mercoledì 31 dicembre 2008

Realtà e fantasia

Non si è reali
In altro modo
Che agendo
La propria Volontà
Per uno Scopo.

Diversamente
Si rimane soltanto
Fantasmi indistinti
Affogati nello spettro
Del nulla.

Strumenti di controllo massmediatico e forme di manipolazione mentale

Il lettore è invitato a non leggere distrattamente o
sonnacchiosamente, qualora decida di procedere comunque in questo
senso, è pregato di rivolgersi a letture più divertenti e
confortevoli.

Ciao a tutti,
Nonostante la rudimentale tripartizione freudiana sia decisamente
inadatta alla distinzione della realtà della psiche, la adotteremo
come strumento di facilitazione atto all'elaborazione della tesi.
Notiamo, in questo senso, che il funzionamento del superio corrisponde
alla realtà del centro motorio, che quello della mente conscia
risponde al centro intellettivo, e che quello dell'inconscio
corrisponde al centro emozionale; ancora una volta salteremo
considerazioni inattuali a proposito del centro sessuale, giacché esso
è inadatto allo sviluppo concreto del nostro enunciato.
Notiamo innanzitutto che non esiste, nell'uomo, alcuna voce interiore
propriamente definibile come “ coscienza “, il che, potrebbe
semplicemente essere dimostrato, come facevano i Sofisti, attraverso
l'elencazione delle distinzioni sociali e culturali tra le varie
etnìe, ma noi vogliamo demolire questo concetto una volta per tutte, e
dimostrare come esso sia, difatto, una costruzione anomala ed
impropria, quasi una malattia, costruita all'interno dell'uomo da due
fattori concomitanti: l'educazione, e l'esperienza.
Abbiamo detto che il superio, o “ coscienza “, corrisponde
basicalmente al funzionamento del centro motorio: ciò può essere
dimostrato dal fatto che il precetto educativo funziona tanto meglio,
quanto più è accompagnato da una punizione, generalmente corporale:
l'uomo, insomma, funziona non diversamente dal famoso topo nel
labirinto soggetto a scariche elettriche, in questo modo, nel corso
della vita, si fa sempre più astuto, sempre più furbo, sempre più
sporco e mentitore, via via che il suo tempo trascorre.
Esistono infatti regole di sopravvivenza generali, come non toccare
una pentola che bolle, non staccare una presa elettrica toccandola con
le dita, spostare le foglie in un bosco esclusivamente con un bastone,
etc. che servono a deflettere da noi stessi l'implicita malvagità del
mondo, e regole di sopravvivenza meramente sociali: la menzogna,
l'insidia, l'inganno, il tradimento, etc. che servono invece a
deflettere da noi stessi il pericolo costituito da altri uomini,
oppure ad accaparrarci un vantaggio a loro spese.
Il che, visto da un punto di vista oggettivo ed esterno all'uomo,
corrisponde ad una vera e propria miseria perpetua, e senza alcuna
possibilità di redenzione, checché ce ne dicano martiri, profeti,
messiah, apostoli, santi, e tutta l'allegra compagnia che ormai
conosciamo anche troppo bene.
In altri termini, l'educazione meramente sociale, unita
all'esperienza, non ha altro scopo che deflettere da noi stessi il
danno che il nostro prossimo può cagionarci, e, contemporaneamente,
permetterci di infliggerne agli altri, ivi compresi piante, animali, e
qualunque altra forma di vita si opponga al nostro volere ed al nostro
momentaneo desiderio. Questo è quanto l'uomo chiama comunemente
coscienza.
La mente conscia, la più controllabile da parte dell'uomo, costituisce
né più né meno che una sorta di appendice critica del tutto, laddove
il superio era l'appendice censoria, talmente efficace da riuscire a
funzionare anche nel mondo dei sogni, trasformando una realtà concreta
inaccettabile in un simbolo accettabile, in modo da permetterci di
affrontare tutte le esperienze che, diversamente, potrebbero
addirittura ucciderci, se non altro psichicamente. In questa realtà
tesa tra morte e pazzia, si gioca il destino dell'uomo, reso capace di
affrontare ogni più piccola e più grande difficoltà quotidiana grazie
all'ausilio di semplici, ma metodici, strumenti “ tecnologici “
sviluppati da milioni di anni di evoluzione, strumenti di cui, a mio
avviso, conosce solo la minima parte, e che, per di più, usa anche
male.
Il vaglio critico della mente conscia non è però autonomo, ma è
soggetto da un lato alle influenze meccaniche determinate dal superio,
influenzato dal centro motorio, e dall'altro dall'inconscio,
influenzato dal centro emozionale: le due cose, in un certo senso,
coincidono, e si tratta di un groviglio di influenze difficilmente
dipanabili, che, di fatto, costituiscono la reale meccanicità
dell'uomo.
Poniamo l'esempio del bambino che veda un barattolo di marmellata su
uno scaffale più alto di lui, la mamma ha già provveduto, avendolo
visto in una situazione simile, a rimproverarlo, a sottolineare il suo
rimprovero con un ceffone, e a minacciarlo delle possibilità di
pericolo inerenti ad una caduta. A questo punto, la mente conscia del
bambino è agita da:
Impulso motorio ( superio ): lasciare perdere e allontanarsi, la mamma
ha spiegato che il dolore dello schiaffo è decisamente inferiore a
quello che potrebbe essere causato dalla caduta.
Impulso emozionale ( inconscio ): la marmellata, simbolo evidente del
piacere, continua a condizionare la mente conscia del bambino.
Ma la dialettica continua:
Impulso emozionale ( inconscio ): la caduta potrebbe farmi molto male.
Impulso motorio ( superio ): vagliamo tutte le possibilità di “ scossa
“ conosciute in modo da ammortizzare il più possibile il verificarsi
di un danno.
Ora, più la mente è giovane, più è facile che si verifichi una caduta,
perché, anche se il superio ha una buona educazione, difficilmente
avrà a suo supporto una pari esperienza, in quanto, questa, l'unico
modo per cui si possa formare è il trascorrere del tempo. In seguito a
questa ragione lo sviluppo dell'uomo è condizionato più o meno,
specialmente nel corso dell'adolescenza e dell'infanzia, da parte del
nucleo familiare, con l'ovvia ragione che “ hanno più esperienza “.
Inoltre, nella dialettica comune, l'espressione “ incoscienza “, e
cioé “ mancanza di coscienza “, non viene utilizzata per definire una
persona violenta e priva di scrupoli, ma, piuttosto, una persona
mancante di “ responsabilità “, la responsabilità è la capacità di
dare un responso, una risposta, ovverosia, di reagire a degli stimoli,
delle scosse elettriche, appunto.
L'esempio del bambino è quello calzante in cui noi ci troviamo ogni
volta, nella nostra giornata, in cui non abbiamo ricevuto, nel corso
della vita, stimoli sufficienti, e quindi manchiamo di “ coscienza
della situazione “, in questo caso, entriamo in loop motivato dal
contrasto superio-inconscio che determina uno stallo nel vaglio
critico della mente conscia, ed abbiamo bisogno di un intervento
esterno da parte di un'autorità superiore, un direttore “ responsabile
“, ad es. che abbia maggiore competenza di noi sull'argomento, e che
sappia risolvere la situazione, in questo modo, potremo imparare da
lui, e, in questo senso, dunque, non siamo mai molto diversi dal
bambino che richiede l'aiuto di un adulto per affrontare un problema.
In questo senso, si fanno anche più chiare le inevitabili collusioni
tra politica ed alta finanza, ad es. che tendono sempre più a
sporcarsi a causa del fatto che, in fin dei conti, anche i maggiori
responsabili di fatto non sono, per lo più, in grado di risolvere i
problemi che creano, e quanto viene inquinato da un'economia
necessariamente irresponsabile deve essere riparato da una politica
che rivesta i canoni fasulli di una responsabilità inesistente.
Su un piano più alto, e come collante, agisce la religione
monoteistica, che interviene per accecare la gente ed anteporre
l'irrazionale al razionale, in questo modo, le evidenti responsabilità
dei vari potentati vengono nascoste da una volontà divina avulsa dal
contesto storico e sociale, ed il criterio di “ coscienza “ come “
responsabilità “ viene sostituito dal concetto di “ coscienza “ come
fasulla voce interiore.
La chiesa è stato il primo strumento massmediatico a disposizione
dell'uomo: esattamente come il televisore, agisce sulle masse, ma non
ne ha identico potere persuasivo, intanto bisogna crederci, poi la
chiesa è scomoda, bisogna arrivarci a piedi ed è lontana da casa,
inoltre si viene uniti in attività sociali con altre persone che per
lo più non conosciamo, e di cui possiamo fidarci fino a un certo
punto, come se tutto ciò non bastasse, la chiesa è noiosa: per questo,
occorre inserire una trafila di salmi, omelie, e quant'altro per far
sì che riesca a stare in piedi. Questa è anche la ragione per cui
l'indottrinamento di massa determinato dalla chiesa cristiana è stato
imposto con la violenza e con l'abuso per secoli, ed i massacri
compiuti sotto l'egida della Croce sono rimasti nella storia per
secoli.
Il televisore, invece, è maggiormente persuasivo, agisce sulle masse,
ma basta premere un pulsante per accenderlo, non devi credere nel
televisore, è lui che crede in te, è comodo ed è dentro i confini
della casa, non bisogna uscire al freddo per raggiungerlo, e permette
una visione solitaria o con un piccolo gruppo ristretto di persone
fidate come il nucleo familiare: se la chiesa era pericolosa sette
volte, il televisore le settecentosettantasette volte sette.
Ora, al di là dell'effettiva cattiva qualità dei programmi, la prima
cosa che riconosciamo è l'insistenza televisiva sui bisogni
elementari, direi animali, dell'uomo, tendendo un occhio sugli spot
pubblicitari, notiamo che:
il 60% ca. degli spot riguarda generi alimentari
il 25% ca. rimanente riguarda bisogni socialmente indotti ( mobile di
una certa marca, orologio di un certo modello, etc. ), che, oltre ad
ipnotizzare l'utente per mezzo di necessità che, di fatto, non
sussistono per lui, ha anche la possibilità di imporre un modello
sociale ben preciso.
Il 15% ca. varie, che comprendono fascicoli in edicola di più vario
genere, contenenti i gadget più inverosimili da “ tutte le partite del
Milan “ fino alla raccolta “ orologi a cipolla “ ( che poi mi chiedo
cosa se ne farà mai una persona, una volta completata la raccolta, di
175 riproduzioni di orologi a cipolla da taschino, che, almeno nel
modello, sono tutti uguali!! ), detersivi, deodoranti, ed altri
oggetti di uso comune.
Cosa manca? Manca tutto ciò che Dante definiva “ virtute e canoscenza
“: non c'è alcun esempio morale, non c'è alcun valore, non c'è alcun
insegnamento, millenni di filosofia e di storia della cultura vengono
cancellati, esattamente come una macchia di grasso dalla tua pentola
preferita, da uno stormo di spot pubblicitari inframezzati a programmi
di qualità generalmente cattiva. Il libro scompare dal televisore, a
meno che non sia, ancora una volta, in vendita in una collana in
edicola che nessuno leggerà mai, e, personalmente, temo che, fra
qualche tempo, troveremo in libreria un'edizione delle “ Opere
complete “ di Platone a prezzo ridotto, ma inframezzate da cartelline
pubblicitarie plastificate non rimuovibili, e magari impolverate, un
po', di detersivo.
Sul piano tecnico, gli spot proposti, poniamo, ancora una decina
d'anni fa, forse venti, proponevano un prodotto, le sue qualità, e
quanto lo rendeva gradevole, tuttavia, occorre sottolineare che non ci
si mise molto a scoprire che tale procedimento aveva un difetto,
ossia, tanti prodotti uguali ma di marca diversa proposti
contemporaneamente o quasi secondo lo stesso metodo facevano entrare
in gioco il loop psichico precedentemente diagnosticato a proposito
del bambino dell'esempio, in questo modo, l'utente non preferiva un
prodotto di una marca precisa, ma un prodotto preciso, purché fosse di
marca. Sotto questo punto di vista, possiamo quindi facilmente
diagnosticare che lo spot pubblicitario agiva a livello meramente
intellettuale, non toccando assolutamente il centro motorio ( per
questo occorrono i telegiornali, capaci di gettare il panico su questo
o quel prodotto, pongo l'esempio della recente polemica sul latte
crudo, alcuni giornalisti hanno avuto la pessima idea di riprendere un
furgoncino con la scritta “ latte crudo, latte vero “, in un simile
contesto, ciò vuol dire rovinare impunemente una persona. Il latte
crudo, mi dicono, è un veicolo di infezioni, nessuno sottolinea anche
che possediamo una vasta rete di anticorpi, di globuli bianchi, in
generale di difese dell'organismo tali da poter costituire una valida
barriera, e che, a un certo punto, dovremmo anche tenere in
allenamento un minimo, io ho bevuto spesso latte crudo, fin da quando
ero piccolo: risultato, sono ancora vivo e sto scrivendo questo
articolo. Ora, possibile che tutto questo panico non sia stato
ingenerato dalle grandi centrali della produzione e dello smercio del
latte? Allo scopo di far rientrare nei binari della produzione delle
particelle che si stavano pericolosamente liberando? ), occorreva,
quindi, una nuova soluzione.
Non è un caso che i nuovi spot pubblicitari ci mostrino facce
ridicole, situazioni stupide, personaggi che ci vergogneremmo ad
incontrare, o tanto maggiormente, ad essere, noi, essi stessi: ciò ha
una motivazione ben precisa.
Innanzitutto quanto sopra soddisfa l'ordinaria mediocrità personale
dell'uomo, permettendogli di sentirsi superiore ad un esempio
eminentemente scimunito, e, ciò, porta due vantaggi: da un lato culla
la persona da un punto di vista emozionale, dandole l'idea di valere
qualcosa, dall'altro le mostra un'altra persona che le è evidentemente
inferiore e che, tuttavia, ha saputo scegliere meglio di lei, l'unica
soluzione è batterla sul tempo, ed acquistare al più presto lo stesso
prodotto. A tale proposito, è opportuno sottolineare come, da un lato
qualitativo, ciò ingeneri una corsa alla sempre maggiore stupidità
degli spot pubblicitari in base alle esigenze, sempre astronomiche,
dei produttori, dall'altro, come venga, in questo modo, aggirato il
senso critico dell'utente, perché il messaggio pubblicitario non
agisce più sulla sua mente conscia, ma sull'inconscia.
Molti potrebbero ritenere che non sia cambiato nulla, in generale,
rispetto alla situazione precedente, in quanto l'utente è uno solo,
mentre i prodotti forniti sono, in ogni caso, molti, tuttavia,
qualcosa è successo, ossia, non si è ingenerato il loop, il messaggio
ha avuto tutta la facilità e la comodità di rimanere impresso e
sigillato nell'inconscio, saltando come l'io, così il superio, pronto
a svegliarsi al momento opportuno per catturare la preda, per
verificare la realtà di questo fatto, è opportuno ricordare come,
facilmente, dopo il lungo viaggio nell'inconscio determinato dal
sonno, al mattino, possiamo ricordare spezzoni di vecchie pubblicità
che, ormai inutili perché legate ad un prodotto desueto o in disuso,
si liberano, nel tentativo del cervello di rimuovere queste vetuste
incrostazioni.
Da ciò, risulta dimostrato come il mondo della pubblicità televisiva
sia quanto di più pericoloso mai ideato ai danni della psiche umana e
del suo sano sviluppo, in linea indiretta, essa crea un mondo privo di
riferimenti ideali, ma ricco di imposizioni sociali, un mondo in cui
un ragazzo che non possa permettersi un Rolex od una Rolls-Royce, sia
costretto a sfoggiare davanti a propri amici pasticche di ecstasy o
tiri di coca, pur di dimostrare di avere un qualche valore, sia pure
degenerativo: ciò è tanto maggiormente aggravato, perché viene a
mancare anche il necessario ausilio, ideale o educativo, della
famiglia, che avrebbe permesso maggiormente di liberare i giovani da
una situazione della quale, invece, la stessa famiglia, vittima di
condizioni di lavoro spesso massacranti, è costretta non solo ad
accettare, ma addirittura a promuovere.
Questo a livello visivo, ma la potenza aggressiva del mondo
pubblicitario non si ferma qui, ogni senso, ogni strumento che possa
essere coinvolto nel bombardamento psichico, viene coinvolto, e così,
assistiamo a jingle musicali di fastidiosa ripetitività e di orrenda
meccanicità, a slogan che, quanto più sono stupidi, meglio è, e,
anche, ad una corretta e sapiente gestione di colori sempre più
strombazzanti e vivaci: sappiamo fin dall'antichità che ad ogni colore
corrisponde un'emozione, nelle pubblicità, molto spesso, i colori
vengono resi il più incisivi possibile, in modo da dare la più
radicale scossa all'inconscio.
Ma quale vantaggio, di fatto, ottiene il produttore dalla
cancellazione del loop critico?
Apparentemente nessuna, in quanto, di fatto, la scelta commerciale tra
i prodotti rimane immutata: tuttavia, l'imprinting diventerà tanto più
determinante, quanto più la veicolazione emozionale si farà concreta:
in altri termini, cancellando il loop critico, ecco quello che
avviene:
Inconscio: spinta emozionale determinante.
Superio: nessuna “ scossa “ avvertibile, il comportamento, anche
sociale, indotto dal meccanismo pubblicitario si renderà concretamente
strumento di un nuovo modello educazionale e comportamentale, molto
più facilmente accettabile perché non motivato da scosse violente al
centro motorio, e quindi avvertito come rassicurante ed affidabile, ed
utilizzato anche a fini di controllo sociale e personale.
Io: l'Io agisce a prescindere da qualunque apparato censorio,
rendendo, di fatto, la scelta una fonte di aggregazione motivazionale
e sociale, nell'uomo viene radicalmente annullata ogni possibilità di
vaglio critico.
In questo modo, i deleteri automatismi che stanno alla base del
funzionamento della macchina-uomo, vengono incentivati,
strumentalizzati, e adoperati al fine di una regressione delle masse a
livello animale, legate, esattamente come mucche da mungere, al
processo lavoro-consumazione-lavoro: la percezione di questo stato di
cose esiste, ma ad un livello ancora una volta inconscio, e la
crescente frustrazione determinata dall'inumanizzazione della realtà
delle cose porta ad una crescita radicale dei sentimenti negativi,
come l'odio, la rabbia, la paura, rendendo i rapporti familiari e
sociali sempre più difficili e tesi, e quelli economici basati sullo
sfogo determinato dallo spreco: in altri termini, i paesi abbienti
vengono costretti dalla rabbia ad acquistare sempre più cose inutili
allo scopo di ottenere un “ prestigio sociale “ in modalità
psichicamente indotte, mentre i paesi meno abbienti vengono costretti
a soddisfare questa realtà del nulla attraverso procedimenti di lavoro
ben al di sotto degli standard dei diritti umani, la conseguenza è
evidente: guerre, carestie, traffico di armi e di droga, etc. Tutto
questo, in ultimo, è determinato dal fatto che l'uomo, non essendo un
animale da spremere, viene trattato né più, né meno, che come tale.
Sta ad ogni singola persona trovare le proprie soluzioni: quelle che
ho adottato per me sono: spegnere il televisore, camminare all'aria
aperta, fare acquisti esclusivamente in prodotti non pubblicizzati,
cercare un medico che sia possibilmente anche erborista, etc. Ma
ammetto sinceramente anche i miei limiti, nell'acquisto di prodotti
alimentari difficilmente compro cose che non siano “ griffate “.
Come sapete, non sono esattamente un amante della chiesa cristiana,
tuttavia, se devo scegliere se farmi rincoglionire dalla televisione o
farmi rincoglionire dal prete, preferisco farmi rincoglionire dal
prete: se non altro farò una passeggiata, starò in compagnia, avrò
occasione di socializzare, e il sacerdote cristiano, tra un inno ed
una preghierina, magari qualcosa di buono me lo insegna.
Insomma, leggete fiabe ai vostri figli, discutete con loro di libri o
di fumetti, giocate con loro a scacchi, ascoltate musica con loro,
qualunque cosa, oggi come oggi, è preferibile al televisore, o, se
proprio dovete, spegnete comunque il televisore, e andate in chiesa.

