Ricordi quando le acque delle fontane
spigolavano accenti di letizia,
mentre ti pettinavi i capelli
specchiandoti nelle loro acque?
Ricordi quando gli uccelli cantavano
e felici levavano i loro trionfi
posati sulle tue braccia,
senza sosta innalzandoti doni?
Ricordi quando ristavi lieta
contemplando in un monumento
qualsiasi qualcosa di assai lontano
dalla tua celestiale bellezza?
Sembravi un angelo in terra.
Ed ora forse le ali spuntate
quand'eri in vita tornano a fiorire,
mentre il Cielo muove lodi in tuo onore.
martedì 30 giugno 2009
In viaggio col Folletto
Ieri sera un Folletto Verde mi ha gentilmente invitato a fare un
Viaggio Astrale con lui, offerta che, naturalmente, ho accettato.
I Folletti Verdi li vedete generalmente come se fossero un disegno su
sfondo bianco: hanno giacca e pantaloni verdi, berretto verde con una
foglia oblunga, e sono discretamente coperti da foglie verdi allo
stesso modo oblunghe: le calze sono bianche.
Ci siamo trovati dapprima di fronte ad una Croce del Calvario in
legno, la quale, poco tempo dopo, è diventata incandescente; poi il
Folletto mi ha portato di fronte ad un classico Ponte del Diavolo
( quelli che si piegano in due a metà formando un angolo ) tutto
coperto di edera sulle arcate, se così possiamo chiamarle, quindi,
scendendo, edera, edera, edera come se piovesse, appunto, edera,
finché siamo giunti ad un bosco di alberi molto ampio.
Il bosco era molto bello e verde e allietava lo spirito, ma,
osservando tra il sottobosco, si notavano numerose paia d'occhi
pronte
a spiare.
- FINE DEL VIAGGIO ASTRALE CON IL FOLLETTO -
Viaggio Astrale con lui, offerta che, naturalmente, ho accettato.
I Folletti Verdi li vedete generalmente come se fossero un disegno su
sfondo bianco: hanno giacca e pantaloni verdi, berretto verde con una
foglia oblunga, e sono discretamente coperti da foglie verdi allo
stesso modo oblunghe: le calze sono bianche.
Ci siamo trovati dapprima di fronte ad una Croce del Calvario in
legno, la quale, poco tempo dopo, è diventata incandescente; poi il
Folletto mi ha portato di fronte ad un classico Ponte del Diavolo
( quelli che si piegano in due a metà formando un angolo ) tutto
coperto di edera sulle arcate, se così possiamo chiamarle, quindi,
scendendo, edera, edera, edera come se piovesse, appunto, edera,
finché siamo giunti ad un bosco di alberi molto ampio.
Il bosco era molto bello e verde e allietava lo spirito, ma,
osservando tra il sottobosco, si notavano numerose paia d'occhi
pronte
a spiare.
- FINE DEL VIAGGIO ASTRALE CON IL FOLLETTO -
venerdì 26 giugno 2009
Silenzi
Ho attraversato increspature
di lacrime,
Sopra le montagne acuminate
dei tuoi silenzi.
E l'alba sorgente tra gli scogli
pareva animarsi di punte di roccia,
e lasciare una flebile,
ma quanto lancinante,
impronta nella mia anima.
Allora ho capito che ti amavo.
di lacrime,
Sopra le montagne acuminate
dei tuoi silenzi.
E l'alba sorgente tra gli scogli
pareva animarsi di punte di roccia,
e lasciare una flebile,
ma quanto lancinante,
impronta nella mia anima.
Allora ho capito che ti amavo.
giovedì 25 giugno 2009
I pomeriggi invisibili
L'Operazione ha avuto luogo Sabato 20/06/09 dalle ore 16.00 alle ore
19.30 ca.
Stando al Lemegeton, Bael può rendere invisibili, quindi mi sono
detto: perché non provare?
