sabato 14 febbraio 2009

La danzatrice

Ti muovi, ti muovi verso un regno di splendori,
e la ruota della tua gonna porta la libertà
delle tue gambe verso splendidi disegni che sono
di Paradiso, acrobazie che negano la vertigine
dei tempi in equilibrio sul crepuscolo dell'essere,
mentre la tua casacchina verde di stoffa fine
lascia moltiplicarsi gli acini grossi dei tuoi seni
negli onusti grappoli di Artemide Cacciatrice di uomini,
e le tue braccia si moltiplicano, ed ogni cosa si fa
tua servitrice perché cavalcando ogni nota del canto
di sempre nuove melodie erotiche, assumi statura divina,
e ti fai Dèa del palco, mentre i tuoi capelli, neri e lunghi,
si rovesciano dominando l'aria delle tempeste e le
lacrime dei tuoi occhi, che asciughi nella brama
di dominio e nella frenesia che fu di Serse Re dei Re,
quando frustò implacabile il ribelle fiume ribollente
che gli aveva catturato due cavalli, e tu, regina
indomabile della platea, dominatrice indiscussa
dell'ebbrezza dai braccialetti d'oro, sacerdotessa dell'estasi,
raccogli dentro le tue iridi una folla oramai immobile
e ammirata.

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