del Buddhismo Spaziale!

Linguaggio, linguaggio corporeo e Religione Primordiale

Se vogliamo capire l'uomo moderno, dobbiamo comprendere l'uomo
primitivo, in particolare in noi, ed esso si manifesta particolarmente
nel linguaggio corporeo, ad es. prendiamo la scienza del saluto:
Quando salutate a mano aperta, indicate che dentro la vostra mano non
sono nascoste armi da lancio, ciò può essere amplificato oscillando il
braccio.
Non diversamente il saluto che ci viene insegnato da bambini, e cioé
aprire e chiudere la mano, implica che non nascondiamo nulla
all'interno.
Quando sorridete, mostrate all'altro delle armi naturali: i denti,
facendo sapere che non avete intenzione di usarle in modo aggressivo.
Non diversamente, quando fate l'occhiolino indicate che potete
abbassare il senso di vigilanza ( ciò è particolarmente significativo
nel caso della presenza di un terzo al quale, più o meno
scherzosamente, non volete riferire un vostro segreto, ovvero, nel suo
caso, il senso di vigilanza rimane inalterato ).
Ciò spiega anche il saluto romano: levare la mano alzata, ma
aggressivamente, infatti, vuol dire che le armi ci sono, ma non sono
da utilizzare " inter nos ".
Per inciso, pare che gran parte della gente sia destrorsa perché
l'australopiteco utilizzava la sinistra per tenere i pargoli al petto,
mentre con la destra scostava le fronde degli alberi.
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Il mondo primitivo doveva essere particolarmente ostile all'uomo:
proprio per questo, egli era costretto, col tempo e con l'errore
( prima dell'insorgere del Buddhismo in India si praticava ancora
l'esperimento scientifico sopra i prigionieri di guerra, naturalmente
non anestetizzati, il che ricorda molto l'uso più recente di
costringere i prigionieri di guerra a camminare sui campi minati ), a
classificare quanto lo circondava: erbe salutari ed erbe velenose,
animali amichevoli, utili, o nocivi, etc.
Più facilmente, si accorgeva che il comportamento col suo prossimo
poteva dare origine ad una maggiore aggregazione delle tribù e ad una
più solidificata solidarietà nei suoi confronti, oppure ad atti di
ostilità, faide, conflitti, etc.
L'uomo primitivo, insomma, era costretto, man mano che progrediva, a
tendere sempre più a una maggiore classificazione, e quindi a creare
degli insiemi, e conseguentemente, a trovare per questi stessi sempre
nuove definizioni, nonché per quanto vi era contenuto.
Ciò corrisponde allo sviluppo del linguaggio, ma anche delle facoltà
logiche. ( Ed è per questo che molto della logica aristotelica oggi è
stato ripreso nell'analisi logica delle formulazioni verbali ).
Ci si accorse che gli insiemi più grandi erano, chiaramente, quelli
che parevano contenere tutti gli altri, nonché permetterne
l'esistenza: ciò spiega la nascita dei primi déi, Urano e Gea.
Di lì, tutti gli altri passaggi delle Mitologie sottendono l'esistenza
di altri insiemi, ed il reciproco intessersi degli stessi: ad es.
Atena nasce dal cervello di Zeus, ovvero sia: lo sviluppo della
conoscenza scientifica, fomite di saggezza, non può avere luogo senza
una parallela crescita tecnologica delle arti militari ( Atena ) a
causa della natura stessa del mondo ( Zeus ).
Così per tutti gli altri riferimenti mitologici, in particolare quelli
più genuini piuttosto che alterati dal trascorrere del tempo, e dalle
invenzioni dei poeti. ( Che diventano una vera e propria genìa, sia
pure favolosa, ma perturbatrice del vero, qualora si allontanino dalla
sfera del sacro, che, in questo senso, intendo esclusivamente pagano,
come avvenne, ad es., anche nelle opere di Foscolo, Leopardi, etc. ).
In base a questo ragionamento, ci accorgiamo che la religione
primordiale dovette consistere in una straordinaria catena di
corrispondenze, che troviamo redatta, io credo parzialmente, nelle
Tavole Cabbalistiche ( Aleister Crowley, Liber 777 ), e mirabilmente
accennata nel Mondo delle Idee platonico, che, qualora fosse
ricostruita integralmente, e con cognizione di causa, sarebbe in grado
di rivelarci non solo i segreti, ivi inclusi quelli magici, della
Terra, della Vita e della Morte, ma anche gli scopi dell'incarnazione
umana ( come ho esposto in scritti precedenti tendenti a dimostrare le
evidenti omologie di fondo tra non solo le radici della Qabbalah, ma
anche opere importanti dello sviluppo umano come il Ramayana,
l'Iliade, l'Odissea e la Divina Commedia dal punto di vista artistico,
o il Libro di Abramelin dal punto di vista pratico e rituale ).

La Resurrezione di Lucifero: 6 di 3

6.Dalle tenebre

Dagli Inferi
Un alito infernale
E passionale

6 .Droghe – II

Passando attraverso
Un tunnel di plastica
Profani e vita e carne
Con un ago.

6 .Albert Einstein

Viaggiava a cavallo di visioni,
Raggi di luce e punti in prospettiva,
L'uomo che, pronto a nuove cognizioni,
Ha fatto del sapere un'arte viva,

Assieme a lui la fisica fioriva
Di nuove conoscenze ed intuizioni,
Perché si dimostrava relativa
La base delle nostre osservazioni.

Il fisico si abbevera alla fonte
Che ci portò alle nuove conoscenze,
Ed apre oggi un nuovo orizzonte

A conciliare tutte le credenze,
Perché quel grande uomo fe' da ponte,
Che dalle religioni va alle scienze.