Sapete da una mia poesia che uno dei luoghi da me preferiti di Torino
è C.so Umbria, così mi sono recato immediatamente sul posto e,
passeggiando, mi sono messo a meditare sul Sigillo e sul Nome di
Bael,
entrando piuttosto rapidamente in uno stato di invisibilità.
Chiaro che dovevo essere sempre io a schivare i passanti, in quanto
questi, appunto, non mi vedevano, ma la paura peggiore l'ho provata
percependo una bicicletta alle mie spalle, che puntava ad alta
velocità dritto contro di me: fortuna che il ciclista ha poi frenato
bruscamente, avendo terminato il suo percorso, per legare il suo
mezzo
ad un palo con un catenaccio: una successiva bicicletta, proveniente
dalla direzione opposta, è stata invece facilmente schivata.
Come ulteriore verifica, sono entrato in un bar, e l'ìnserviente si è
accorta subito di me ed è entrata per farmi un caffé espresso:
domandandomi come avesse fatto a scovarmi, mi sono risposto che,
essendo una donna, era evidentemente assai percettiva; inoltre, vado
a
vedere se mi rifletto nello specchio, e chiaramente, ciò non avviene:
certo, appare uno che ha le mie stesse sembianze, ma sicuramente si
tratta di un altro, e non di me, in quanto io, appunto, sono
invisibile. Interessante comunque anche il dialogo:
- Vorrei un caffé espresso.
- Un caffé.
- Un caffé espresso.
- Si chiama così perché è il più forte, ma è sempre caffé
- Non ci faccia caso, sono io che ce l'ho con le parole.
- No vabbeh, è normale.
( Sorriso reciproco, pago il conto e me ne vado ).
Continuo la mia passeggiata, fino ad arrivare ad un altro bar,
laddove
non vengo notato dalla cameriera che, nel frattempo, tirando su le
tende, mi volta la schiena: sono più fortunato, infatti, anche gli
uomini che lavorano all'interno del bar non mi notano, finché non mi
presento io con un: - Salve. - Rimanendo soddisfatto dell'effettiva
riuscita dell'esperimento, decido di darvi maggiore corpo con un
sobrio bicchierino di vodka neutra.
Di coincidenze significative, durante i miei percorsi magici, come
sapranno i miei lettori, ne ho incontrate parecchie, ma raramente,
come in questo caso, due contemporaneamente: imbocco infatti via
Garibaldi e scopro che il mercatino di C.so Valdocco viene tenuto in
questa giornata: ho bisogno di un po' di corda per un nuovo modo di
tracciare il Cerchio Magico, così entro tra le bancarelle dopo essere
uscito dall'invisibilità, e comincio a praticare la Chaos Magick
recitando il mantram: " Trvcd " Tratto dall'italiano: " Trovare
corda. " Stante che non avevo mai notato in questo mercato nulla del
genere, trovo in effetti una bancarella dove, assieme ad elastici e
ad
altri materiali, si vendono dei pezzi di corda, per altro anche color
porpora, che è il colore che mi serviva. Non sono abbastanza lunghi
per farne un Cerchio, ma affiancati l'uno all'altro possono andare e,
caso mai un pezzo sporgesse dal Cerchio, come in effetti avverrà,
sarà
la testa del Serpente Antico. Così, ne compro quattro per quattro
Euro, mi allontano dalle bancarelle dopo un'ultima breve passeggiata
tra le medesime, e ritorno nell'Invisibilità.
Svolto in via Garibaldi, e raggiungo la prima Chiesa: le Chiese
Cattoliche sono degli strumenti imprescindibili per praticare una
buona meditazione. La Chiesa è semplice, direi addirittura povera, e
gli inginocchiatoi sono ammorbiditi da una serie di cuscini
sovrapponibili, con me, è presente solo quello che credo sia il
custode, impegnato nella lettura dei testi sacri e che, naturalmente,
non mi nota; mi inginocchio anch'io, mi tolgo gli occhiali, ed inizio
a recitare il mantram: " Bael " guardando fisso verso l'Altare con i
miei occhi miopi. Di lì a poco, una coltre verde e nebulosa inizia a
formarsi proprio davanti all'effigie del Crocefisso, ma, prima che un
altra, un po' meno lunga, più in alto, si formi, occorre ancora
qualche tempo, attendo perdendo il computo del tempo e continuando a
recitare l'Invocazione, e poi, finalmente, essa riesce.
