nell'ambiente esoterico, molto spesso chi pratica la Consapevolezza (
scuola di Gurdjieff ) non è generalmente interessato al Rituale,
mentre chi pratica il Rituale guarda spesso con sufficienza la
Consapevolezza; ma perché ? E, soprattutto, quali sono le differenze
ed i punti in comune ?
Partiamo dal presupposto che l'Alta Magia sia una forma particolare di
Autoconoscenza, un'elevata forma di autoanalisi psicologica.
La Consapevolezza ci aiuta, a differenza dello stato comune di
identificazione, a vedere i nostri difetti, i nostri errori, le nostre
mancanze quotidiane ( a tal proposito io consiglierei, a fianco alla
lettura dell'opera di Ouspensky, e di Gurdjieff, l'indimenticabile "
Psicopatologia della vita quotidiana " del dottor Freud ), e,
soprattutto, a correggerle, si tratta insomma di un metodo pratico ed
efficace per affrontare i nostri " démoni " sul campo.
La pratica della Magia Rituale, invece, ci aiuta a metterci a contatto
con le Energie Psicologiche che questi errori determinano, si tratta
insomma non di affrontare il castello con un assalto frontale, ma con
un assedio in attesa di trovare un modo, con un inglesismo efficace si
direbbe " di stealth ", per entrarvi; inoltre, il Mago abitualmente
tiene un Diario Magico, che basicalmente consisterebbe in una sorta di
" consapevolezza a posteriori ".
Fine dunque della Consapevolezza e dell'Alta Magia è dunque quello
dell'Autoconoscenza, il cui primo, importantissimo risultato, è vedere
quello che in noi non ci piace, e di cambiarlo ( e questa seconda
parte, che si potrebbe quasi dire di " coagula ", non è affatto facile
da praticare, io mi sono accorto di portare ancora oggi difetti che ho
fatto fatica ad emendare se non altro in buona parte ); se funzionano
bene separate, io credo che a maggior ragione dovrebbero funzionare
meglio se adottate insieme.
L'invito di questo post è dunque quello di non guardare con
sufficienza a nessuno dei due percorsi ma, qualora sia possibile,
praticarli entrambi.
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