6.Centro città

Passeggiando tra portici e pilastri,
E palazzi irti di pennoni,
Dentro situazioni da fiaba,
Vedere le persone passeggiare,
E i loro sguardi sognanti;
Accorgersi così che è bello vivere
Quando tutto attorno è tacito
Attorno all'esuberanza della vita.

6.Cyberpunk

Si avvolgono l'acciaio ed il cemento
Su cumuli di vetro fino al cielo
Sotto lo smog cupo e sotto nubi,
Che sgorgano da torri e ciminiere,
Si alza sopra i codici e le barre
Una realtà diversa e parallela,
Richiedente spinotti d'interfaccia
Che inchiodano la mente ed il cervello.
Lo spazio di satelliti e astronavi
E' ingombro, e così le strade e l'aria
Di un traffico a snodarsi senza sosta
Senza risposta nella notte oscura.
E sempre meno carne e più metallo
Danno l'avallo ad una nuova era,
Designata dal riflesso cromato
Che spolpa l'uomo e lo rende automa.

6. Il Sepolcro dei Pensieri Morti.

Dentro il Sepolcro dei Pensieri Morti,
Tra spettri e fantasmi,
Le memorie dei momenti che hai passato,
Avvolte nelle bende dell'Inconscio,
Frizzano del natron
Deposto nelle vasche della mente.
E scivola piano
L'uscio, che scorticando il pavimento
S'apre sui ricordi,
Che sfuggono come folletti oscuri,
Mentre lontane suonano campane
Ritmando la danza degli spiriti
In quel luogo angusto.
Frattanto dall'alto di ogni lapide
Gravita il greve gracchiare del corvo,
Ed ogni rosa è rovesciata a terra:
Ognuna è una cosa
Che fu dimenticata nel suo corso
Per testimoniare
Ch'anche si muore durante il percorso.

Su Il secondo libro delle opportunità perdute, ma anche altrove, moltiplicando di
conseguenza anche le lapidi e le tombe, Lucifero risorge con un
florilegio di 6x3 poesie, sbaragliando la Concorrenza. Il suo
Cacoangelio? Una Piramide di Cinque Parole, il Pentacolo del Nuovo
Eone che traccia le linee della Regola d'Oro di tutte le religioni
finalmente analizzata scientificamente, nel Chiasmo che si avvolge
come un filo spinato attorno alla croce, per negarla e sconfiggerla
una volta per tutte:

Vigorosa Libertà
sotto
Responsabilità Rigorosa

La Resurrezione di Lucifero: 6 di 2

6. Falce e Martello – II

Gli aratri si fanno spade.

6. Piccolo canto d'amore

Fra il frenetico fischio delle fronde,
Fra foglie d'oro e fremiti nell'aria,
E fragranti frescure oltre finestre
Aperte oltre gli sfrigolii del tempo,
Dove il grillo frinisce e fruscia piano;
Fra le fragole, i frutti ed i lamponi,
Sparse in frammenti le costellazioni,
Finisce il mondo dove inizi tu.

6.Evoluzione tecnologica

Dal Mondo delle Idee
Di Platone,
Ad un mondo di idee-regalo.

6. Pigrizia

Beh! Scrivila tu
Questa perché io proprio
Non ne ho voglia.

6. Aurora esotica

Quando scende l'aurora di corallo
Sopra isole sparse nell'oceano,
I teneri grappoli scintillano,
E una leggera pioggia cade in mare,
Si alzano i menhir e gli obelischi
A testimonio d'un'antica età,
Nei cieli è una musica d'amore,
Che illuminando l'occhio spezza il cuore,
E il sole muove i primi nuovi passi
Della danza che guida all'orizzonte
I nuovi eventi di cui nulla si sa,
Ma son pronti a spezzarsi sul confine,
Che va a segnar del giorno nuova fine,
Su scogli come scaglie in maglie rosa.

E i tremebondi fondi di bottiglia
In tenebroso bronzo con bravura
Branditi dal Briareo dai cento occhi,
Che con premura il futuro scruta
E scava scoperchiando le segrete
Scariche degli eventi che sospese
Nel tempo come fili di rasoio,
Nuove lacrime ed un nuovo pianto
Faranno sgorgar sopra le cime
Dei monti in una pioggia come un canto,
Che picchietterà affranto sulla Terra,
D'aver la vecchia luce al nuovo sole
Tolto sia pure per un solo istante,
Stendendo un manto tinto e gocciolante.

E poi il brutale e brusco reimbruttirsi
Della Bora che brucia la foresta.
Dentro roventi fulmini e tempesta,
Si squassa e si sconquassa la matassa
Dei Simboli che fe' Madre Natura,
E soffiano le foglie sotto i venti,
Siccome fogli sfilacciati e sfatti
Si strappano erompendo in sordi accenti.
Ma sfrigolano i rami tra di loro
Fra il fragore sfregandosi dei lampi,
E irrompono gli incendi ed altrettante
Scatenate scaturigini e scoppi
Di fuochi che la pioggia spegne ancora,
Irrorandone il rumore nell'aurora.

6. Contemporanee

Al meglio
( E figuratevi al peggio )
Elaborati giochi di enigmistica
Versificati.
( Generalmente senza la soluzione al fondo ).

Mi gratifica di più
Un cruciverba sotto il sole.

La Resurrezione di Lucifero: 6 di 1

6. Pioggia

Si corteggiano
La Terra e il Cielo,
Al ritmo danzante
Della Luna.