Una forma a metà tra un gatto ed un ampolla con la coda si manifesta
proprio davanti all'Altare, fondendosi in essa le due coltri verdi e
nebulose, è un attimo poi anche le due coltri verdi si dissipano:
soddisfatto della riuscita dell'Operazione, esco dalla Chiesa
decidendo di passare dalla Tenebra, e dall'Invisibilità, alla
Visibilità, e alla Luce, così, inizio a meditare il mantra: " Yod-
Lamed-Yod " [ Da: Yehuda Berg, I 72 Nomi di Dio, Ed. TEA ]. che ha
appunto il compito di richiamare particelle di luce.
Mi reco quindi presso la mia Chiesa Cattolica preferita, e,
attendendo
che si dissipi la confusione creata da una coppia di sposi e dai
celebranti ( che, per altro, mi fanno pure perdere il Rosario ),
partecipo entusiasticamente alla Santa Messa ( sebbene anche qui,
ogni
tanto, tutto si illuminava di verde a prescindere dalla mia
volontà ),
ma, all'uscita, trovo un'acquazzone ad attendermi ( d'altronde,
quando
pratichi la Chaos Magick non sai mai cosa ti ritornerà indietro ),
che
decido di affrontare con atteggiamento di sfida e di imposizione
verso
le Ondine, tornando a casa.
19.30 ca.
Stando al Lemegeton, Bael può rendere invisibili, quindi mi sono
detto: perché non provare?
Sapete da una mia poesia che uno dei luoghi da me preferiti di Torino
è C.so Umbria, così mi sono recato immediatamente sul posto e,
passeggiando, mi sono messo a meditare sul Sigillo e sul Nome di
Bael,
entrando piuttosto rapidamente in uno stato di invisibilità.
Chiaro che dovevo essere sempre io a schivare i passanti, in quanto
questi, appunto, non mi vedevano, ma la paura peggiore l'ho provata
percependo una bicicletta alle mie spalle, che puntava ad alta
velocità dritto contro di me: fortuna che il ciclista ha poi frenato
bruscamente, avendo terminato il suo percorso, per legare il suo
mezzo
ad un palo con un catenaccio: una successiva bicicletta, proveniente
dalla direzione opposta, è stata invece facilmente schivata.
Come ulteriore verifica, sono entrato in un bar, e l'ìnserviente si è
accorta subito di me ed è entrata per farmi un caffé espresso:
domandandomi come avesse fatto a scovarmi, mi sono risposto che,
essendo una donna, era evidentemente assai percettiva; inoltre, vado
a
vedere se mi rifletto nello specchio, e chiaramente, ciò non avviene:
certo, appare uno che ha le mie stesse sembianze, ma sicuramente si
tratta di un altro, e non di me, in quanto io, appunto, sono
invisibile. Interessante comunque anche il dialogo:
- Vorrei un caffé espresso.
- Un caffé.
- Un caffé espresso.
- Si chiama così perché è il più forte, ma è sempre caffé
- Non ci faccia caso, sono io che ce l'ho con le parole.
- No vabbeh, è normale.
( Sorriso reciproco, pago il conto e me ne vado ).
Continuo la mia passeggiata, fino ad arrivare ad un altro bar,
laddove
non vengo notato dalla cameriera che, nel frattempo, tirando su le
tende, mi volta la schiena: sono più fortunato, infatti, anche gli
uomini che lavorano all'interno del bar non mi notano, finché non mi
presento io con un: - Salve. - Rimanendo soddisfatto dell'effettiva
riuscita dell'esperimento, decido di darvi maggiore corpo con un
sobrio bicchierino di vodka neutra.