La bambola

La bambola impiccata al lampadario
lasciava cadere la sua ombra sopra di me
come in un ultimo sospiro legato alla gelosia,
mi guardava con i suoi occhi di vetro come
per rimproverarmi, dondolava ancora lievemente
come accennando al terremoto delle passioni
perdute, lasciava cadere le braccia come sottolineando
l'impossibilità di recuperare quanto aveva smarrito.
La bambola impiccata al lampadario mi faceva
le boccacce come per alludere alla futilità
del mio gesto, quasi ridicolo, dalla sua prospettiva,
di fronte all'orrenda verità sul mondo, e sembrava
recuperare parvenze di vita che possedeva,
e ad ogni suo gesto ero terrorizzato dalla verità
di quella comunicazione.

Perché la bambola impiccata al lampadario
era mia moglie.

venerdì 26 dicembre 2008

Meccanicità

In qualunque luogo,
Distingui la gente reagente
Sempre allo stesso modo,
Sempre alle stesse cose.

giovedì 25 dicembre 2008

Il pipistrello

Il pipistrello, mistico mistero
trascurato dai poeti, di tenebra
è fatto, di tenebra si nutre, di tenebra
vive, di tenebra si veste: tenebra delle tenebre,
gli occhi ricuciti e custoditi dalla cecità cinerea
dell'oscurità più cupa, agita la sua danza
nella notte con il silenzio del suono, e riposa
di giorno nella posa più rischiosa, dopo
il rosa della funerea alba del mattino, e,
governatore delle caverne, nunzio del
freddo oblio, lascia cadere la sua ombra
sul termine dell'anno, e rifiuta quanto
al di fuori si agita e si protende negandolo,
dannato ma orgoglioso, rinchiuso nella
prigione di un corpo privo di vista.

Il pipistrello vive sfidando la greve
gravità del grigiore sotterraneo, e
dimostrando come anche i ratti
possano volare.

I Racconti di Lovecraft sono il Necronomicon: un'altra prova

Lovecraft doveva essere un esperto stregone ed un perfetto iniziato,
si svela qui, scoraggiando il lettore incauto dal tentare simili, e
pericolosissimi, esperimenti, il mistero legato alle Dreamlands ed ai
Satiri danzanti al ritmo di folli melodie sopra l'Altipiano di Leng:

" Dr. Peuckert wished for confirmation of his results, if any; so he
obtained the cooperation of a friend of his, a solicitor who knew
nothing about witchcraft or the supposed effects of the witches'
salve, or Unguentum Sabbati as it is sometimes called.
On the night of the experiment, Dr. Peuckert and his friend retired to
a private room, and applied the unguent to their bodies according to
Porta's directions. They fell into a deep sleep wich lasted for twenty
hours, and they ultimately awoke with very similar symptoms to those
described in the account of Abramelin the Jew, given above; symptoms
resembling those of a bad hangover.
However, Dr. Peuckert and his colleague forced themselves, in the
interests of science, to write down an immediate account of what they
had each experienced, before discussing it or comparing notes. The
result was fantastic beyond the doctor's expectations.
Not only had each man had wild dreams of all the legendary
phantasmagoria of the Sabbat; but the dream-experiences of each had
been virtually the same. So strange, weird and erotic were the visions
that Dr. Peuckert has been understandably reticent in publishing
details. He dreamed of flying through the air, of landing on a
mountain-top, and of wild orgiastic rites and the appearance of
monsters and demons.
The account of his colleague in the experiment tallied with his own in
so many particulars, that Dr. pecukert suggests this to be, in fact,
the narcotic action of the salve, which automatically induces this
kind of vision. Alternatively, it has been suggested that the salve
acts by stirring up some particular racial memory, lying deeply buried
in the unconscious mind. But memory of what?
It would seem, following the latter theory, that something from the
collective unconscious is involved; a field in which the work of Carl
Gustav Jung may be relevantly studied, some of his discoveries being
in their way quite as strange and thought-provoking as this. "
From: Doreen Valiente
The ABC of Witchcraft
Ed. Phoenix

Interessante...leggete il Libro di Enoch.
A tal proposito, riporto qui il frutto di una piccola mia ricerca, e
cioé alcuni Sigilli di Dèmoni del Lemegeton che, tra un simbolo
fallico e l'altro, hanno effettivamente la forma di astronavi
( sottolineando che un paio di navi spaziali di Guerre Stellari, tra
cui il Millenium Falcon, furono ricostruite da George Lucas basandosi
su geroglifici presenti all'interno delle Piramidi di Giza ):
n.3 Vassago
n.4 Gamigin
n 25 Glasya Labolas
n. 30 Forneus
n. 38 Halpahs
n. 40 Raum
n. 44 Shax ( Una via di mezzo tra un'astronave e un simbolo fallico )
n.45 Vinea ( Un disco volante rovesciato )
n. 56 Gemory
n. 62 Valac
n. 67 Amduscias
n. 68 Belial
Questi sono i più evidenti, alcuni pochi altri possono essere visti
come tali con uno slancio di fantasia.
Quali sono gli altri misteri custoditi negli antichi Grimori? Quanti
sono andati definitivamente distrutti con le persecuzioni delle
Streghe? Perché i vescovi cristiani distrussero sistematicamente ogni
traccia delle culture mesoamericane? Quali segreti avrebbe rivelato al
mondo la loro scoperta?

Chi accoglie i mari amanti

Chi accoglie i mari amanti,
accoglie i fati ansanti

oltre le proprie spoglie, sopra l'onda
dell'evento che sfugge al senso, e lascia
per lo più scontenti, e quanto ne rimane è
nostalgia, ed è quello che senti quando
sembra bello che siano andate via le cose,
ma è soltanto un accento spento dell'incanto
del sentimento infranto, solamente un niente
che rimane presente nella mente.

Chi col mare dell'amore si misura,
mira ad aver di sé più cara cura.