6. L'uomo delle nevi.

Il ragno dentro la sua ragnatela
Si muove in mezzo a un intrico di cavi,
E facendo suoi schiavi
Gli insetti che cattura nella tela,
Li paralizza con il suo veleno,
Fermi dentro la rete,
Sconvolti dalla fame e della sete,
Avvolti dentro un freno
Ch'è tutto fatto di colla e saliva,
E sebbene ancor viva,
Non resta molto ogni sua cattura,
Ha sorte molto dura,
Perché ne avvolge un pezzo nella bocca,
E dal corpo lo stacca,
Così destino scocca,
Quando violenza il lieve filo spacca.

Così fai tu, la schiena contro un muro,
Guardi tutti in tralice,
Dall'alto del contegno tuo da duro,
Nascondi il tuo calice,
Ma non a chi vuol berne il contenuto:
Da te vengono solo nella notte,
E preferisci chi ne ha già bevuto,
Ché il suo veleno inghiotte,
Perché non potrà mai più farne a meno,
Ma tu non te ne curi,
Piuttosto vuoi che siano ben sicuri
Coloro che trattieni nel tuo freno,
In molle di metallo,
Siano tenuti stretti e senza fallo,
Che anche puoi cadere,
Se un impiccione ti viene a vedere.

Fosti chiamato l'uomo delle nevi,
A causa delle tue polveri grevi,
Che soltanto il colore hanno di bianco,
Ma il resto è tutto intriso
Di soldi sporchi tesi sul tuo banco,
Non n'hai ombra sul viso,
Ma solo attendi il prossimo cliente,
Che sia su un motorino,
A piedi oppure sopra un furgoncino,
O su un auto di lusso a luci spente;
Li prendi nel tuo giro,
E guardi che non spargano parola,
E se la voce vola,
E' solo per un altro capogiro,
Fornito dalle tue polveri fini,
Che varcano terribili confini.

Eppure dal passato,
Ritorna spesso ad agghiacciarti in sogno,
Un urlo spaventato,
Orribile rampogno,
Che viene tra visioni di morenti
A un angolo di strada o su un gradino,
Su una panchina o sopra uno scalino,
Ed allora ti svegli e ti spaventi,
E scorre il tuo sudore,
Ché sai che tu respiri e un altro muore.

6. Falce e martello - I

Cedant arma togae
Cicerone

Strumenti di lavoro
Incrociati
Come fucili,
Si fanno utensìli di guerra,
Diffondendo nel mondo
Spigoli di rovine.

6. Sorridere

Un bel sorriso
Privo di ipocrisia
Non è comune.

6. Non trovai le chiavi

Non trovai le chiavi del chiasmo
Del tuo cuore, che erano celate
Nel castello della tua cattività
Emozionale, e le segrete occultate e nascoste
Del tuo inconscio catturavano i tuoi
Sentimenti nel carismatico baratro del
Cambiamento, che, all'improvviso,
Mi mostravi sul tuo viso.

6. Droghe

Spilli e veleno
Bucano la coscienza
Dentro la morte.

Sul vascello

Sul vascello imbarcati
Son tre uomini sboccati,
Essi vanno a tutta birra
Alla plaga della mirra.

Ma c'è un Poltergeist tra loro,
Spettro d'un antico moro,
E fra stormi di tempesta
Gli vorrà spiccar la testa.

Uno il rhum stava bevendo,
La bottiglia sua perdendo,
Cade e finisce in mare,
Dove va per affogare.

Un secondo tra le corde
Intrecciate come orde
Di nemici incatenato
Al maestro sta impiccato.

Ed è l'ultimo che sviene,
Del fantasma si sovviene,
I polmoni esso gli schiaccia
Affinché per sempre taccia.

Sul vascèl tutti contorti
Son due uomini ormai morti,
Ed il Poltergeist festeggia
Mentre con il rhum armeggia.

venerdì 28 novembre 2008

A tutti gli uomini e le donne di buona volontà

Ma cosa vi malmenate a fare per un briciolo di risorse date da un
pianeta che si avvia sempre più alla devastazione?
Se perirà la Dèa, con essa morirà ogni uomo.
Mantenete le vostre fedi, piuttosto, e le vostre credenze, ma
separatamente, ed unite le forze per costruire astronavi. ( Invece che
dividerle per costruire bombe atomiche, che poi abbiamo anche la beffa
di doverle dichiarare fortunatamente inutili! )
Moltiplicate le spese per la ricerca! Colonizzate il Sistema Solare e
terraformate la Luna e gli altri pianeti, se no vuol dire che Galileo
lo torturate anche postumo: avete a disposizione l'Universo, ed entrate in conflitto tra voi e con la Natura per un pugno di fango: questo è scambiare la Primogenitura per un
piatto di lenticchie!
In questo modo migliorerete il tenore delle vostre vite, il rapporto
con il vostro prossimo, con gli animali, e con la Natura tutta.
Quanto sono migliorate le arti e le scienze in un mondo diviso? Cosa
potrebbe fare un pianeta unito nella concordia?
Nietzsche profetizzò l'Europa Unita e un Governo Mondiale, la prima è
stata raggiunta, ora occorre preoccuparsi del successivo.
Costruite sulle astronavi una Sinagoga da una parte, una Chiesa
Cristiana dall'altra, ed una Moschea dall'altra ancora ( ma non
dimenticate un Tempio Pagano per noi Stregoni ), questo è tutto quello
di cui avete bisogno, ma atei ed agnostici siano anche i benvenuti.
Spezzate le divisioni tra i popoli sulla Terra, unite i legami tra le
genti nello Spazio.
Beati saranno coloro che predicheranno la Pace.

E adesso che son tornate le Tessere Annonarie...