Di coincidenze significative, durante i miei percorsi magici, come
sapranno i miei lettori, ne ho incontrate parecchie, ma raramente,
come in questo caso, due contemporaneamente: imbocco infatti via
Garibaldi e scopro che il mercatino di C.so Valdocco viene tenuto in
questa giornata: ho bisogno di un po' di corda per un nuovo modo di
tracciare il Cerchio Magico, così entro tra le bancarelle dopo essere
uscito dall'invisibilità, e comincio a praticare la Chaos Magick
recitando il mantram: " Trvcd " Tratto dall'italiano: " Trovare
corda. " Stante che non avevo mai notato in questo mercato nulla del
genere, trovo in effetti una bancarella dove, assieme ad elastici e
ad
altri materiali, si vendono dei pezzi di corda, per altro anche color
porpora, che è il colore che mi serviva. Non sono abbastanza lunghi
per farne un Cerchio, ma affiancati l'uno all'altro possono andare e,
caso mai un pezzo sporgesse dal Cerchio, come in effetti avverrà,
sarà
la testa del Serpente Antico. Così, ne compro quattro per quattro
Euro, mi allontano dalle bancarelle dopo un'ultima breve passeggiata
tra le medesime, e ritorno nell'Invisibilità.
Svolto in via Garibaldi, e raggiungo la prima Chiesa: le Chiese
Cattoliche sono degli strumenti imprescindibili per praticare una
buona meditazione. La Chiesa è semplice, direi addirittura povera, e
gli inginocchiatoi sono ammorbiditi da una serie di cuscini
sovrapponibili, con me, è presente solo quello che credo sia il
custode, impegnato nella lettura dei testi sacri e che, naturalmente,
non mi nota; mi inginocchio anch'io, mi tolgo gli occhiali, ed inizio
a recitare il mantram: " Bael " guardando fisso verso l'Altare con i
miei occhi miopi. Di lì a poco, una coltre verde e nebulosa inizia a
formarsi proprio davanti all'effigie del Crocefisso, ma, prima che un
altra, un po' meno lunga, più in alto, si formi, occorre ancora
qualche tempo, attendo perdendo il computo del tempo e continuando a
recitare l'Invocazione, e poi, finalmente, essa riesce.
Una forma a metà tra un gatto ed un ampolla con la coda si manifesta
proprio davanti all'Altare, fondendosi in essa le due coltri verdi e
nebulose, è un attimo poi anche le due coltri verdi si dissipano:
soddisfatto della riuscita dell'Operazione, esco dalla Chiesa
decidendo di passare dalla Tenebra, e dall'Invisibilità, alla
Visibilità, e alla Luce, così, inizio a meditare il mantra: " Yod-
Lamed-Yod " [ Da: Yehuda Berg, I 72 Nomi di Dio, Ed. TEA ]. che ha
appunto il compito di richiamare particelle di luce.
Mi reco quindi presso la mia Chiesa Cattolica preferita, e,
attendendo
che si dissipi la confusione creata da una coppia di sposi e dai
celebranti ( che, per altro, mi fanno pure perdere il Rosario ),
partecipo entusiasticamente alla Santa Messa ( sebbene anche qui,
ogni
tanto, tutto si illuminava di verde a prescindere dalla mia
volontà ),
ma, all'uscita, trovo un'acquazzone ad attendermi ( d'altronde,
quando
pratichi la Chaos Magick non sai mai cosa ti ritornerà indietro ),
che
decido di affrontare con atteggiamento di sfida e di imposizione
verso
le Ondine, tornando a casa.
domenica 21 giugno 2009
Serenata
Mi è dolce questa brezza mattutina,
che mi accarezza con mano leggera,
ma non quanto il tuo respiro
sulla mia pelle,
che mi ammanta ogni volta al Terzo Cielo.
Mi è dolce il calore del sole,
che sprigiona ogni giorno nuova vita,
ma non quanto il fuoco
della tua candida pelle,
che mi brucia all'Estasi del tocco.