Un post chiarificatore

Sottolineo quanto impressionanti e molto spesso spaventose fossero le pratiche
rituali del Paganesimo più remoto, tanto più che esse stesse vennero
via via ammortizzate nella propria ferocia, in ultimo proveniente
dalla più remota ed oscura barbarie dell'evoluzione umana.
In riferimento alla polemica con lo scocciatore, è opportuno
sottolineare come noi Neo( non a caso )-Pagani non abbiamo nulla a
che fare con tutto ciò: le nostre sono pratiche tendenti allo spirito
dello sviluppo armonioso personale e sociale, che focalizzano nella
pratica della stregoneria e della magia un nuovo modello di approccio
al mondo, e che cercano anche di fondare un nuovo modello di approccio
etico, che permetta finalmente una maggiormente serena convivenza uomo-
società-natura.
Io ho tentato di fare del mio meglio in questo senso nella mia " tesi
sull'universo " ( alla quale, però, manca un capitolo determinante,
quello sull'etica, e siccome, attualmente, sono in un periodo di "
fiacca ", credo che aspetterà ancora molto a lungo ).
Chiaro, in questo senso, che i nostri testi di riferimento non siano
ancora dei classici: si tratta infatti di un humus in formazione
paragonabile a quello che avvenne ai tempi dei primi Padri della
Chiesa ( che noi, polemiche a parte, in ogni caso rispettiamo
profondamente ), e ben antecedenti a personaggi di straordinaria
levatura culturale come Agostino d'Ippona o Tommaso d'Aquino.
L'uso dell'arte come strumento di autoanalisi psicologica tendente
all'estirpazione dei nodi inconsci, e volta alla costruzione di un
migliore rapporto col prossimo, fa parte di questa modalità
costruttiva.
Noi Wiccan non apprezziamo molto i Romani: essi furono i perfetti
recettori di quel germe del male buttato dal peggiore degli uomini:
Pitagora, i quali dettarono le modalità di comportamento feroci ed
assassine che furono poi proseguite dalla Chiesa Romana, ossia, come i
Romani si comportarono con popoli naturali come i Corsi ed i Celti, lo
stesso fecero le milizie di Carlo Magno contro i Sassoni, ed i
colonizzatori americani contro le popolazioni native, in questo senso,
ed allargando i termini, anche Adolf Hitler fu un parto di Pitagora.
L'istituzione del Cristianesimo, per così dire, accademico,
particolarmente da Costantino in poi, fu uno dei migliori strumenti
adottati dall'uomo perché cambiasse tutto, senza cambiare nulla.
( Anzi, i bambini e le donne furono vittime di una quantità
innumerevole di persecuzioni, dallo sterminio dei Sassoni, fino alla
Caccia alle Streghe, allo sterminio dei Pellirosse, allo schiavismo
americano, etc. seguendo perfettamente lo spirito della Lex Romana ).
E infatti, le condizioni non migliorarono finché un'istituzione
apparentemente sorta dal nulla, ma in realtà frutto di una quantità di
eventi storici più o meno nascosti, e ben precisi: la Massoneria, non
recuperò tracce dello Gnosticismo e del Paganesimo antico per dare
luogo a quella forma di religione neopagana e laica che tracciò le
basi per la Rivoluzione Francese.
Oggi, noi Wiccan, nel rispetto delle credenze e delle tradizioni
altrui, riprendiamo quello spirito ( assieme a una quantità di altre
nozioni che vanno dallo Sciamanesimo alla Magia Cerimoniale fino alle
nozioni dei nativi americani, etc. ), e ne siamo orgogliosi.
Con affetto e sincera stima.

Il:Drago:Precipitato.

P.S. E' giusto che si scateni una polemica in termini molto forti, se
è il caso: possa, se non altro, esserci utile a leggere in noi stessi.

P.P.S. Scagliarci addosso il peso del passato e delle responsabilità
storiche delle rispettive religioni non ci aiuterà molto: lavoriamo
piuttosto insieme per la costruzione di un futuro radioso per l'uomo,
per gli animali, per la Natura tutta. Diversamente ci ridurremo a
discorsi non molto diversi da quelli degli odierni politici, e cioé in
polemiche sterili e privi di un'utilità proficua e, soprattutto, reale.

mercoledì 24 dicembre 2008

E' fatta! o il Tormento

- Il Regno di Dio non è fatto per chi toglie la mano dall'aratro. -
Gesù il Cristo

E' fatta! Oramai sono un poeta maledetto: avrei preferito essere un
poeta benedetto, e cioé un santo, ma se fossi stato un santo avrei
fatto poesia con le azioni, e non con le parole, e non potei farmi
santo per amore, e così non mi rimase altro da fare che separare da me
la dannazione per metterla in versi.
Come sono le cose ora che tutto si è compiuto? ....Sono solo un po'
più tristi.

Canto di Natale

Il morso di ricordi e sensazioni
sfugge al mio petto, e correre mi sembra
verso un vuoto simulacro di tristezza,
che si spezza come Baal dentro il suo Tempio,
e non rimane che polvere e fumo
delle cose che vivevamo, mentre il tempo
strumento della sorte traditrice,
cuor dell'eternità divoratrice,
ci sommerge come fece il mar d'Ulisse,
quel tempo che alle stelle ci trafisse.

Inchiodati alla croce del tramonto,
sanguiniamo e si perde dalle vene
un liquore a diluirsi dentro il mare
delle lacrime, e si corre a naufragare
senza più un orizzonte avanti a noi,
od una bussola per aiutare i passi,
e anche se fuor del pelago alla riva,
si arriva con fatica e senza fiato,
con l'animo spezzato, e il cuor rovente,
ad un passaggio fatto di rovine,
ove scivolare è il parto, tagliarsi è il mezzo, precipitare il fine.

E ti muovi tra ruvide catene
di monti innevati e picchi rotti,
di ponti strappati ed interrotti,
tra bruciature fatte dalla lava,
tra punte cadenzate ed irti rovi,
strappandoti la pelle, e le ferite
bagnando la ginestra con la vite,
e sebbene non vorrei che così fosse,
pure mi sembra tale
al sorger d'ogni dì vita mortale.

Ma in una terra che non ha speranza,
come cogliendo un raggio del buon Sole,
si torna a Verità, e questa è Amore,
che sorga tra due timidi fanciulli,
con un bacio, una carezza, o con un tocco,
o che sia tra due frugali amanti,
tra padri, madri, e figli,
o che l'intera umanità tutta coinvolga,
lo ritrovi in quel piccolo pacchetto,
che tieni tra le mani stretto stretto.

Navigare in acque che non sai

Navigare in acque che non sai,
Tracci la rotta ma non dove vai,
Le navi collegate con la corda,
Nessuno a bordo il parto più ricorda,
Ma il porto è sepolto nella sabbia,
Oltre l'amore, tenerezza, o rabbia.
E se a volte s'inoltra la tempesta,
Spezza la chiglia, la carena, la testa
Della prua, ma nessuna nave affonda
Ché superstite al vertice dell'onda
Rimane e continua a scivolare,
Frattanto che ritorna quieto il mare,
Sull'acque che più fluide ormai si fanno,
E una nuova speranza in cuore danno.

Restiamo insieme, e se le navi son sfasciate,
Più facilmente verranno riparate,
Che ci sia il sole, o il freddo con la nebbia,
Oppure un'irta pioggia che il ciel trebbia,
Restiamo insieme, ed il nostro futuro
Sarà un poco più dolce, e meno duro.

martedì 23 dicembre 2008

L'immagine mnemotecnica

Per ricordare le poesie di oggi è: un bambino che regge la torcia
della rivoluzione poetica dentro una cripta sommersa dalle macerie,
vicino all'oceano sul quale si muove una corazzata sopra la quale si
trova una donna che suona l'arpa.

Poietick revolution

Poietick revolution
Is a symptom of confusion:
If you want to be the prime,
Think a lot and get a rhyme.

You can play with lots of words,
And your pen shall be the sword,
While your paper shall be a shield,
And you a warrior in the field,

With the fricative an' palatals,
With the labials an' the dentals,
You will change the world around,
Making everything squareround,

All the world will be your reign,
Never end at your design,
You will be the only king,
Of the life and of the things.

And you will get all the power,
And your home shall be every flower,
'Cuzz you will be made a sage,
And you shall live like a mage.

Poietick revolution
Is a symptom of confusion:
If you want to be the prime,
Think a lot and get a rhyme.

E' come parlare con una cripta

E' come parlare con una cripta,
Che si sollevi ruvida e di pietra,
Ch'è d'arcane nozioni tutta iscripta,
E che si erga silenziosa e tetra,

C'è un simbolo sinistro in ogni scripta,
Appesa a un gancio trovi una faretra,
Ed ogni freccia in essa è tutta dripta,
Ricurvo l'arco è come una cetra,

Perché la vita è morte e morte è amore,
E' un ciclo sufficiente e necessario,
Che viene celebrato in ogni cuore,

E stando l'Ente ch'a sé stesso è stante,
Seppur costretti a questo calvario,
L'amar farà d'Amor l'amante amato.

Sepolta tra le macerie

Sepolta tra le macerie,
filtri il respiro dalla terra,
mentre la tua gola brucia,
e non vedi nulla dentro il buio,
e ti sembra sussultare
una pietra, un asse, od una roccia,
ogni momento che passa,
pronto a porre fine alla tua vita,
e l'incubo è che non sai
s'ancor vivi oppure se sei morta
ch'ogni cosa contro s'è ritorta
di te, e non hai più pace,
speri nel soccorso e tutto tace,
e la paura è tale
che perdi il senso del come e del quale

Lo sbarco

Muovono nuove navi all'imbrunire,
e formano un cuneo come di nuvole
di naufragi, ed all'esterno torpediniere
e corazzate son schierate per difendere
i trasporti dai cannoni del nemico che
s'avvicina, e poi tuonano le bombarde
e si sollevano al ciel nubi di fumo, e la
gente cade sopra i ponti e sulle grate,
e sebbene non siano poche le navi che
affondano nelle enormi distese oceaniche,
pure esse crollano, nascondendosi sotto
le acque e ponendo in eterno fine alla
navigazione. Ma altre rimangono,
combattendo con nozioni innovative,
finché le nemiche son tutte affondate,
allora proseguono il corso sulla rotta,
e giungono a cannoneggiare le sponde
ove s'infrangono le onde oltre i natanti
e le boe, e si innalzano le fortificazioni
del nemico, finché rombano i ruggenti
motori dei trasporti, e a terra scaricano
le truppe dei guerrieri addestrati nelle
caserme e nelle strutture marziali, i
novellini all'arte del conflitto, e allora
ruggiscono le armi e gli stendardi,
e rintronano i cieli e la terra degli
aspri rumori della guerra.

Devi far come quand'eri bambino

Devi far come quand'eri bambino,
Ed ogni cosa era una scoperta,
Che ti sembrava una noce aperta,
Lasciandone il gheriglio a te vicino,

Ricorda che vivesti il tuo mattino,
Quando nessuna stella era coperta,
Così che il tuo cuore si converta
Come in uno scrigno adamantino,

Che chiuderà all'interno il suo tesoro,
Dolci profumi con rose fiorite,
Mischiate con incenso mirra e oro,

Allora tu vivrai il lume del cielo,
E le criptiche cose custodite,
Dietro un possente e silenzioso velo.

La regina bianca

Ricadevano al suolo,
in chicchi di grandine,
i suoni che strappavi,
avvolta nella veste
bianca come la neve,
alla tua alba arpa,
e tutte le sue corde
di brina eran coperte;
e sebbene sapienti,
tra d' esse vibrassero
le affusolate dita,
non armonie creavi,
ma solamente il freddo,
perché dentro il tuo cuore
niente d'altro ospitavi
che il Male.

Il Duello Magico - La conclusione?

Il Duello Magico sembra essersi concluso nel migliore dei modi, con una tregua, forse addirittura con la pace: riporto qui questo post risolutivo:


Caro amico,
Io ho più volte manifestato apprezzamento per ogni forma di religione,
ivi compreso il cristianesimo. Ed ho sempre domandato l'unità delle
credenze umane sotto il segno della pace, dell'armonia e di un governo
mondiale, finalizzando le energie che oggi si consumano nella guerra a
scopi di espansione cosmica raggiungibile.
Ricorda che Gesù si rivolse molto spesso ai suoi ascoltatori
chiamandoli: - Ipocriti! - E questo aveva una ragione ben precisa.
Il suo messaggio è stato sistematicamente alterato, demolito,
distrutto, e gettato ai rovi ai cardi.
Nietzsche diceva: - Non conosco altro cristiano che il Cristo. - E'
esattamente il riflesso di quell'accusa di ipocrisia scagliata da
Gesù, e che tu manifesti molto bene, impartendomi cose che io non ho
mai né detto, né scritto.
Esiste un'evoluzione storica degenerativa, ed io scrivo per darle
termine, e per far ritornare il Cristianesimo alla sua realtà
originaria e gnostica: uso la provocazione per ingenerare rabbia nel
lettore, perché più esso dorme, e più si altera per difendersi, tu sei
la manifestazione perfetta di questo sonno. Tuttavia, devo
ringraziarti, perché mi permetti di rendere aperto quanto, sinora, era
criptico e oscuro.
Il Cristianesimo comincia con il Cristo, e poi, attraverso
un'evoluzione storica pericolosa, passa da Pietro e Paolo per arrivare
ad Urbano II, a Lutero, a Wagner ( niente da eccepire, come musicista
rimane un grande ) che lo maschera pericolosamente da Buddhismo e
Neopaganesimo fasullo, per arrivare a Hitler.
Ricorda che tutte le cose degenerano, ascolta Gurdjieff, se vuoi
rimetterle a posto, devi ingenerare degli " schock ", io ti ho
schockato, e tu stai riflettendo sul mio messaggio, non rispondermi
subito, rifletti prima attentamente su questa risposta, e poi scrivimi
tutto quello che vuoi, io sarò qui a rispondere a proposte come a
contumelie: so quello che scrivo, e perché.
L'uomo deve svegliarsi, ora, o verrà sistematicamente distrutto da
quel Demonio che tu tanto vituperi.
Non voglio offenderti, ma rifletti su queste cose!