...Si parla già anche da tempo di fare sacrifici, il che lascia
supporre un eventuale razionamento ( se implicito, già c'è ) delle risorse nel prossimo
quinquennio ( ?La Pace è Guerra ), naturalmente sotto l'egida
rassicurante ( per i potenti, i quali avranno accesso al rovesciamento
del razionamento ) della Santissima Croce, che, potremmo veramente
definire il primo fenomeno globalizzato, ma di credenze: l'economia
viene dopo ( ?La Schiavitù è Libertà ), prima c'è il controllo delle menti. ( Con tutti gli
annessi e i connessi della questione, come sa chiunque si sia occupato
di ricerca storica, particolarmente medievale: ?La Forza è
Ignoranza ).
A quando la Gestapo, o cmq una delle tante forme storiche della Santa
( più della Croce in Terra, meno della Croce in Cielo: Chiesa
Trionfante e Militante? ) Inquisizione? Cambia infatti la forma, ma
non la sostanza...

giovedì 27 novembre 2008

Vere e false verità

Gli altri possono avere un'influenza devastante su di noi: è
sufficiente, a volte, uno sguardo in tralice, una parola detta a
sproposito, o magari proprio con cattiveria, un gesto fastidioso, etc.
per farci perdere la pace mentale, che, a mio avviso, è la dote più
importante da custodire, in qualunque campo lavorativo, od anche
personale. ( Perché dovremmo permettere agli altri di rovinare i
nostri hobby o i nostri divertimenti? )
Per riaggiustare la situazione, io sul momento introduco mentalmente
una falsa verità, nella quale, all'occasione, credo fermamente ( ad
es. mi ha guardato in tralice perché ha scambiato una cosa che io
facevo per un'altra, mi ha detto una cattiva parola perché gli è parso
che il mio atteggiamento fosse aggressivo nei suoi confronti, o forse
si è ricordato di un'ipotetico torto subito in mattinata, etc. ),
questo permette di addormentare l'alterazione emotiva, che è sempre e
comunque temporanea, e di continuare nella più assoluta indifferenza i
nostri affari. In fin dei conti, potremmo sempre chiarire la questione
in seguito, a mente calma ( il che è molto utile anche per liberare la
propria psiche dalla falsa verità, che potrebbe facilmente essere
registrata come realtà piuttosto che un" mentire senza mentire " ).
Inoltre, un successivo chiarimento farà sì che non si prendano colpe
che, di fatto, non si hanno.
Poi ci sono sempre quelli che lo fanno apposta...

P.S. Naturalmente, se avete a che fare con un tizio alto due metri per una
stazza di, poniamo, 240 Kg, potrebbe essere opportuno lasciare perdere
e accontentarsi della falsa verità, ricordandosi di " dimenticarla "
successivamente.

Eraclito e Pitagora

La prima cosa che
distinguiamo tra Eraclito e Pitagora è un profondo pessimismo del
primo ( non solo a causa del Panta rei: tutto scorre, ma anche in
ragione del fatto che passò nell'iconografia il suo piangere sul
destino degli uomini ), Eraclito è il più avvicinabile al Taoismo
cinese, infatti per lui la concezione è quella totalmente
materialistica, basata sull'alternarsi di due princìpi, Eris ed Eros,
ovverosia, rispettivamente, Discordia e Amore; non solo, ma il Fuoco, che vedremo avere
una funzione basilarmente positiva in Pitagora, è per lui
esclusivamente la base materiale del tutto. In Eraclito l'Universo è
Dio e coincide con il tutto. In Eraclito quindi l'armonia è quella di
forze in opposizione ma equilibratamente.
All'avvicendarsi dei quattro elementi presenti in Eraclito Pitagora
oppone i quattro numeri della Tetraktys, conseguentemente, laddove per
Eraclito fondamento dell'universo erano due numeri pari ( Eris ed Eros
nonché i quattro elementi ), per Pitagora i numeri pari, o femminili,
diventano negativi, in quanto attestanti una figura geometrica aperta, femminile,
e quindi imprecisa, mentre positivi diventano quelli dispari, e maschili, in
quanto generanti una figura chiusa, e quindi " perfetta ".
L'armonia in Pitagora, insomma, è completa, mentre in Eraclito si
parla di un caos " metafisico " che trova una base armonica in
principio.
Inoltre, Pitagora introduce una speranza per l'uomo con la
metempsicosi ( i Pitagorici non potevano mangiare fave, perché si
sosteneva che somigliassero alla figura di un uomo che cammina ), che,
a quanto mi risulta, è invece assente in Eraclito, laddove, appunto "
tutto scorre ", e quindi niente rimane.
Soprattutto Pitagora introdusse la concezione di un Fuoco Centrale,
poi ripresa indirettamente e affabulatoriamente nel Demiurgo di
Platone, del quale il Sole del nostro sistema non sarebbe stato altro
che una figura rispettivamente limitata: non si conosce se in Pitagora
il Fuoco Centrale avesse identità trascendentale od immanente, in ogni
caso, la differenza con il Fuoco basilare di Eraclito si illumina da
sola.