Mi è dolce l'andirivieni delle stelle,
come monito vorticoso d'Eternità,
ma non quanto l'attesa
che tu ritorni nelle mie giornate,
per far sì che rimembri l'Ineffabile Bello.
Mi è dolce l'essenza dei fiori,
che investe la Terra ed il Cielo d'Amore,
ma non quanto il tuo profumo
che inebria d'ebbrezze dionisiache
i mari i monti e quello che contengono.
Mi è dolce il suono dei sistri,
che ammiccano al frinire dei grilli,
ma mai quanto il cigolìo della tua finestra,
che s'apre mostrandoti a me,
mi ridona la pace.
che mi accarezza con mano leggera,
ma non quanto il tuo respiro
sulla mia pelle,
che mi ammanta ogni volta al Terzo Cielo.
Mi è dolce il calore del sole,
che sprigiona ogni giorno nuova vita,
ma non quanto il fuoco
della tua candida pelle,
che mi brucia all'Estasi del tocco.
Mi è dolce l'andirivieni delle stelle,
come monito vorticoso d'Eternità,
ma non quanto l'attesa
che tu ritorni nelle mie giornate,
per far sì che rimembri l'Ineffabile Bello.
Mi è dolce l'essenza dei fiori,
che investe la Terra ed il Cielo d'Amore,
ma non quanto il tuo profumo
che inebria d'ebbrezze dionisiache
i mari i monti e quello che contengono.
Mi è dolce il suono dei sistri,
che ammiccano al frinire dei grilli,
ma mai quanto il cigolìo della tua finestra,
che s'apre mostrandoti a me,
mi ridona la pace.
venerdì 19 giugno 2009
L'Evocazione di Bael
L'Esperimento di questa serata ( ore 21.30-22.17 ) è stato l'Evocazione di Bael ( come riportato nel Lemegeton, è il più famoso Baal ), ed è risultato in un successo clamoroso.
Baal mi ha mostrato il martello come simbolo fallico, e la falce come simbolo vaginale-lunare: insomma, il comunismo non sarebbe stato un movimento ateo, ma precristiano e pagano, ed i simboli di cui sopra sono strumenti di lavoro riconvertiti in armi, insomma, la più tenebrosa e sinistra evocazione dei Poteri Oscuri del Dio e della Dea, e quindi in questo caso veramente satanico, di stampo fenicio, tant'è vera l'importanza data in esso all'economia e al commercio, e di lì le precisazioni di Marx, che, non a caso, determinavano la formazione del comunismo innanzitutto in Inghilterra, paese navale e mercantile per eccellenza, ad ogni modo, che si trattasse di un culto di Baal i Cristiani, fortunatamente, lo intuivano molto bene, e per questo lo temevano e lo avversavano fortemente, infatti: - I Comunisti mangiano i bambini. -
In seguito, Baal mi ha mostrato un'ampia colonna di legno intarsiato che veniva avvolta da un gigantesco nastro: ho compreso solo in seguito che si trattava dello stipite di un gigantesco portale, passato il quale, ho superato a velocità supersonica un tunnel dei colori dell'arcobaleno sul quale si affacciavano arcate ricche di facce di Santi e di teste aureolate.
Quindi mi sono ritrovato nel mio Tempio Astrale, circondato dal Cerchio, mentre Baal figurava dentro il Triangolo come un gigantesco gatto nero, laddove mi ha spiegato la sua predilezione per modelli, sedili, e porte automobilistiche.
Proteggete la vostra automobile con un Crocefisso, un Pentacolo, uno Scudo di Davide, o qualunque sia il Simbolo della vostra religione.
Saluti a tutti dall'Inferno.