Pennelli

Dipinge il cielo
D'un più vivace azzurro
La tua emozione.

lunedì 22 dicembre 2008

Psicoterapia

Siamo precipitati in questo mondo,
Un carcere fatto di rovi e spine,
Un globo nero che non ha confine,
Un abisso che pare senza fondo,

Se la tocchi ogni sbarra ti trafigge,
Ma a nascer torna da ogni tua ferita,
Un profumo ch'è il profumo della vita,
E non demorder mai s'esso ti affligge,

Imprigionati dai raggi del Sole,
Rinchiusi dentro il centro della Terra,
Che sia la nostra dolce od aspra guerra,
Bene è sempre saper quel che si vuole,

Perché venimmo qui con uno scopo,
Per un motivo, a fare qualche cosa,
Ad amare, a cogliere una rosa,
Perdendoci nel prima oppur nel dopo,

Ma se lo vuoi, franger potrai l'inganno,
E chiarir con la forza della mente,
Tutto quello ch'avviene nel presente,
E capirai che non esiste affanno,

Ma solo confusione ed incertezza,
Che ci circondan dentro come fuori,
E che spezzare sanno anche gli amori,
I sogni, una placida carezza,

Ché siam Angeli senza più le ali,
Ma ancora riman dentro del passato,
Il ricordo di quanto abbiam volato,
A confortarci dagli odierni mali,

E se ti sforzerai col tuo pensiero,
Saprai d'un tempo in cui eri beato,
Alla creazione hai partecipato,
E come allora adesso sei sincero.

Ma ama, ama con tutte le forze,
- Ama e fa' ciò che vuoi! - Dice Agostino,
Ama la Terra, il pane come il vino,
Ché tutte l'altre cose sono scorze

- E questi ben lo sa quegli che ha Fede -
Create dal Demonio ad ingannarti,
A spaventarti, ed a confuso farti,
Ma nulla potrà mai contro chi crede,

Perché egli sa che ci fu un tempo in cielo,
In cui brillammo tra le nubi e stelle,
Tra dolci volti e tante cose belle,
Non come adesso al freddo senza un velo.

E tra dorati e argentei palazzi,
Pieni di guglie e di minareti,
Non c'era alcuna legge od altri veti,
Brillavano le stelle, erano arazzi;

Giocava il Toro con il Capricorno,
Mentre i Gemelli eravamo noi,
Ma tu ama, ama e fa' ciò che vuoi,
Ed in Terra al Diavolo fai scorno,

Mentre l'Acquario donava all'Ariete,
Tutta l'anfora sua ripiena d'acque,
Perchè si lamentava e dopo tacque,
Che cosa ci vuoi fare? Aveva sete.

E la Vergine il Leone accarezzando,
Sapeva essere dolce, ed era fiera,
Così di rivederla ancora spera,
Al buon Regno dei Cieli ritornando,

Così il Cancro e lo Scorpione insieme,
Giocando si pizzicavano tutti,
Eran felici anche se son brutti,
Ancora adesso, sai? Restano assieme.

Mentre quella che sembra una Bilancia,
Invece non lo è ma il Sagittario,
La usa, ed è infinita, come diario,
Con frecce cose scrive sulla plancia,

Ed i Pesci sguazzano felici,
Nessuno lor dà caccia con l'uncino,
E l'uno all'altro stan sempre vicino,
Ché sono affettuosi e sono amici.

Mentre Saturno se ne sta in disparte,
Con la pallida pelle e fredda al tatto,
Che fa venire i brividi al contatto,
Perché il suo regno è da un'altra parte,

Il gran Giove serenamente regna,
E governa sopra un mondo felice,
Lui nuovi giochi e nuove feste indice,
Un albero fiorito è la sua insegna,

E Marte fa la guerra, ma per gioco,
I guerrier suoi si curano ogni notte,
Ma poi tornano a lottare a frotte,
E se si rimane morti, è per poco,

Mentre Venere sparge la dolcezza,
Nutrendo del suo amore tutti i fiori,
Riempiendo di letizia tutti i cuori,
Rimane ovunque la sua tenerezza,

C'è Mercurio che rende tutti saggi,
E sotto il suo caduceo lui difende
Questo mondo che solo gioia rende,
In cui non hanno mai fine i tuoi viaggi.

Così se chiuso sei in questa galera,
Non cedere alla rabbia ed al dolore,
Ma dei ricordi tuoi riempiti il cuore,
Ed abbi Fede, ama, spera, e spera,

Perché i rovi non son che un'illusione,
E la Luce che accoglierai nel corpo,
Ti mostrerà che non hai avuto torto,
In questa breve peregrinazione,

La Volontà tua può spezzare i fili,
Che come burattini ci fan stare,
Ci fan muovere, e ci fan pensare,
Ma sai che sono tutte cose vili,

Così leggi il tuo cuore e in Paradiso,
Tu entrerai forzandone le porte,
Ché esse son difese, ma se forte
Sarai, lo scorgeranno nel tuo viso.

Ché per te si aprirà la Vita Nuova,
E scoprirai la nascosta bellezza,
Di questo mondo, e come una carezza,
Vivrai tal da resistere a ogni prova,

Perchè se il tuo corpo è qui l'Inferno,
Pure può aprirsi alla gioia il cuore,
E svelare il mistero, ed è l'Amore,
Che infinito proviene dall'Eterno,

Ed è una luce che non ha confine,
Che splendere ti fa senza mai sosta,
Che nel segreto, dentro te è riposta,
Ed è una meraviglia senza fine,

La porta il tuo Angelo Guardiano,
Che sempre a te provvede, e non lo vedi,
Che crede in te, anche se non ci credi,
Che t'assiste se sei bimbo o se sei anziano,

L'intera vita Lui dal ciel ti guarda,
E se bisognerai d'alcun soccorso,
Allora muoverà verso il tuo corso,
Perché nell'assistenza mai ritarda,

E se la vita par senza speranza,
Prendi la prospettiva dell'Immenso,
Prendine lo sguardo come il senso,
E saprai che si tratta d'una danza,

Che ha passi leggeri oppur brutali,
Ma se tu sai che l'anima tua è eterna,
Nessuna cosa mai più ti costerna,
Ché i più feroci inganni chiaman mali,

Pure se puoi migliora questo mondo,
Fanne una meraviglia ed un giardino,
O fanne una collina di rubino,
Sia leggero il tuo placido affondo,

Ché se la Gerusalemme Celeste
Nel tuo cuore sei pronto ad invitare,
Lei vorrà soltanto a scivolare
Fin dentro alla tua corporea veste,

E amerai anche chi ti fa del male,
Perchè saprai che dorme e che non sa
Né quanto vive, né quello che fa,
E pur se l'uno all'altro non è uguale,

Sempre saprai sorrider distinguendo,
Perché immersi nelle sciagure umane
Siam tutti, anche se son cose vane,
E rancor non proverai questo sapendo,

Ma amerai con tutte le tue forze.
Ama e fa' ciò che vuoi! - Dice Agostino,
Ama la Terra, il pane come il vino,
Ché tutte l'altre cose sono scorze.

E se nel cuore ti renderai affine,
All'armonia che tra le sfere suona,
Tuo sarà il mondo e tutto ciò che dona,
E solo amore e luce avrai a confine.

Tango dell'insaziabile

Sei insaziabile. Assapori con gli occhi
libri ed il cinematografo, e con il tatto gusti
linee d'artigianato, e con le orecchie
assapori suoni puri, e con l'olfatto
profumi ed aromi e con il gusto
cibi prelibati e con il corpo altri
corpi assapori e non ti stanchi mai
e non dormi pur di sentire ogni piacere
ma più ne vuoi più ne divori efinisci
pervivereinunasinestesiacaleidoscopica
disuoniprofumiaromiarmonieepoinecrei
altre perché ancora non ti bastano e scrivi
poesie e disegni e colori e suoni il pianoforte,
e così dirigi l'orchestra delle sensazioni che
provi, e tu sei al centro, e il mondo è il tuo
strumento.

Sei insaziabile!

Il Duello Magico - Praeludium - La lettera di un folle

Caro amico,
Il mio è un percorso di ricerca: attraverso l'immedesimazione poetica
e filosofica con i misteri biblici, cerco di chiarirli, tutto qui.
Sappi che, nonostante tutte le infamie che mi rovesci addosso, io ti
ho perdonato, perchè tu non mi hai capito. M.me Blavatsky disse: " Mi
hanno rovesciato tanto di quel fango addosso, che ho dimenticato
l'ombrello ".
Il tuo è il classico fondamentalismo religioso, cieco, violento, e
fanatico, che non ha nulla a che fare con uno scambio pacato e civile
di idee e che, sul lungo periodo, può dimostrarsi molto più pericoloso
di una semplice espressione artistica.
Il tuo non è amore, ma odio.
Sappi anche che noi Wiccan siamo abituati ad essere confusi con ben
altro da quel che siamo, e ad essere perseguitati, e in questo
consiste il nostro vanto.
Sappi ancora che sono pronto a chiarirmi con te, su qualunque
argomento, e che continuo a considerarti un amico, perché le tue
intenzioni sono, fondamentalmente, buone.
Per favore però posta delle domande o tutti i tuoi dubbi, ma non
inquinare più il NG con messaggi volgari e infamanti.
La violenza verbale è sempre violenza.
Noi propugniamo l'amore per la Natura e per il nostro prossimo, ma
discriminato, solo per chi si sforza di meritarlo ( noi facciamo lo
stesso, e gli altri non li consideriamo, e questa è la migliore
richiesta che si possa fare agli uomini per il miglioramento di una
società sconvolta dalle economie internazionali e dalla guerra, il
vostro atteggiamento ha fallito: vuoi l'Amore? Impegnati a darlo, e
finirai per riceverlo ), l'unione di tutte le credenze e delle
filosofie sotto un governo mondiale e fomite unico possibile di pace e
benessere per tutti gli uomini della Terra, la libertà sessuale,
intesa in senso reichiano, ed il rovesciamento di un Dio oppressivo, e
ne siamo orgogliosi.
W FRIEDRICH NIETZSCHE.

P.S. Ti consiglio la lettura di:
Michael Aquino
La Chiesa di Satana
( Ed. New Falcon Press mi pare.. )

Per i rudimenti sono ottimi:

Anton Szandor Lavey, La Bibbia di Satana
Ibid. , I Rituali Satanici
Ibid. , La Strega Satanica ( questo è per le
ragazze, ma per te dovrebbe andare benissimo ).

Il primo è un ottimo volume e una lettura affascinante, che ti terrà
impegnato molto a lungo ( oltre 900 pg. ), purtroppo è disponibile
solo in lingua inglese, ma non ho dubbi sul fatto che una persona così
istruita, tale da saper giudicare così facilmente gli altri, come te,
non avrà problemi a leggerlo. Io lo sto leggendo adesso, fammi sapere
se lo inizi anche tu, così lo leggiamo insieme :)

P.P.S. Io mi sto divertendo un mondo, mi dispiace solo per gli altri
utenti costretti a subire i nostri turpiloqui, spero lo stesso valga,
almeno, per te.

P.P.P.S. Consolati, povero orsetto :(, succedevano cose del genere
anche alla Blavatsky.

P.P.P.P.S. Sei un troll? Perché se lo sei ti PLONKo e non se ne parla
più.

P.P.P.P.P.S. Okkio a non rimanere impigliato nei lacci della Chaos
Magick, quelli come te sono i primi che si affascinano ad essa, appena
la scoprono, e poi non smettono più la pratica. Prova a leggere Ray
Shewin, o Phil Hine, per dire, e te ne renderai conto da solo.
Potresti cominciare da:

Ray Sherwin
The Theatre of Magick
Ed. Lo trovi facilmente in Rete, così lo leggi gratis, et
amore....Dei.

P.P.P.P.P.P.S. Il mio animale preferito, esteticamente, è la
lucertola, poeticamente, la serpe, filosoficamente, il Drago: la
lucertola può farsi re, e diventa serpe, quando è così scrive poesie e
porta la Conoscenza agli uomini, quando la serpe va oltre, diventa
Drago: un Drago_Celeste, raggiunge l'Illuminazione, ed esce dai limiti della
comprensione umana. I suoi scritti sono fatti di fiamme roventi.
Diogene ci ha spiegato perché il vero potere appartiene al saggio, e
non al sovrano: - Spostati di lì, che mi fai ombra.

P.P.P.P.P.P.P.S. Tutto quello che leggete da me proviene da uno
psicopatico, per questo è nutrito di una così singolare e grottesca
bellezza: io sono un fenomeno irripetibile; io vi ho ossessionati.

P.P.P.P.P.P.P.P.S. Sei un perfetto e patetico esempio di ipnotizzato
dalla cronaca e dai telegiornali, sono orgoglioso di essere riuscito a
stanare una persona come te. I miei scritti servono a spezzare quella
ipnosi, e, a quanto sembra, ci riescono. Tu stai dimostrando di essere
immerso nel sonno, e lo difendi come si difende il sonno, con il
rancore: svegliati! Sei il classico tipo che attacca Marilyn Manson al
posto di una società che crea giovani che lo vogliono. E' sempre stato
comodo trovare capri espiatori, vero, cristiano?

P.P.P.P.P.P.P.P.P.S. Arrabbiatevi, inkazzatevi, urlate,
dispiacetevi, delutedevi, gioite, rallegratevi, ma provate dei
sentimenti autentici, questo è lo scopo della poesia, e questo crea un
cambiamento chimico nel lettore, e lo risveglia dal sonno e dal
fasullo appagamento moderno. Il mio scopo è stato brillantemente
raggiunto, ed è un trionfo assoluto. E, dei trionfi, si pagano sempre
le spese.