Sulle necessità sociali dell'uomo

A mio avviso, l'uomo è un animale socialmente necessitato: con ciò
intendo che l'inserimento sociale non sempre corrisponde alle sue
motivazioni ( anzi, uomini che abbiano raggiunto il massimo livello
intellettuale, come Marcel Proust od Arthur
Schopenhauer, hanno generalmente preferito allontanarsi dalla società,
piuttosto che parteciparne, questo, per la qualità generalmente bassa
della medesima sotto tutti i livelli, mentre i Sufi praticano la Via
del Biasimo proprio come forma di contrasto con le imposizioni sociali
sulla persona, specialmente a livello ideale ). Nel suo intimo, anzi,
l'uomo preferirebbe usare ed abusare della società a suo piacimento
( Es e Inconscio ), e per questo esistono leggi, codici morali,
religioni, etd. che, assieme con l'educazione, hanno lo scopo di
tamponarne gli istinti basicalmente bestiali proprio per permettere
alla società di continuare ed evolversi, ma, in questo senso, non si
parla più di società, ma di civiltà.
Perché la civiltà? Perché l'uomo, come molti animali, in particolare
necrofagi ( l'australopiteco, come lo sciacallo o l'avvoltoio, si
nutriva di carogne, e ancora oggi l'uomo consuma generalmente animali
dopo che siano stati uccisi da altri ), necessita di muoversi in
branco a scopi essenzialmente di sopravvivenza, e questa esigenza
aumenta di intensità man mano che prosegue il percorso storico, tant'è
che le civiltà industriale e successive portano ad una nuova epoca la
divisione del lavoro per arrivare al predominio del terziario.
Insomma, nonostante l'uomo costituisca una specie radicalmente
egoistica e violenta, è costretto dalla natura delle cose a
manifestare un atteggiamente di generale collaborazione, e quindi una
certa necessaria ipocrisia, e a preferire, come vediamo brillantemente
esposto in Machiavelli, l'astuzia alla forza, tuttavia, aggiungerei,
man mano che aumentano le sue facoltà decisionali e le posizioni di
potere all'interno della società in generale nel primo caso, di parti
sostanzialmente rappresentative di sezioni sociali nel secondo,
l'ultima può progressivamente sostituirsi alla prima, scatenando
guerre e guerre civili.

Un po' della mia Fede

Un po' della mia Fede
Si è allontanato da me,
Forse per sempre,
E mi sento come se
Fossi stato morso
Da uno squalo dai denti di lamiera arrugginita.

Un po' della mia Fede
Si è staccato da me,
Spero per poco,
E mi domando se
Sia stato opportuno
Questo intervento chirurgico sulla mia anima.

Un po' della mia Fede,
Mi ha abbandonato,
Forse ha preferito altre strade,
Ed io presso il crocicchio
Senza il suo ausilio,
Non so quale percorso prendere.

Un po' della mia Fede
Ho perso nel tempo,
E fu come perdere
Un pezzo dell'anima,
E il mio spirito sanguina,
E soffre di un dolore oltre la vita.

Un po' della mia Fede
Ho ormai perduto,
Ma vorrei recuperarlo,
Così attendo una buona occasione,
Un momento propizio,
Qualcosa che, un attimo opportuno,

Possa tornare a farmi credere
Che un cielo infinito
Si estende sopra di me.

Splatter-erìa

Si ha nei pressi una splattereria,
In vetrina ci son ganci ed uncini,
Dai quali pendono uova e intestini,
E pare proprio una macelleria,

Si entra, poi si paga e porta via,
Tra frattaglie, budella ed acquitrini,
E cose innomibabili in cestini:
Si scivola su tanta schiferia.

E' un tanfo forte qui che l'aria appesta,
Tant'è che s'ha da chiuder le narici,
In tale indescrivibile foresta,

Di muscoli, con tendini e varici,
Tale da far venire il mal di testa
E far temere proprie cicatrici.

mercoledì 26 novembre 2008

L'impiccato

Ti sembra dondolare all'altalena,
Quell'uomo scivolato su una corda,
E' nero il volto come una cancrena,
E l'occhio suo dall'orbita deborda;

Dà come una sinistra cantilena
Lo spago che sull'oscillìo si accorda,
E' ferma ormai la giugulare vena,
E nulla della vita più ricorda.

Pure ti fa boccacce con la lingua,
Quasi per scherzo dopo di morire,
Con humor che di certo non impingua

Il buon umore ma nemmeno il riso,
Ché certo è un brutto modo per finire,
Andarsene congestionati in viso.

martedì 25 novembre 2008

Comete

Come comete
Apparire e sparire
Tra cielo e terra.

Sul filo del rasoio

Sopra il crepaccio
Bendato cammini
Su un ponte instabile,
Ma, sebbene abile,
E dal cuore di ghiaccio,
Senza vedere,
Finirai per cadere.

La notte

Scivolasti e ti estinguesti piano,
Come un frammento staccatosi dal Tutto,
Durante il tramonto dell'aurora.

Giorno per giorno

Io non vivo,
Muoio.

lunedì 24 novembre 2008

L'aurora

Venisti nell'alba di un mattino,
E poi, nel crepuscolo,
Portasti via i miei doni.

I giovani

I giovani
Al mattino
Aprono gli occhi
Sopra il mondo
Con fiducia.

E con coraggio
Si muovono
Per vincerlo,
E affrontarlo fino
In fondo.

E se studiano,
Si impegnano
Sui libri
E sui quaderni
Senza sosta.

E se lavorano,
Estati o inverni,
Senza eccezione,
Affrontano,
Come in risposta

Alla chiamata
Della società,
Che vuol da loro
Che diano sempre
Più qualità.

Ma i loro sforzi
Son rintuzzati
Come da un muro,
Che opaco e duro,
Li ha ormai bloccati.

I giovani
Che la notte
Chiudono gli occhi
Sotto un mondo
Di amarezza.