Baal mi ha mostrato il martello come simbolo fallico, e la falce come simbolo vaginale-lunare: insomma, il comunismo non sarebbe stato un movimento ateo, ma precristiano e pagano, ed i simboli di cui sopra sono strumenti di lavoro riconvertiti in armi, insomma, la più tenebrosa e sinistra evocazione dei Poteri Oscuri del Dio e della Dea, e quindi in questo caso veramente satanico, di stampo fenicio, tant'è vera l'importanza data in esso all'economia e al commercio, e di lì le precisazioni di Marx, che, non a caso, determinavano la formazione del comunismo innanzitutto in Inghilterra, paese navale e mercantile per eccellenza, ad ogni modo, che si trattasse di un culto di Baal i Cristiani, fortunatamente, lo intuivano molto bene, e per questo lo temevano e lo avversavano fortemente, infatti: - I Comunisti mangiano i bambini. -
In seguito, Baal mi ha mostrato un'ampia colonna di legno intarsiato che veniva avvolta da un gigantesco nastro: ho compreso solo in seguito che si trattava dello stipite di un gigantesco portale, passato il quale, ho superato a velocità supersonica un tunnel dei colori dell'arcobaleno sul quale si affacciavano arcate ricche di facce di Santi e di teste aureolate.
Quindi mi sono ritrovato nel mio Tempio Astrale, circondato dal Cerchio, mentre Baal figurava dentro il Triangolo come un gigantesco gatto nero, laddove mi ha spiegato la sua predilezione per modelli, sedili, e porte automobilistiche.
Proteggete la vostra automobile con un Crocefisso, un Pentacolo, uno Scudo di Davide, o qualunque sia il Simbolo della vostra religione.
Saluti a tutti dall'Inferno.
mercoledì 17 giugno 2009
Apoftegmatica
E mi sentii da sempre
Chiamato dall'Altissimo,
E dal rigoglioso lucore
Verdeggiante d'accordi d'arpe
Angeliche,
Ed è come un buco nel cuore,
Come una pietra forata,
Proprio al centro del petto,
Attraverso la quale
Leviga irrequieto
Il fischio d'un vento
Di nostalgia.
E soffia e m'opprime,
Guidando i miei occhi
Verso le stelle,
Mentre la macina ininterrottamente
Mola il grano del mio desiderio.
Ma poi assistendo
Al verde spettacolo dei boschi,
Alla croccante mela, all'albicocca dolce,
Alla pesca succulenta, al ruvido melograno,
Alla rossa freschezza delle angurie,
Ed alla dolce ebbrezza dell'uva;
Come un nuovo ardore
Mi prende del mondo,
E vortica la mia Ruota dell'Anno,
Alternando fischi di richiamo,
E di allontanamento,
Come locomotive che vanno e vengono,
O Luce splendente oltre ogni Luce,
Matrice del Creato,
Gioia dell'Iride,
Ché coinvolto ed estasiato,
Mi tengo il Cristo vivo che dà la vita,
Mi tengo Iside.
Ma non per questo lascerò la Chiesa,
Per motivi egregorici,
Per riequilibrarmi con l'antropia,
Ma soprattutto,
Perché mi fa bene.
Chiamato dall'Altissimo,
E dal rigoglioso lucore
Verdeggiante d'accordi d'arpe
Angeliche,
Ed è come un buco nel cuore,
Come una pietra forata,
Proprio al centro del petto,
Attraverso la quale
Leviga irrequieto
Il fischio d'un vento
Di nostalgia.
E soffia e m'opprime,
Guidando i miei occhi
Verso le stelle,
Mentre la macina ininterrottamente
Mola il grano del mio desiderio.
Ma poi assistendo
Al verde spettacolo dei boschi,
Alla croccante mela, all'albicocca dolce,
Alla pesca succulenta, al ruvido melograno,
Alla rossa freschezza delle angurie,
Ed alla dolce ebbrezza dell'uva;
Come un nuovo ardore
Mi prende del mondo,
E vortica la mia Ruota dell'Anno,
Alternando fischi di richiamo,
E di allontanamento,
Come locomotive che vanno e vengono,
O Luce splendente oltre ogni Luce,
Matrice del Creato,
Gioia dell'Iride,
Ché coinvolto ed estasiato,
Mi tengo il Cristo vivo che dà la vita,
Mi tengo Iside.