Saluti dalla Cripta. [ E' ancora giorno :( ]

Da un Duello Magico - VIII - Armonico

Ho costruito la mia roccaforte
Di cui giammai tu varcherai le porte,
Ed or prestarti maggiore attenzione,
Non servirebbe più all'esecuzione

De' miei intenti, ti lascerò parlare
A vanvera, mentre a celebrare
La mia Arte procederò piano:
La sentirai col tatto e con la mano.

Se vuoi sei ancora in tempo tu a fuggire,
A scappare dall'Orde mie Infernali,
Le forze tue alle mie non sono uguali,
Il conflitto se vuoi potrai finire.

Diversamente ho solo cominciato:
Altre cose in Astrale ho preparato.

Da un Duello Magico - VII - Un'illazione

Questa è un'illazione non è un incantesimo: impegnati!

Ossessione

Le nubi sciogliersi, e fluire via,
Vedo come i gentili tuoi capelli,
Mentre il sole e la luna,
Sono i tuoi occhi, sempre a me presenti,
Il vento che mi trascina quasi
E' il tuo sospiro che guida

Ogni mia gioia,
Mentre le foglie, che mi sfiorano,
Pari ai tuoi baci non sono.

Preso nell'abbraccio del mondo,
Io senza te, solo, sprofondo,
In quest'abisso che non mi trovo più,

Raggiungerti vorrei con le mie ali
- Ma non ho ali, tu mi dai le ali -
Prigionieri del cosmo, scappiamo!
Tra le dolci parole: - Ti amo.

Da un Duello Magico - VI - Haiku

Il sol vaccino
Serve per chi si trova
A te vicino.

Da un Duello Magico - V- Bando Chaos Magick

MUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!!!

Da un Duello Magico - IV - Haiku

A me il tifo
A favor dell'anima,
Ed a te l'altro.

Da un Duello Magico - III - Haiku

Magia Nera:
Nulla potrà con questa
Gran volgarità.

Meccanica tantristica

I rilucenti lumi della luna,
carenano come chiavi inglesi,
le stelle, ed il ritmo del Motore
Primo Immobile vibra dentro tutto
l'universo, e pone problemi perenni
per chiunque solver voglia quell'
arcano che ci muove, e che ci fa
danzare. Ed i movimenti miei, ed i tuoi,
ci fanno sussultare in imprecisa legge,
mentre prendo, accarezzando, la tua
mano.

Da un Duello Magico - II - Scudo di Teseo

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Da un Duello Magico - I - Di contro al scocciator

Di contro al scocciator l'Orde Infernali,
Scatenerò, e non vi ponga scudo
Alcuno contro i demoniaci mali,
Che non conosce, ma so a cosa alludo,

In un'oscura sfera lo rinchiudo,
Va' sfera tenebrosa ed or l'assali,
Le sue maligne arti da me escludo,
Ché van da lui le larve e vermi astrali.

Io sono dal Pentacolo protetto,
Dalla Magia, da altre protezioni,
Ma lui raggiungerò sotto il suo tetto,

A vuoto andran le nere operazioni,
Di lui, mentre il mio magico effetto,
Lo colpirà e le mie maledizioni.

domenica 21 dicembre 2008

Montale e il Vampiro

- Montaaaaaaaaleeeeee, Montale!!
Vieni qui che il Vampiro
Deve fare colazione! -

( Slurp ).
E mo' me te magno.

Credevo la tua porta fosse aperta

Credevo la tua porta fosse aperta,
Invece era chiusa, sigillata,
Ho provato a bussare, a penetrare,
Ma nessuno trovai che rispondesse,

E adesso son rimasto senza un uscio,
Un rifugio, una qualche sicurezza,
Un tetto sulla testa, o sensazione,
Che ci fosse una povera certezza,

Immiserito e debole rimango,
Ad aspettare che ritorni il vento,
Pieno di vita e di sentimento,
Che spiri sul mio volto, nel silenzio.

Ma trovo solo una leggera pioggia,
Che viene, come a sfottermi, dall'alto,
Con i suoi toni lievi, di contralto,
E cade sul mio volto, goccia a goccia.

Il bulldozer trionfante

Il bulldozer trionfante schiaccia
i sassi e i massi, scarica carichi
di rottami e distrugge lastricati,
ferrovie e rotaie, spezza i macigni
e la ghiaia, sfracella la roccaforte
e la grondaia, disintegra le granaglie
e demolisce le boscaglie: il bulldozer
trionfante le cose sostituisce tutte
quante.

Il vantaggio

Il vantaggio
Della Chiesa
Sulle altre religioni,
E' che il prete,
All'omelia,
Ti fracassa un po' i coglioni.

Vera Fede

Mi muovo nei giardini della mente,
E poi riporto qui quello che vedo,
Ché anche se par non ci sia niente,
Di tutto sorger può quando mi siedo

A meditare, e il pensiero assente
Faccio, ed al tornar d'esso non cedo,
E' la lotta mia guerra fremente,
Eppure riuscirò perché ci credo.

Ma a colui che legge e invece crede
Che sia ben strano ed insidioso forse,
Dico: - E' sol effetto della Fede,

Che sicura spinge la mia mano,
In queste misteriose folli corse,
Che mi portano sempre più lontano.

Il tricasillabo: poesia punk

Basta con i versi ordinati, ipnotizzanti, e misurati con il bekko
Bunsen! Da oggi in poi esiste il " tricasillabo ": neologismo da me
coniato con evidente riferimento alla lunghezza del capello!
Solo autori punk, goth, o metal possono usare il tricasillabo, gli
altri seguano pure Montale: noi ci facciamo le nostre capigliature
sparate!
Con la Tradizione, però ( Sonetti, Canzoni, etc. ) manteniamoci il più
possibile vicino agli originali, per il resto: facciamo tutto quello
che vogliamo!

Lascia che sia il tempo ad aspettarti

Lascia che sia il tempo ad aspettarti,
A controllarti, a muoverti, a guidarti,
Ed abbandona ai rovi ogni tua spene,
Chè questo è tutto quello che conviene,

Le rocce che costellano il passato,
Le cose che non hai più ricordato,
I giorni che passasti nell'oblio,
Scordandoti del Diavolo e di Dio,

La pellicola ch'hai impressa nella mente
E' solo un soffio, e non rimane niente,
Del tuo vissuto, delle sensazioni,
Delle felici o tristi tue visioni.

E mentre verso te corre il futuro,
Non ti curar che dolce sia o sia duro,
Ma guarda sol di renderti felice,
Di quanto il triste mondo tuo ti dice.

sabato 20 dicembre 2008

Spettri: verità o leggenda?

Ciao a tutti,
Questa è una storia vera, ve lo posso assicurare, perché l'ho vissuta
personalmente, e mi va di raccontarvela.
Allora, quand'ero ragazzo, sentii un paio di volte respirare
profondamente nella mia casa: sulle prime pensai ad un'alterazione del
mio respiro, e lo trattenni, ero solo, ma continuavo a sentire
respirare. Ciò mi capitò un paio di volte, e, all'epoca non sapendo
ancora come affrontare certe situazioni, scappai chiudendomi dietro la
porta a chiave.
La terza volta non ebbe esito diverso, ma giunto a sera, sfidai
apertamente lo spettro, invitandolo a rivelarsi per chi o cosa era, e,
a ciò, fece seguito un sogno a dir poco inquietante.
Ero, morente, dentro un letto dalla coperta nera e dalle lenzuola
bianche, al mio fianco destro c'erano i miei genitori, in
atteggiamento come se contemplassero un morituro, e, al centro, una
figura sconosciuta, dalla testa completamente china e dai capelli
brizzolati.
Durante il sogno, il mio cuore comincia a battere sempre più forte,
sempre più rapidamente, finché....mi sveglio, e mi accorgo che il
cuore sta continuando ad accelerare la sua andatura: mi giro d'istinto
sulla destra, perfettamente sveglio! E vedo che c'è ancora questa
figura dai capelli brizzolati al mio fianco, con la testa china,
mentre il mio cuore....continua a accelerare.
A questo punto penso che, se continuerò a guardare quella figura, essa
solleverà la testa lentamente, e più alta la solleverà, più sarà per
me difficile muovermi, fin quando, vedendola in viso, non morirò
d'infarto: il cuore continua a accelerare, lentamente ma con grande
intensità, al punto che, ormai, lo percepisco come un martello nelle
orecchie.
A questo punto scappo dal letto ( saran passati due o tre secondi ),
e, aprendo la porta della stanza, mi ritrovo nel bel mezzo di usuali
scene quotidiane, torno a guardarmi alle spalle, e lo spettro è
scomparso.
Da quel giorno non ho più sentito respirare entità invisibili.
Se vi siete persi questo post, vi siete persi un'autentica
storia....spettrale, tanto più spaventosa quanto più, effettivamente,
vera.
Ho avuto altre esperienze preternaturali ( intendo esperimenti magici
a parte ), ma, per ora, preferisco tenermele per me, forse un giorno
ve le racconterò.

Cmq, ci sono grosse possibilità che si sia trattato di una semplice allucinazione...affascinante però, io voglio credere che fosse uno spettro,
in ogni caso.

Ipnosi moderna: la poesia contemporanea

La poesia contemporanea ipnotizza il lettore, ecco le tre prove
scientifiche:

1. Prendete la poesia e leggetela, fate passare 1/2 ora, prendete di
nuovo la poesia e copiatela su un foglio, vi accorgerete di un
incremento nella comprensione.

2. Leggete una trentina di poesie, fate passare 1/2 ora, scegliete a
caso una delle poesie, leggetene il titolo ( ammesso che ci sia,
quando non c'è è anche peggio ), e cercate di richiamare alla memoria
impressioni emozionali e concezione intellettuale, non ci riuscirete o
comunque ce la farete con molta fatica, essa si sarà sedimentata
nell'Inconscio.

3. Leggete parzialmente il libro, senza segnare la pagina raggiunta, e
accantonatelo per una settimana, dopodiché ritornate al volume: vi
accorgerete che avete perso il segno: come negli altri casi, questo
avviene più facilmente quanto più ci avviciniamo agli anni nostri, e
non avviene con i poeti antichi come Petrarca, etc.

Siamo circondati da strumenti di ipnosi e di manipolazione: il
prossimo post sarà molto più lungo e si occuperà dei metodi di
controllo psicologico adottati dalla televisione, e poi via con
manifesti pubblicitari, etc.

Contro la fretta che distrugge il bello

Contro la fretta che distrugge il bello,
Io m'ergerò con l'arte e con la spada,
Contro il cinese orrido modello,
Proteggerò l'amata mia contrada,

E chi ci vuole schiavi se ne vada,
Di uomini, non macchine favello,
Perchè nessuno vorrà mai ch'accada
Che restiamo chiusi a chiavistello,

Controllati da guardie e da mastini,
Rinchiusi con lucchetti e catenacci,
Ed affiancati e sempre più vicini.

Ma io risponderò botta su botta,
E non avrò né remore né impacci:
State vedendo un Drago nella lotta.

Saffica

Chi è costui che mi pa-
re simile a un Dio, che
lievemente il brac-
cio suo accarezzi? Ed io le
membra sciogliersi mi sen-
to, e gli occhi miei
si riempiono d'un pianto che
trattengo, perché da voi pro-
viene un'armonia celeste, il
profumo musicale dell'amo-
re, che suona solamente dentro
il cuore, e vibra come un ansi-
to fugace, che ti rimbomba den-
tro e dopo tace. E sebbene nel
vedervi io qui mi spezzi, vedendo il brac-
cio che ancora carezzi, di voi
restare voglio spettatore, sep-
pure immerso al fondo del dolore.

Leggere i poeti: Umberto Saba

Attenzione! Se temete la luce, non avvicinatevi al " Canzoniere ",
questo non è un libro per Vampiri e sanguisughe varie: infatti, questo
volume inizierà a brillare di una luminosità potente e terribile non
appena porrete le mani sopra di esso ( e figuriamoci a sfogliarlo, e
men che meno a leggerlo ).
Sinalefi " a catenaccio ", esperimenti linguistici al limite del
precipizio, riallacciamenti personali alla tradizione assieme a nuove
costruzioni fonetiche fanno di Umberto Saba un fenomeno letterario
unico ed assolutamente irripetibile. A ciò si aggiunga da un lato, in
alcune composizioni, la presenza della rima, dall'altro, un ritorno
sporadico di essa colto con accenni musicali veramente deliziosi e
delicati. La pagina scritta fluisce con un'intensità musicale che, mi
verrebbe da dire, difficilmente ho trovato altrove e che fanno di Saba
un fenomeno superbo e strenuamente originale e moderno. Sarebbe facile
affiancare nomi poetici come quello di Dante a nomi musicali come
quello di J.S. Bach, ma qui vogliamo fare un'ipotesi più azzardata, e
avvicinare il nome di Saba a quello di Liszt: la stessa purezza
straordinariamente virtuosistica, lo stesso talento melodico, la
stessa versatilità e onnipotenza di suoni, lo stesso irraggiungibile
primato.
Non solo, i temi trattati, scelti con la purezza di sguardo
appartenente soltanto a uno dei poeti più autentici, sono di una
delicatezza tale da toccare il cuore, ne " Il
garzone con la carriola ", ad es. troviamo un 'lchimia di purezza d'intenti,
gentilezza di cuore, e capacità tecnica che riesce in un delicato ed
appassionato, tanto più intenso quanto breve, inno alla vita.
Nell'età più matura, Saba si fece appasionato di ornitologia, e dedicò
dolcissime armonie di parole agli amici volatili e ai pennuti.
E' inutile consigliarvelo, perché, sicuramente, l'avrete già letto,
ma, se per caso vi fosse scappato, leggete assolutamente il "
Canzoniere ", e, se qualche motivazione vi intristisce o siete
arrabbiati, aprite una pagina a caso, e leggete quella.