Le Corna e la Croce

Notiamo innanzitutto che il re sacerdote Numa Pompilio importò dalle
sue relazioni con la Ninfa Egeria, che probabilmente sottende contatti
con i Pitagorici, le basi scientifiche per la fondazione dell'Urbe,
che vennero occultate non solo nelle mitologie, ma anche nella
numerazione.
Notiamo infatti che l " I " romano, come il nostro " 1 " è chiaramente
un simbolo fallico, e quindi, dell'uomo.
Il numero " V ", il numero del Pentacolo Magico, delineato sulla
famosa sequenza di Fibonacci, che occulta in sè il numero " 2 "
tracciato con l'indice e il medio, e che vedremo corrispondere ad una croce
spezzata, implica non solo le corna del Diavolo, ma anche il simbolo
della vittoria terrena.
Non diversamente, i passaggi " IX ", " X ", e " XI " implicano un uomo
che si avvicina, scompare sulla croce, e scende ( risorge ) dalla
medesima.
Infatti, possiamo formare la croce con le dita unendo i due indici,
per simboleggiare che il computo è finito ( ancora oggi la croce si
usa come simbolo di negazione in numerosi quiz televisivi, e non
solo ), inoltre, separando gli indici ( il velo del Tempio che si
lacera ), abbiamo di nuovo due " 1 ", che possono stare come per il "
2 " romano, così per " 11 " arabo; inoltre: 1+1=di nuovo, 2.
Si ricorda che l'11 è il numero delle Qlipoth, mentre il 2 è il numero
delle Corna del Diavolo, ossia della lettera " Beth ".
Il " 2 " è anche il numero del conflitto e dell'opposizione, o
movimento, senza la quale non c'è esistenza, e infatti la Bibbia
comincia con la lettera " Beth ".
In questo senso, nel " V " la croce è spezzata ( dal Diavolo? ) perché
finisce il computo su una sola mano, ma non è ancora completa, perché
lo si può continuare sull'altra.
Non diversamente, una nuova croce spezzata, la " L ", implica il
numero " 50 ", che porterà poi a un cerchio, ma aperto, una " C ", per
il numero cento, in quanto, ancora una volta, il calcolo può
proseguire.
Gli antichi filosofi occultarono questi segreti nel simbolo: " Lvx ".
Ossia la Luce della Conoscenza.
Ciò potrebbe essere sufficiente non solo per dimostrare l'identità tra
Dio e il Diavolo, ma anche per motivare importanti considerazioni
sulla natura storica della Resurrezione: tuttavia, saltando facili
accostamenti dimostrativi ai primi libri della Torah, laddove Dio si
dimostra responsabile come del Bene, così del Male ( piaghe, etc. ),
vogliamo prendere un percorso più difficile, ed affrontare l'analisi
del Numero della Bestia:
6+6+6=18;1+8=9 Ossia 3x3, ossia Dio visto allo specchio.
6-6-6=-6 ossia -(3x2) Dio nell'aspetto negativo e biforcuto del
Diavolo.
6x6x6=216 ossia 6+1+2=9 già analizzato precedentemente
A questo punto, possiamo già notare come, nei procedimenti
addizionali, torniamo a Dio, mentre nei procedimenti di sottrazione,
ci avviciniamo al Demonio.
6:6:6=...Procedete voi a questa operazione, e analizzatela, scoprendo
quale percorso porti, dopo la virgola oltre lo " 0 " dell'illusione,
ad un " 1 " occultato dalla potenza moltiplicata di Satana, princeps,
non a caso, eius mundi, per arrivare al numero dei giorni della
settimana. Con ciò comprenderete perchè è più facile per il corpo
dell'uomo affrontare l'oceano a nuoto, che per il suo spirito arrivare
al Paradiso.
Quindi smettete di fare penitenza, e divertitevi :o)
Ritengo con ciò sufficientemente dimostrata l'identità tra Dio e il
Diavolo: per le fondamenta filosofico-scientifiche di queste
elaborazioni cabbalistiche, vi rimando alla mia " Tesi sull'Universo
", alle sue conclusioni, ed al suo sunto.

domenica 23 novembre 2008

Anima e corpo

Ho diviso le cose in questo senso:
Superconscio: Augoeides, ossia Spirito, è quanto comunemente creduto
l'Anima.
Inconscio: Anima ( l'Anima risiede nel sangue, ovverosia nel battito
del cuore, nel respiro, e nella manifestazione, a mio avviso,
psichica, del corpo, e conseguentemente di quanto lo circonda, credo
infatti che mente inconscia e corpo coincidano molto più di quanto
comunemente non si creda: tutti i desideri vengono dal corpo ).
Conscio: Mente conscia.

Gli ultimi due fattori mi pare costituiscano la Psiche, mentre
raggiungere il terzo è riuscire a trascenderla, compito non sempre
facile, in cui consiste l'Illuminazione, e che, per lo più, fallisce.

Mr.Loto

Mr. Loto con un trick
Ha evocato il vecchio Nick,
Dentro il Cerchio Fiammeggiante
La pupilla ha palpitante,
Nella mano la bacchetta
Egli tiene molto stretta,

E nel Magico Strumento:
Il Triangolo d'Argento,
Si dipanano l'incenso
E lo zolfo molto intenso,
E poi arriva il Seduttore
Ch'ha segnato molte ore,

Con i suoi tremendi inganni
Patir fece tra gli affanni
Tante e tante più persone
Che malvagie eppur già buone,
Egli rese con l'astuzia,
Con la forza dell'arguzia.

Mr.Loto vuol tesori,
Vuole argenti e vuole ori,
Ed al Diavolo richiede,
Dove e quanti ne possiede.
Ma quei piano e senza fretta
La sua coda si riassetta:

- Non è agio contrattare
Senza un foglio da firmare,
Se la tua dimora langue,
Firma il patto con il sangue,
Se così farai saprai
Dove l'oro troverai. -

Loto non potrà tardare,
Ha ben poco da mangiare,
E così firma il riscatto
Senza leggerne un buon tratto.
E non sa che protezione
Mancherà ad ogni sua azione.

Ed il Diavolo gli dice:
- Ora ti farò felice,

Presso il vecchio castello,
C'è un pozzo bada è quello
Che a sinistra troverai
Di quel luogo dove andrai,
Presso il ponte levatoio
Detto del nodo scorsoio.

In quel pozzo s'hanno scale
Fatte di Tenebre e Male,
Esse vanno nel profondo,
Falle tutte fino in fondo,
Ed accederai al mio regno,
E lì d'oro sarai pregno.

Ma aiutarti nel progetto,
Se tu toglierai l'effetto
Del Triangolo che blocca
E dolora se mi tocca,
Voglio e con il tuo avallo
Prender forma di cavallo.

Loto gli strumenti coglie,
E il Triangolo gli toglie,
Ed allora il vecchio Nick
Si fa bestia con un trick,
Ed il Mago or cavaliere
Vola tra le nubi nere.

Sopra case e fattorie,
Su castelli ed abbazie,
Il cavallo vola forte
Come un simbolo di morte,
Perché esso è tutto nero,
Vigoroso e battagliero.

Finché arrivano a un castello
Non c'è dubbio, è proprio quello,
Dove si riscontra il pozzo
Ch'è d'ogni lordura sozzo,
Essi volano lì dentro,
Sempre più scendendo indentro,

Ché son ben larghe le scale,
Che, si sa, portano al Male,
E il cavallo vi nitrisce
Con un urlo che ferisce
Mr.Loto che l'ascolta
Nella tenebra più folta.

Egli ora ha ben paura,
Perché sa poco sicura,
Quella strada ch'egli ha preso,
Quando al Diavolo si è arreso,
Tra la fame da una parte,
E dall'altra quelle carte

Che non sa cos'ha firmato,
Senza avere contrattato,
Egli vuole rivederle,
Tra le mani sue riaverle,
Ma oramai è troppo tardi,
Mr.Loto anche se ardi

Di paura e di terrore,
E sei in groppa a quell'Orrore!
Ma gli si solleva il fiato
Quando giunge ed è arrivato
Tra caverne di diamanti
Di gioielli e di brillanti.

Ma di guardia son due Gnomi
Di cui non conosce i nomi,
Che di lance sono armati,
Ed appaiono spietati,
E così non può parlare,
La presenza sua spiegare.

Il cavallo assai nitrisce,
Ma lo Gnomo non capisce
Il linguaggio della bestia,
Che gli pare una molestia,
Ed allora ai suoi orecchi
Si avvicina di sottecchi.

Ed in essi una magia
Dice come un'elegia,
E il cavallo imbizzarrito,
Sembra quasi inviperito,
E sgambetta, salta in alto,
In estremo soprassalto.

Mr.Loto è sulla groppa,
E non sa mettervi toppa,
Egli vola oltre le scale,
In un impeto infernale,
Ha paura ma non lascia
La sua presa nell'ambascia.

E se ancora adesso vedi
Su nel cielo e non ci credi,
Una nuvola che pare
Cavalier che sa volare,
Sopra il suo cupo destriero,
Spaventoso e tutto nero,

Ed in quella ti sovvieni
Del narrar che qui rinvieni,
Beh, di certo non t'inganni,
Ché, sia pure dopo anni,
Mr.Loto e il suo cavallo
Senza sosta e senza stallo

Non han smesso di volare
Ed il cielo attraversare,
E se il primo ne ha paura,
N'é per l'altro gioia pura,
Ché Mr.Loto il vecchio Nick
Ha evocato con un trick.

Farsi strada

Sta emergendo
Da antichi sepolcri anglosassoni
Una diversa sensibilità giovanile
Fatta di spettri e vampiri,
Di fantasmi e di morti viventi
Che stanno infestando
Le vostre strade
Con una Nuova Arte Gotica.

Sempre meno in sordina,
Essi muovono dal tramonto
Portando con sé le paure
Dei vostri figli
- Paura della guerra, paura della
crisi economica, paura dell'amore,
paura del futuro, paura del -
Verso la Luna Nuova.

Hanno mosso
Attorno agli eventi
Le loro storie,
Le loro vicende,
O forse hanno scosso,
Winding like serpenti
E tra le baldorie,
E ferali faccende
Nei cuori un lume.

Fate qualcosa
Per i vostri ragazzi.

Il ciclone

L'occhio fisso guarda verso l'alto
Nella spirale che formano i venti,
Ma i Samurai non sono più di moda,
E s'avvale la pupilla sotto il cielo
Del percorso di virgole silenti,
Che si spostano cambiando antiche rime,
E portando un nuovo mondo a vecchie aurore;
Si alternano gli attori e le comparse
A sparse nuvole prive di ogni età,
E son favole rigonfie di dolore,
Che coglie un pensiero che ristà.

sabato 22 novembre 2008

Alto Medio Evo

Muovono sommessi tra le navate
I sacerdoti solenni in preghiera,
All'orizzonte sono le Crociate,
Fanno la guerra spada e acquasantiera,

E' questo un mondo ch'or non è ma era
Di rustiche dimore e terre arate,
Inframezzate dentro alla brughiera,
Che il principe reggeva con l'abate.

Le genti erano in lotta con le genti:
La scimitarra contro i Franchi Regni
Fu portata da eccezionali eventi,

Causati da una nuova religione,
Che della storia fe' nuovi disegni,
Muovendo dalla Fede e da ambizione.