Athena

E' come un bubbone sanguigno
che si forma nella corteccia
di Zeus, e poi si espande
come un embrione, ed una
forma umana piano prende,
e si ingrandisce, ed arrivando
al cranio, lo spezza e si riveste
delle ossa, e d'adamantio pare l'armatura
che dura si fa sempre più e d'acciaio,
ma si liquefà l'occhio del padre e poi
si fonde in uno scudo che la testa
di Medusa porterà.

E la saggezza e l'armi in un sol
colpo Athena prende, e s'inchina nata
al Padre Onnipotente, ed Egli non ne
soffre alcun dolore, ma orgoglioso
in cuore della figlia generata, che
solo da lui è nata, le piaghe sue
ricostruisce piano, e ritorna
più forte, più felice, e sano.

Sepolta viva

Rinchiusa nella tua claustrofobia,
Tra le pareti lignee e senza uscita,
Tu senti che di lì non andrai via,
Fosti sepolta assieme alla tua vita,

Ma pensi ancora che non è finita,
E speri s'apra come per magia,
Quell'aperta e richiusa poi ferita
- Curiosa forma di speleologia -

Aperta nella terra a sotterrarti,
Rinchiusa stretta dentro la tua bara,
Dove mai più nessuno potrà amarti,

E graffi con le unghie e con i denti
Il coperchio, ché la vita tua t'è cara:
PIù in fretta spegni i polmonari venti.

Il giardinetto

Erboso s'estende un giardinetto,
C'è qualche vecchietto,
Seduto alle panchine,
Che lontane siano oppur vicine,
E qualche gialla foglia,
Vola verso il ciel seppur non voglia,
La rigida altalena
E' molto tempo ormai ch'il corso frena,
Ed il freddo intenso
S'accalca sulle cose, è quasi denso:
E' la periferia
Che scivolare sembra sulla via,
Mentre la nebbia sparsa,
Qualunque cosa fa apparir riarsa,
Ché s'alza come fumo,
E' quotidiano segno del consumo,
Una regola compiuta,
Da tutti conosciuta, eppur taciuta.

Di noi non resta nulla,
Ma c'è un bimbo gemente in una culla.

venerdì 19 dicembre 2008

Van Gogh

Vorrei che tu sapessi quel che ho dentro,
Come una scucitura, come un vuoto
Una ferita che se fosse in corpo,
Di simile dolore non sarebbe.

E adesso che mi sono innamorato
Di te, che non mi lasci che nel vuoto,
Di tutta la mia arte non rimane
Che un vacuo impegno che mi disorienta,

E questo orecchio che mi fa sentire
Cose che non vorrei più percepire,
Io mozzerò con lama di rasoio,
E poi di me farò un autoritratto,

Ma a te non resterà che questa busta,
Ben sigillata e chiusa con la cera,
Un testimonio di chi più non spera,
Un pezzo del mio corpo rifiutato.

Guerre Porcari

S'ebbe una disputa infra i maiali,
Saper si volle qual era il più sporco,
Non si credevan certo tutti uguali,
Perché cernita c'è tra porco e porco,

Passò per caso tra i recinti un orco:
- Un termine porrò ad i vostri mali,
Perché nel ragionar non mi contorco,
Distinguere saprò tra tali e quali. -

Lui disse, e si fece imperatore,
Per far saper che l'unico pulito,
Era lui, e per ciò dominatore,

Ed ora i maiali nei recinti,
Grugniscono, né più da lor s'è udito,
Che non fossero sottomessi e vinti.

Suicidio

Ti specchi triste dentro il rosso mare
che t'ha lasciata assieme alla tua vita,
nascosta è quella piccola ferita
che dal corpo ti fece allontanare,
e sul tuo volto c'è l'ultima impronta:
il segno del dolore e d'ogni onta,
sopportata nel corso d'ogni anno,
il segno di mestizia e dell'affanno,
che simbolo si fece nel tuo cuore,
che non provasti odio, solo amore.
E adesso, la tua anima scagliata
via dalla Terra, via dall'orizzonte
pur torna a abbeverarsi a quella fonte
divina che fa scorrere la luce:
la sofferenza infine t'ha salvata,
ma il tuo percorso fu soltanto truce.

Ricordi le arti inermi e le officine

Ricordi le arti inermi e le officine,
le mura, e le pallide rovine,
che lasciarono in te solo un ricordo
triste,
come il resto di un accordo,
ed i suoni, che si danno in lontananza,
se ne vanno, e si perdono in distanza,
e di tutte quelle cose che tu hai viste,
non resta d'altro che un leggero pianto,
e da questo, cominci un nuovo canto.

In Terra io sono il Diavolo incarnato

In Terra io sono il Diavolo incarnato,
Io sono Belial, sono la Legione,
E vengo a sputar sopra il Creato,
Ed a portar la mia Maledizione,

Potevo essere Santo e son Dannato,
E sono esperto d'ogni Perdizione,
Ombre Nere son sopra il mio Fato:
Contro Michele perpetrai l'azione

Che scatenò la Fine e la Caduta,
E come una meteora caddi al suolo
Perdendo quella Grazia ricevuta,

Quando divenni un'Entità del Male,
Ma pur costretto a vivere nel duolo,
Son Orgoglioso ancora ed Immortale.

Madre Nostra che sei Sotterra

Madre Nostra che sei Sotterra,
Glorifica il Mio Nome,
Compi il Mio Regno,
Esaudisci la Mia Volontà,
Come in Terra,
Così agli Inferi,
Donami il mio Odio quotidiano,
E consegnami i miei crediti,
Come io li richiedo a tutti creditori,
E che non ci sia più tentazione,
Ma estingui il Bene e il Male.
Amen.

Suoni il mandolino

Suoni il mandolino,
E pensi ai tuoi trascorsi,
Al passato,
A chi t'ha creato,
E canti una canzone,
Da te stesso scritta.

Pensi che tutto
Poteva essere diverso,
E invece,
In cenere e frammenti
S'è disperso.

giovedì 18 dicembre 2008

Come un trattore

Come un trattore
Imprimo dentro il mondo
Questi miei versi

Il passero fetente

O passero fetente,
Mirando da vicino,
Bastardo malandrino,
Non hai colpito niente.

Haiku natalizio

Ritorna il freddo,
E la neve scivola
Sul vecchio abete.

Il poeta

Cercavo soggetti da immaginare,
Ritratti da dipinger con la penna,
Nuove idee per fare e per creare
Come il pollaio i propri polli spenna,

E poi d'improvviso in riva al mare
Mi ritrovai, e fu come una strenna
Fatta d'idee tutte da sorvolare
Sulla slitta guidata da una renna.

Scoprendo la bellezza delle cose,
Il mondo fu per me come diverso,
E dalle spine nacquero le rose,

Perché che sia leggero oppur profondo,
Il poeta riman come disperso,
Scoprendo ch'ha a disposizione il mondo.

Uccelli

Scagliandosi nei cieli e sulle fronde
Volano gli stormi degli uccelli,
Viaggiano sui mari e sulle onde,
Son liberi e per questo sono belli,

Ad ogni tuo richiamo non risponde
Quel gruppo al quale piano tu favelli,
E fuggendoti lesto si nasconde
Oltre pianure, foreste, e castelli.

Ed agiti le braccia senza scopo,
Raggiungerli vorresti in un sol volo,
Ma il tuo slancio si ferma poco dopo.

Così Natura non ti die' le ali,
E resti a terra, e ti coglie il duolo,
Ché non sai per quant'altro, invece, vali.

L'osteria

Libera e nuda vai filosofia,
Dice la turba al vil guadagno intesa.
F. Petrarca

Su uno sperone di roccia siede
un'osteria ch'è sopra una montagna,
dall'alto di quei picchi essa rivede
Salamina e Temistocle vincente,
non n'è rimasto niente.

Ma si disse che qui Saffo venne un giorno
a libare con la sua lesbia compagna,
ed anche che qui bevve Anacreonte:
fu costruita attorno a quella fonte
Arethusa che saggezza all'uomo dona,
ma si persero le acque,
e poi per molti anni il luogo tacque.

Fu quindi convertita in monastero,
e dove prima eran giochi e forti urla,
terminò la burla,
ed alitò il silenzio ed il pensiero
un soffio severo
sopra il monte duro delle pietre.

E poi dopo il silenzio
l'eremo vecchio venne abbandonato,
poco n'è restato,
qualche rovina a giacer fumante;
un attimo il passante
si ferma a meditare e poi scompare.

Relapsa

Giace in disparte il calderone,
e tu, sconfitta e disperata,
le gambe lese sforzi dalla morsa
delle catene, e dalla dura corda,
e i lividi strappati sopra i polsi,
e alle caviglie guardi, e quasi piangi,
umiliata perché donna,
immolata perché saggia.

Ma non si spense in te l'antica fiamma,
e ancora muoverai dopo il tramonto,
alla tregenda che Cernunno invoca,
allora la tua luce non più fioca
ritornerà a brillare sotto i cieli,
e sarai di nuovo stella oltre le stelle.

mercoledì 17 dicembre 2008

Consapevolezza

Tener le spine,
Recidendo le rose,
Per il Risveglio.

Vittime

Bambino divorato nella tua umanità dall'acciaio
delle macchine in turni lavorativi che non hanno fine,
bambino che hai le gambe straziate dai calcoli
ingegneristici dell'evoluzione umana, bambino fatto a pezzi
dalle falciatrici della guerra, il cui sangue ignoto urla il proprio
dolore trafitto dalle spine del grano, bambino reso gonfio
dalla fame e mangiato dagli insetti, bambino consumato
dalle malattie sparse dall'infamia delle economie internazionali,
bambino strappato all'infanzia e consegnato alle persecuzioni
dei vermi della terra, il mondo ti ha già dimenticato, mentre noi
ci affanniamo per essere ricordati.

Leggere, capire, vivere la poesia

Come si fa a comprendere veramente una poesia, e cioé a viverla
dall'interno? Il grande esoterista russo G.I. Gurdjieff sosteneva che
il funzionamento della psiche umana fosse ripartito in più settori:
centro motorio, centro emozionale, centro intellettuale ( in questa
trattazione salteremo l'importantissimo centro sessuale a causa della
mancata inerenza all'argomento trattato ), e che tutti questi centri
hanno una caratteristica in comune: sono pigri e non hanno voglia di
lavorare.
Molti ritengono che per capire una poesia sia sufficiente leggerla,
magari più volte: scopriremo, durante questa trattazione, che, in
realtà, non è così: leggere un intero volume di poesie di un autore
può essere sufficiente a capire il poeta, ma non la poesia, la quale
è, da qualunque autore sia scritta, e rimane, innanzitutto, un viaggio
alla ricerca di sé stessi.
Applichiamo dunque le considerazioni gurdjieffiane alla poesia,
compiendo insieme un viaggio che potrebbe farci conoscere la poesia in
modo molto diverso:

CENTRO MOTORIO – Prima serata -

Copiamo la poesia, semplicemente, così com'è, meglio se con carta e
penna ( è più faticoso ), oppure anche su foglio telematico: lo sforzo
iniziale dovrebbe attenuarsi man mano che procediamo, dando origine ad
una sempre rinnovata felicità e piacere, mentre, giunti al termine del
lavoro, potremmo cogliere un'illuminazione, come un sentimento di
gioia interiore che, alla lettura, non avevamo provato ( consiglio di
procedere a questa operazione con il poeta che è l'attuale mio oggetto
di studio, è cioé Umberto Saba: potrebbe essere veramente
rivelatorio ).

CENTRO EMOZIONALE – Seconda serata -

Prendete il testo e manipolatelo: fatene la parodia, so che sembra un
atto orribile, e, di fatto, lo è, si ha l'impressione di profanare un
Tempio, ma, in fin dei conti, dopo la musica, la poesia è in assoluto
l'arte più eterea: non contaminerete l'originale, tutt'al più, avrete
scarabocchiato un foglio riempiendolo di scemenze ( e poi, se
preferite, potete fare in modo che non lo sappia nessuno ), tuttavia,
compiendo questo lavoro, avrete assimilato le vostre autentiche
percezioni ha proposito di un autore, al di là di sedimenti critici
che non hanno nulla a che fare con la vostra più autentica Essenza,
io, a suo tempo, e nel senso della sperimentazione, feci parodie di
Leopardi, Montale, e Petrarca, ed ecco i miei risultati interiori, che
potrebbero forse infastidire qualcuno, ma a me, in questo momento,
interessa esporre le cose con la massima sincerità:

Leopardi: Mi piange il cuore, voglio smettere.
Petrarca: Che divertimento!
Montale: - Ben ti sta! -

CENTRO INTELLETTUALE – Terza serata -

Non si apprezza un “ nemico “ finché non lo si è affrontato sul
fronte: prendete ancora la stessa poesia, e fatene un calco,
attenzione! Qui non state più lavorando sul centro emozionale, ma su
quello intellettuale, non è importante che riproponiate il sentimento
espresso dall'Autore, ma che elaboriate il tema secondo la vostra
prospettiva: se si tratta di un paesaggio, parlate di un paesaggio, se
di relazioni interpersonali, parlate di quelle, se ci sono rime,
cercate di riproporne altre che stiano nel vostro pezzo, o addirittura
le medesime, se riuscite, nei limiti del possibile, utilizzate il
metro del poeta di riferimento, etc.