Haiku

Batte il tamburo,
Mentre il fischio dei venti
Colora i fiori.

giovedì 20 novembre 2008

Molto dopo natale

Molto dopo natale,
Abbiamo visto gli incarti delle strenne
Scivolare dentro i vortici dei senza-tempo,
E muovere all'orizzonte dell'ultimo confine
I pochi ricordi sparsi d'un flebile momento
Di felicità.
Molto dopo natale,
Abbiamo ripensato ai semplici trascorsi
Dei sorrisi e dei momenti di allegria
Pagati con tanta pena;
E a quei brevi attimi di compagnia
Vissuti in una precaria ma tanto sincera
Atmosfera serena.

mercoledì 19 novembre 2008

Haiku

Scosse dal vento
Foglie come nacchere
Nel dì di festa.

Il Vampiro - V

Tenebra esangue.

Catene

Si sbrindellano catene roventi
Nell'abisso della tua personalità,
E rinascendo a nuova aurora,
Ti accorgi della vacuità senza rimedio
Del circostante. E spine e rovi
Stringono d'assedio le finestre ombreggiate
Delle tue piccole stanze amareggiate
Dalla tua assenza prolungata.
E la polvere sopra i divani
Richiama ricordi d'un Oriente
Scomparso nelle fitte nebbie del tragitto
Che ti portò a dimenticare la tua presenza.

Il Disco Danzante

Al centro
Di un Cerchio Danzante
Di Tenebra,
Da me si dipartono
Raggi di nebbia
Verso i confini
Dell'Abisso.

Ma solo uno
Di essi
Precipita nel vuoto.

martedì 18 novembre 2008

Il Vampiro - IV

Aspetti tumidi
Di sabbia e fango
Prendono consistenza
Da un tripudio
Di foglie secche
E lordura,
Per assaporare
Il tuo vino più ambrato.

Aurora totale

Sopra le lame ed i picchi dei monti
S'infrangono i raggi della Maestà,
E risplende un delirio di colori,
Mentre il cielo torna a cambiare veste.
Così viene l'azzurro tra le nubi
Da quel buio splendente di brillanti,
Che la più Grande Perla in cielo regge,
Deliziosa nella sua rotondità.
E torna la rugiada nel mattino,
Ad ammantare il cardo e il biancospino.

...E non mancano parodie

Tenete il velo o per sole o per ombra,
Donna, vi prego io,
Poiché sapete ch'in me nessun desio
Di vedervi il povero mio core ingombra.

Mentr'io portava i miei scherni celati,
Ché non sapeste quanto di voi m'importa,
Vedeste il disgusto sul mio volto;
Poiché Realtà di me vi fece accorta,
Fur i capei stopposi allor velati,
E lo strabico occhio ben nascosto,
Ed il ribrezzo voi m'avete tolto:
Sì mi governa il velo
Che per mia morte, et al caldo et al gielo,
L'aspetto vostro tanto orrendo adombra.

Il soffio delle tue labbra

Il soffio delle tue labbra
E' quale un'eco di sospiri,
Che riverbera sull'anima,
Come increspature sull'acqua,
Una cassa di risonanza,
Di delicate emozioni.

Non verrà nessuna dittatura

Non verrà nessuna dittatura
Col seguito di polizia segreta,
Ormai non siamo più ai tempi di Greta
Garbo e dell'orribile paura,

Che s'ebbe ai giorni d'una guerra dura,
Che lasciò le famiglie senza mèta,
Ed ogni figlio era una cometa
Accesa e spenta in una notte impura.

Da decenni la gente è spaventata,
Ché abituarsi alla democrazia
Può essere un'impresa molto ingrata,

Ma l'abbiamo e non sfuggirà più via
La libertà che ci hanno regalata
I nostri nonni dopo l'anarchia.

I vascelli fantasma

S'alza il veleno grigio nella nebbia
Della flotta precipitata in mare
D'antichi cercatori di dobloni:
Gli alberi nella risacca fermi,
Le vele ammainate sopra il nulla,
Muove la Notte sull'imbarcazione
In effigie di fantasmi e di follia.
Si tratta di corsari e di pirati
Che son pronti la Luce a saccheggiare.

Rivoluzione industriale

Dalla locomotiva un fumo nero
Si alza quale simbolo di morte,
Pervadendo kilometri quadrati
Di luoghi pieni di malinconia.
Il lucore di macchine e di presse
Ha già mandato il tempo alla deriva,
E s'alza un vento oscuro di tempesta
Sollevato da uno spettro in tuta blu.
Ma si spezza il sigillo del passato
Come terra nei vortici del vento.

lunedì 17 novembre 2008

Il cardellino

E' il cardellino che s'abbassa piano,
Si posa lentamente sopra un ramo,
Guardando avanti ed ascoltando il vento,
Le voci che gli porta di saggezza,
Ad ogni piuma è come una carezza,
Quell'aria che lo tocca delicata,
Ed a quell'atmosfera incantata,
Lui vuole regalare il proprio accento.

S'eleva al sole in nuvole dorate
Un disegno di trame e d'armonie,
E tutte quante sono accompagnate
Da un tenue contrappunto di magie:
E il soffio ne dà un dono al cardellino,
Una compagna colorata e pura,
Che renderà l'alba d'ogni mattino
Gioiosa anche tra i sassi e la radura.

Il Vampiro - III

Sgorgano l'occhio, e la pallida gota,
Sopra sentieri di nebbia e di mota.

Al passero beone

O passero beone,
Hai perso un'occasione,
Per aggiustar la mira,
Che m'hai mancato ammira.