Ho diviso in serate questi esercizi perché ritengo che sarebbe
preferibile usarne una volta ogni 24h circa, per i migliori risultati,
e a mente fresca: certo, in tutto questo tempo avreste potuto leggere
molto più di una sola pagina, ma questa sola pagina vi avrà arricchiti
molto più di quelle, tutte assieme.

Amore e Odio

Amore e Odio
In un serrato abbraccio
Stringono l'uomo.

Geyser

Ricordo un'arida mattina
Lontana,
In cui viaggiai per un sentiero
Strano,
Pieno di nuvole e di sassi
Aguzzi,
Ricco di geyser e bollenti
Spruzzi,
Finché non giunsi a una vicina
Trattoria,
Che si trovava tra quei massi
Sulla via,
Non c'era nulla falso o vero,
Un bisogno,
Era tra torbidi e frementi
Un sogno.

martedì 16 dicembre 2008

La locanda

Camminavo nel sogno tra macigni,
Tra polveri di dura ed aspra terra,
E ad ogni passo mio v'era la guerra
Ch'apriva strappi laceri e sanguigni

In queste gambe che ancora serra
La paura di quei paesaggi arcigni,
Di quegli erti ruvidi e maligni
D'una stridente e sconosciuta sierra.

Ma giunto in cima vidi una locanda
Che da alcune genti era gestita,
Ed ognuna gustava una bevanda

Ch'aveva il sapore della vita:
L'amaro gusto d'ogni mia domanda,
E l'ho assaggiata, ma non l'ho gradita.

Il regalo di natale

Scarti il tuo regalo di natale,
E sei felice, è come una conquista,
L'affetto che si compie in quel cartone
Aperto nella sera al dì di festa
Sotto le luci e le palline colorate
Dell'albero coperto di colori
Tessuto dalle foglie delle stelle.
Guardi e non è quello che importa
Il contenuto di quel caro pacco,
Ma è che ti farà dimenticare
Per qualche ora, forse per un giorno
La morte che si compie ad ogni istante.

La maschera ghignante

La maschera ghignante si affaccia
sui parapetti dell'immaginazione, copre
l'aspetto ruvido del teschio che la porta,
e si presenta con un sorriso e con un bacio
dal sapore amaro, è una maschera di clown
pitturata con la vernice spremuta dalla tenebra,
è forse un inganno circoscritto dall'inconscio e
motivato dall'ultima presenza, e quando apre la
nera bocca ride del tessuto della coscienza che
s'infrange, e poi scompare e si dilegua con il
resto.

Mafia

Benvenuti nel mondo delle polveri che esplodono
dentro la narice passando per canne più o meno rigate,
benvenuti nel mondo invisibile al fianco della
porta di casa vostra, benvenuti nel mondo delle
pasticche colorate che bucano il cervello come un
proiettile da 9mm, benvenuti nel mondo delle piccole
banche dai mastodontici capitali, benvenuti nel mondo
dei soldi nascosti dentro l'otturatore per poi essere
riciclati con uno scatto del grilletto, benvenuti nel mondo
che ti accoglie e poi ti fa sparire,

benvenuti nel mondo della mafia.

Ed essa costruisce nel silenzio un monumento a
sé stessa fatto di carni strappate e lacerate a persone
oneste ed imbottito di tritolo, ed è più alto del Colosso di
Rodi, e cresce come un grattacielo, cresce ancora,
cresce adesso, e ad ogni finestra è uno sparo.

lunedì 15 dicembre 2008

La regina nera

Dentro il sepolcro coi tuoi figli morti,
Attendi tu che si dilegui il giorno,
Non sono veri figli, sono aborti,
E sono proprio tutto quel ch'hai attorno.

Ché li volesti spenti, e non risorti,
Come per farne alla vita scorno,
Vampira che ti nutri dei tuoi torti,
Di cui mai pentimento farà storno.

Ed i lor vermi schiacci nelle mani,
Li spalmi sul tuo volto e fan da trucco,
E mentre nella tomba tu rimani,

Il sangue usi e ne fai un rossetto,
Che gli altri spettri lascerà di stucco,
E poi ti siedi e coccoli un insetto.

Da una passeggiata

I pilastri si materializzano improvvisi
nel buio delle vene cave del marmo e
delle colonne illuminati dai riflettori delle
macchine e dalle piccole luci della funivia
in numeri che calcolano i percorsi, e tra il
gotico mistero della Sindone e Lucifero che
indica ai passanti la strada per il Regno dei Morti
ed il Museo Egizio, e la sinistra fama di Città
Esoterica chiusa nei due triangoli di Bene-Male,
respiri un'aria elettrica di meccanismi ed un sapore
antico ad essa mescolato, mentre si fugge ogni
istante della sinistra dolcezza che gusti e pur volendo
recuperarlo altri ne giungono ininterrotti,
e ci si perde nel labirinto di sensazioni arcane e profonde.
Ma soprattutto l'aurora torna a riposarsi sopra i monti innevati
e ricopre la collina sulla quale vedo Superga ogni mattino,
e riscopro la città che amo, e amo Torino.

La lapide

La lapide si solleva al cielo come
una piccola sfida ai cieli della dimenticanza,
ed è circondata di fiori e corone, date dall'affetto
delle persone: è triste ma è pur dolce il ricordo, e
sembra rimanere, ma poi sbiadiscono i nomi sopra
di essa, ed i fiori appassiti ricadono al suolo, e alla fotografia
dell'ultimo sorriso ricade il coperchio ed essa si scioglie piano,
finché nulla ne rimane, e infine l'osso donato dalla terra a custodire
le ossa dei mortali ricade ed il suo corpo ne riprende il possesso,
mentre
quei poveri resti triturati dal tempo si spargono ai venti del
nascondimento,
e più nulla ne rimane se non una statua di sale,
ma poi anche quella si consuma nelle lacrime che non ci sono più.

domenica 14 dicembre 2008

Mentre la Luna

Mentre la Luna allattava le gementi
figlie della terra, e le nutrici vergini delle foglie
muovevano i propri piccoli passi verso il centro
della Terra, ti portavo tra le mie braccia
stanca di questo vivere, ed il bisogno di rivederti
ancora mi affianca, ma tu riposavi silente tra le
argentee polveri lasciate dagli amori dimenticati,
e le tue stelle si sgretolavano nella bufera astrale
scatenata dai venti dell'ultimo sospiro, perché
varcasti l'ultima porta, ed eri ancora tra le mie
braccia, ed eri morta.

Ti guardi indietro

Ti guardi indietro e vedi
Vortici di cose colorate
Che tenti di comprendere,
Di esplorare, di capire,
E non ci riesci.

Ti guardi indietro e trovi
Un mondo di giocattoli
- Ogni cosa era un regalo -
E poi tutto correva
Dietro il tuo triciclo.

Ti guardi indietro e scopri
Piccoli numeri in colonna,
Le prime frasi scritte.
La tua fantasia si esprimeva
In un disegno.

Ti guardi indietro e tocchi
I primi semplici amori,
I primi contatti, i primi
Timidi baci,
I primi abbracci.

Ti guardi indietro e gusti
Il ritorno dei ricordi,
E provi nostalgia
Per ogni cosa,
Quando è ormai finita.

Ti guardi a fianco e provi
Una qualche incertezza,
- Confusione forse -
Di fronte a un mondo
Che ti fa domande, tu non fai più domande.

Ti guardi avanti e torni
Al baratro profondo
Del tuo futuro,
E stringi la ringhiera
Con un sussulto.

Eternità divoratrice

Eternità divoratrice orrenda
Maschera dai denti di pescecane,
Sopra il vestito dalle trame vane
Di cui s'intesse l'umana vicenda,

Ma dietro l'aspetto è la tremenda
Figura della morte ed il suo pane
Ruvido di pietre e delle grane
Di quel rosario che val come ammenda,

Fatto di corpi chiusi nella terra.
E spesso anche i nomi si son persi,
Usciti dalla quotidiana guerra

Con quelle misere, dolenti spoglie,
Che tra i lor fati più o meno avversi,
Ebbero dolori, gioie, e voglie.

Lo zombie

Scrosciano i tuoni,
e s'abbatte la lapide
al rovente odore della morte,
mentre il picchiettìo della piogga
imputridisce il fango rattrappito
sopra le schiere dei dimenticati.

Si rovesciano anche i sacri simboli
mentre viene varcata la frontiera
di vitamorte, ed il fischio della legione
varca le frontiere e spezza il tramonto.

Allora si mostrano la falange
e il dorso del notturno, tra perdite
di mefitiche squame e liquami nerastri,
si sveglia,
e ritorna muovendo con passo strisciante
oltre i confini dell'eternità divoratore,
e risale al di là delle stelle nere
ammantate da un cielo di sangue,
e bruciante e inanimato, ma vivo,
ti confonde e ti preda,
finché ti raggiunge,
e ti perdi dentro i confini della sua bocca.

sabato 13 dicembre 2008

Il girasole

Come il girasole,
Provando un'ansia di splendore e luce,
Seguendo il corso del sole ti conduce
Qualcosa che duole.

L'oleodotto

L'oleodotto scarica i suoi pesi
in untuosi e putridi liquami
sopra la terra, e poi la fa arida
quando prima era ricca di foglie
verdi e di frutti dolci e puri.
Si guasta anche il fango e s'incendia
assieme la vita che non si vede,
avvolta nei cartoni del denaro,
sporcata tra le bolle del petrolio,
affogata in traffici e consumi,
si sparge col veleno che l'accoglie
ma è una spinta di morte da morte,
che viene dai bisogni della vita.

Ed è frutto del lavoro dell'uomo.

Lo strappo

Si sigilla piano lo strappo
scucito nel tuo sentimento,
e polvere e piume
scivolano via
nel vento.

Lovecraftiana

Ben oltre le barriere del tuo mondo,
Visitasti guglie e minareti,
Graffitati con sinistri alfabeti,
Sommersi da un fetore putibondo,

Incassati dentro un gorgo profondo,
Quei palazzi silenziosi e quieti,
Ricoperti dagli arcani amuleti,
Avevan qualcosa di tremebondo.

Come se vi aleggiasse uno spavento
Preso in una tomba, o cimitero,
E rimasto a dimorar nel vento,

Corresti poi a ricercar l'uscita,
Sconvolto da quel paesaggio nero,
Che ti parve pesar sulla tua vita.

Nascere

La prossima volta che nasco
Voglio il libretto di istruzioni.

O non se ne parla.

Figli

Il piccolo petalo
Fu mosso dall'Amore,
E poi nascosto diede
Un nuovo fiore.

venerdì 12 dicembre 2008

Risali le scale

Grado a grado risali le scale,
La solitudine ti pesa addosso,
E' la ferita che più ti fa male,
E che ti vibra dentro ogni osso

E mentre il tuo corpo piano risale,
Quel tuo corpo inflaccidito e grosso,
Scalinate l'una all'altra uguale,
E' come se non ti fossi mai mosso.

Si volge indietro piano il tuo pensiero,
Ma ricorda solo guai e malanni,
Ché la memoria è un baratro nero.

Anche se i tuoi fatti ormai son stati,
Sai bene cos'è dopo tanti anni,
Non essere una volta stati amati.

L'assalto

Guerreggiano le armate contro le armate nemiche
in uno scontro che non ha riscontro iniziale, mentre
si sfracellano gli elmi e gli scudi e si rovesciano le grate
delle costruzioni ed i ponti levatoi, barbaricamente rovinando
tra urla rattrappite dalla morte, e bruciano i palazzi e le rovine,
e le frecce stringono le porte del sentiero del dopo, mentre ancora
armati lottando si perde la nozione del dove e del quando.

Rose

S'estende un profumo di rose,
E' tutto in festa,
E brillano tutte le cose,
Con quanto resta,
Perché i tuoi occhi son di gioia,
Toccano il cuore,
Ma ti vorrei finché non muoia
Dentro il dolore

Tutta quest'illusione che non è che l'azione d'un motore rovente che è
dentro la mente.

giovedì 11 dicembre 2008

Lo scrittore

Nella tua boccetta d'inchiostro navigano
galeoni e gorgheggiano sgomitando goliardi
la cui gola è compresa di scherzi giocosi, mentre
a goccia a goccia scende la pioggia sul canestro
delle tue piccole esigenze, e se lo prendi com'è
non è che un gioco con regole rigorose, ma che
può accendere il fuoco delle cose.

Galileo

Eppur si muove, e rimiro ancora
Le meraviglie del cielo stellato,
Io reso zoppo e torturato,
Giacché tornai alla mia dimora.

E non avevo torto, ma qualora
Venisse un tempo un po' più fortunato,
In cui studiare si potrà il creato,
Possiate ricordare questa ora.

Dimostrai che sul sole macchie nere
Contaminavan le sfere celesti,
Ma non si volle dir ch'erano vere,

Così s'usò il panno della tortura
Per nettar le filosofiche vesti,
E scagliare sul mondo la paura.

Il poeta

Il poeta raccoglie la polvere
che cade dalle stelle nella notte
in un barattolo, poi la impasta con
le sue lacrime e il pianto, e fa l'inchiostro,
ma è solo con l'appuntito pennino del dolore
che scrive versi che s'incidono nel cuore.

Oggi m'importa solo del buon Sole

Oggi m'importa solo del Dio Sole,
Di salutarlo quando fa mattino,
Di sentire il suo influsso a me vicino,
Se coi suoi raggi illuminarmi vuole,

Mentre dal cielo guarda come suole
La donna che coccola il gattino,
Oppur chi porta a spasso il cagnolino,
Chi gioisce, chi dentro il cuore duole.

Perché il Sole ci guida sul sentiero
Che porta a vivere con più dolcezza,
Ad avere un rapporto più sincero

Con chi ci dona la sua tenerezza,
Ma riconosceremo pur ch'è vero,
Che amiamo anche la lunar carezza.

mercoledì 10 dicembre 2008

L'aforisma

Un aforisma è un convoglio di piccole navi
nere sopra un mare bianco ed ampio che non
le fa affondare, un treno la cui locomotiva è il punto
e l'aggancio dei vagoni è la virgola, una coda di automobiline
che però procedono tanto spedite e non hanno semafori sul percorso:
un aforisma è un pensiero che l'istinto sente e che aiuta a migliorar
spirito e mente.

Musica horror

Si diffonde una musica inquietante,
Le note posson esser tenebrose,
Come un incubo che, prima distante,
Arriva a stendersi sopra le cose

Che t'appartengono, e poi tutte quante
Le rende nere, e fa appassir le rose,
Ed il clima si fa vieppiù pesante,
E sudi come in mattinate afose.

E' come un manto tenebroso e oscuro
Che s'agita nell'aria e dentro il vento,
E tutto quel ch'hai attorno rende impuro.

Come un fiato che dall'Abisso venga,
E che ti rende timoroso e attento,
Finché la melodia non si spenga.

( Ascoltando “ Jennifer's friends ", dei Goblin )

Al cinema

Al cinema vedrai l'animazione,
Od anche film d'amore, e d'avventura,
Non mancano l'erotico, o l'azione,
I film di guerra, quelli di paura,

Il cinema è davvero un'occasione,
Per sollevarsi un poco da ogni cura,
Ti siedi e quindi assisti alla visione,
Sei dentro eppure fuori dalle mura

Che ti circondano, eppur non vedi,
Perché seduto sei privo di luce,
E assisti a cose finte e poi ci credi,

Ma la trama s'infittisce e conduce
A cose a cui la tua ragione cedi,
Che sia la storia dolce oppur truce.

Immaginazione

Varchi i cancelli dell'immaginazione
oltre lo schermo di un cinematografo,
oltre le porte di una stazione dalla quale
parti per un viaggio che non comincia, da
un libro dimenticato in un angolo aperto sopra
un segno scordato, varchi i cancelli dell'immaginazione
oltre le volte del cielo, oltre le stelle, oltre il ponte levatoio
dell'infinito, e la tua fantasia vola, mentre nel cinema vuoto
sei ancora più sola.

Il serpente

Ti muovi come spire di serpente,
ed un effluvio di passione è quello
che si sente, mentre scuoti il tuo
soffice corpo e ti sposti sinuosa
nella danza, e solo una semplice
armonia è quello che avanza.

Ugo Foscolo

L'uomo che sotto il rombo dei cannoni,
Adoperò la forma del sonetto,
E se non s'è occupato di canzoni,
Pur ci ha lasciato un carme ch'è perfetto,

Per dirci del sepolcro e dell'effetto,
Ch'hanno le tombe alle generazioni,
Perché sia il lor corso benedetto,
Da esempi antichi e dalle lor nozioni.

Adesso lui riposa in Santa Croce,
Libero ormai dalle miserie umane,
Perché è in pace e né più mai gli nuoce,

L'esilio che portò dalla sua terra
Con sé lontano dalle cose vane,
Cui fe' con l'armi e con il verso guerra.

martedì 9 dicembre 2008

Drago_Celeste

Bombardava con le sue poesie
tutti i Gruppi, rompendo i coglioni
in modo esorbitante a comunità
divise tra loro ma precedentemente
pacifiche.

I popoli antichi

I popoli antichi, cocciuti e
accalcati tra colline coperte
da rocce scoscese, costretti
al conflitto dalla grave carenza di
risorse, combattuti tra l'incertezza
degli umani confini e l'aggressività
delle cosmiche potenze e delle
gravi forze di Natura,
pur non chinarono il collo
al giogo della necessità, ma
costruirono la nostra civiltà.

La primavera

Sorge la primavera, e si aprono
i fiori alle meraviglie della Terra,
mentre il sole percorre il suo corso
nelle enormi arcate dei cieli, e tutto
profuma delle perenni armonie delle sfere
celesti, mentre quasi perenne preghiera
si alza dall'ebbrezza d'un mondo
in festa.

Il fremito

Fu come un empito rovente di
bruciore che t'accorse dentro il petto,
come un fremito improvviso di
formiche a risalire il corso
delle vene, come un nido di
ragni che formassero un groppo
dentro il cuore, come un brando che
attraversasse la barriera tra il prima
e il dopo, quando l'anima tua prese
il volo, ed il corpo crollò
al suolo.

Il veicolo della Gnosi Positiva

Il veicolo della Gnosi Positiva, o Grazia, è indubbiamente l'Arte: storicamente,
vediamo infatti che essa sorge dapprima dai culti sciamanici, quindi
dai templi pagani, e poi dalle chiese cristiane, e, sebbene ne esca in
seguito per trattare di argomenti profani ( percorso che,
storicamente, si è ripetuto più volte ), pure mantiene il suo
carattere di sacralità, nonché, spesso, custodisce una morale, per
questo, la massima forma in cui sacralità e piacere vengono uniti è
l'espressione della Mitologia, nell'antichità, e la Fiaba ( ma anche
la Favola ) nella modernità e non solo: dunque, vi lascio immaginare a
cosa risponda l'insegnamento che anche troppo spesso ci viene proposto
nelle nostre scuole: - L'arte si fa per diletto e non ha alcuna
utilità pratica. -
Per rendere l'idea di ciò, vi invito a perdonarmi l'autocitazione
nell'esposizione e nel commento di una stupenda fiaba celtica in
versi:

" Get up, our Anna dear, from the weary spinning-wheel;
For your father's on the hill, and your mother is asleep;
Come up above the crags, and we'll dance a highland-reel
Around the fairy thorn on the steep. "

At Anna Grace's door 't was thus the maidens cried,
Three merry maidens fair in kirtles on the green;
And Anna laid the rock and the weary wheel aside,
The fairest of the four, I ween.

They're glancing through the glimmer of the quiet eve,
Away in milky eavings of neck and ankle bare;
The heavy-sliding stream in its sleepy song they leave,
And the crags in the ghostly air:

And linking hand in hand, and singing as they go,
The maids along the hill-side have ta'en their fearless way,
Till they come to where the rowan trees in lonely beauty grow
Beside the Fairy Hawthorn grey.

The Hawthorn stands between the ashes tall and slim,
Like matron with her twin grand-daughters at her knee;
The rowan berries cluster o'er her low head grey and dim
In ruddy kisses sweet to see.

The merry maidens four have ranged them in a row,
Between each lovely couple a stately rowan stem,
And away in mazes wavy, like skimming birds they go,
Oh, never carroll'd bird like them!

But solemn is the silence of the silvery haze,
That drinks away their voices in echoless repose,
And dreamily the evening has still'd the haunted braes,
And dreamier the gloaming grows.

And sinking one by one, like lark-notes from the sky
When the falcon's shadow saileth across the open shaw,
Are hush'd the maiden's voices, as cowering down the lie
In the flutter of their sudden awe.

For, from the air above, the grassy ground beneath,
And from the mountain-ashes and the old Whitehorn between,
A Power of faint enchantment doth through their beings breathe,
And they sink down together on the green.

They sink together silent, and stealing side by side,
They fling their lovely arms o'er their dropping necks so fair,
Then vainly strive again their naked arms to hide,
For their shrinking necks again are bare.

Thus clasp'd and prostrate all, with their heads together bow'd,
Soft o'er their bosom's beating-the only human sound -
They hear the silky footsteps of the silent fairy crowd,
Like a river in the air, gliding round.

No scream can any raise, no prayer can any say,
But wild, wild, the terror of the speechless three -
For they feel fair Anna Grace drawn silently away,
By whom they dare not look to see.

They feel their tresses twine with her parting lock of gold
And the curls elastic falling as her head withdraws;
They feel her sliding arms from their tranced arms unfold,
But they may not look to see the cause:

For heavy on their senses the faint enchantment lies
Through all that night of anguish and perilous amaze;
And neither fear nor wonder can ope their quivering eyes,
Or their limbs from the cold ground raise,

Till out of night the earth has roll'd her dewy side,
With every haunted mountain and streamy vale below;
When, as the mist dissolves in the yellow morning ride,
The maidens' trace dissolveth so.

Then fly the ghastly three as swiflty as they may,
And tell their tale of sorrow to anxious friend in vain-
They pined away and died within the year and day,
And ne'er was Anna Grace seen again.

Da:
William Butler Yeats
Fiabe irlandesi
Ed. Fabbri

Anna Grace deve essere uno di quei personaggi che vengono rimbalzati
con un'eco di richiami da un canto all'altro, tant'è che si fa
riferimento alla stessa anche in un'altra delle ballate raccolte in
questo esiguo numero di pagine. Non perdete il riferimento pessimista:
Anna in Ebraico significa " Grazia ", ed anche Grace, in Inglese,
significa chiaramente " Grazia ", ciò fa riferimento alla grazia
infantile che si perde crescendo, ed a quel poco che ne rimane che si
perde invecchiando, il bosco rappresenta le dolorose, tetre o
malinconiche, ma più spesso noiose e ripetitive, vicende della vita,
mentre le tre vergini che vanno a chiamarla possiamo immaginarle come
una manifestazione archetipale delle tre Grazie, e cioé, in questo
caso, di quel motore del desiderio e della volontà che ci muove, il
più delle volte fallendo, nella vita. ( E infatti non sopravvivono a
lungo alla protagonista, perché la loro funzione, perduta questa,
diventa vieppiù inutile, così come, man mano che invecchiamo, le
nostre passioni si fanno via via meno forti e meno intense, ed una
maggiore consapevolezza della vanità di esse ne prende il posto ).

Insomma, l'Arte è un veicolo della Luce Divina, infatti, seguendo la
nostra tesi, lo scultore, poniamo, prende dei frammenti della Mente
Divina e li rende perfetti attraverso la sottomissione delle
Luficerane Leggi Naturali poste in contrasto attraverso il lavoro del
proprio corpo ( altro frammento della Mente Divina ), con la sua
Anima, ancora una volta appartenente a Lucifero ( un parallelo con
l'alchimia qui viene naturale ), così riscontriamo di nuovo
l'espressione di quello che sembra la trasmutazione dal reale Nome
Divino: - Yod ( pietra ) He ( Leggi Naturali ) Vau ( corpo ) He
( Anima ), a: Yod ( pietra ), He ( Leggi naturali sottomesse ) He
( anima che si confronta con le Leggi Naturali sottomesse ) Yod ( per
mezzo del lavoro del corpo, Yod-He-He-Yod è il risultato del lavoro,
nonché il principio di ogni attività umana, ed è per questo che l'Arte
dà così tanta soddisfazione, ed il motore segreto ed insito
nell'Universo medesimo, mentre Yod-He-Vau-He ne è l'espressione
separata, così come l'uomo è costretto a percepire secondo l'errore
motivato dal contrasto tra macro e microcosmo ), l'Arte può essere
trascurata solo in un'epoca di barbarie tecnologica come questa,
infatti l'essa ha la facoltà di smorzare l'impeto satanico degli
sviluppi tecnici, incrementando invece la sensibilità e l'umanità
dell'uomo, quelli invece , se proseguiranno come avviene oggi,
condanneranno l'uomo all'autodistruzione, quantomeno spirituale,
mentre la Scienza ha la facoltà di rendere la comunità delle genti
sempre più autosufficiente e potente nel suo contrasto con la Natura,
ma si fa veicolo luciferano, e quindi demolitore, proprio perché nasce
da un princìpio di opposizione con l'Universo, e può concludersi come
Crono che divora i propri figli: ancora una volta, si ricorda che
viviamo nell'epoca della bomba atomica. Vediamo infatti che il periodo
di massima fioritura artistica fu anche quello della massima violenza
militare ( Il Rinascimento come visione artistica della guerra ), al
quale corrispose però anche il massimo sviluppo scientifico, però
rivolto esclusivamente a fini bellici, giacché in quest'epoca le
macchine che conosciamo oggi non esistevano ancora, e l'unico modo in
cui potè scatenarsi l'impeto scientifico di Lucifero fu nel conflitto,
mentre arte e scienza procedevano su binari straordinari, ma separati
( fu un primo caso di equilibrio arte-scienza perfettamente raggiunto,
ma prima del tempo: l'espressione massima di questa realtà fu Leonardo
Da Vinci ). Oggi, invece, l'uomo ha la possibilità di costruire un
nuovo Rinascimento, totalmente positivo, perché nell'epoca di Leonardo
il cielo non era ancora stato conquistato, mentre, oggi, è
tecnicamente possibile la conquista dello spazio, e gli scienziati
muovono alla risoluzione del problema delle origini dell'Universo.