Ma non per questo lascerò la Chiesa,
Per motivi egregorici,
Per riequilibrarmi con l'antropia,
Ma soprattutto,
Perché mi fa bene.
martedì 16 giugno 2009
lunedì 15 giugno 2009
Redivivo!
Ebbene sì, il Drago Celeste è uscito dal suo demoniaco torpore, ma
questa volta, ha definitivamente voltato le spalle a Satana.
Mi sto avvicinando a N.S. Gesù Cristo attraverso la Santeria, una
religione cubana che fu considerata da Giovanni Paolo II
un'espansione del Cattolicesimo, di cui, conseguentemente, partecipo:
ho già preso le prime ( nuove ) comunioni e mi sono già confessato
diverse volte: potete immaginare quale grande crisi spirituale, non
esente da devastanti possessioni demoniache, io abbia attraversato, ma
ora, i Santi hanno preso il posto degli Dèi e delle Entità Demoniache,
e la mia devozione si volge, dunque, a scalare, verso l'Altissimo.
Vi saluto con amore e con una breve poesia:
Quando: " l'Io devo "
Si imbatte nel suo superamento:
" Io voglio. "
E lo ingloba in un Tutt'Uno,
Solo allora può sorgere:
" Io Sono. "
questa volta, ha definitivamente voltato le spalle a Satana.
Mi sto avvicinando a N.S. Gesù Cristo attraverso la Santeria, una
religione cubana che fu considerata da Giovanni Paolo II
un'espansione del Cattolicesimo, di cui, conseguentemente, partecipo:
ho già preso le prime ( nuove ) comunioni e mi sono già confessato
diverse volte: potete immaginare quale grande crisi spirituale, non
esente da devastanti possessioni demoniache, io abbia attraversato, ma
ora, i Santi hanno preso il posto degli Dèi e delle Entità Demoniache,
e la mia devozione si volge, dunque, a scalare, verso l'Altissimo.
Vi saluto con amore e con una breve poesia:
Quando: " l'Io devo "
Si imbatte nel suo superamento:
" Io voglio. "
E lo ingloba in un Tutt'Uno,
Solo allora può sorgere:
" Io Sono. "
Testo forte
E so invocare e non darmi la morte
U. Foscolo
Un po' prosa, un po' poesia
Non è la mia specialità, un testo forte, a me piace
d'essere semplice, perché uso l'arte per comunicare, e non la
comunicazione per fare arte. Questo perché sono debole, molto debole,
come quando, da ragazzino, frequentavo la scuola dell'obbligo, e
reclinavo la testa sul banco, proprio sopra il braccio ripiegato, come
per cancellare il mondo che mi circondava, eppure, a quell'epoca
dormivo molto, e non studiavo niente. Così debole che ho bisogno di
attaccarmi a catene dopo catene di sigarette, dalle quali traggo
l'energia velenosa che mi sorregge: è un boccaglio per asmatici
dell'anima, una flebo per la sofferenza dell'inerzia, un denominatore
per le cifre dell'autoannullamento.
In realtà, ci fu un periodo in cui mi sentii vivo anch'io, fu quando
frequentavo il liceo classico, al pomeriggio studiavo, o andavo a
giocare a carte, e la sera, una volta alla settimana, mi riunivo con
gli amici per le avventure ai giochi di ruolo: allora ero vivo, e sì,
ero felice, oggi non frequento, né frequenterò mai più, le scuole, le
carte da gioco sono sparpagliate in un cassetto, e al mio tavolo ci si
siede solo più per mangiare; ma quel che è peggio, è che oggi, non
riesco neanche più a leggere, figuriamoci a studiare: le pagine
scorrono lente, gli occhi mi bruciano e lacrimano, e, da ogni
percorso, si fa strada l'intensa percezione della sofferenza.
E' una debolezza che sconfina, spesso, con il desiderio, con
l'accarezzamento del pensiero, ma esclusivamente del pensiero, del
suicidio, ed è un pensiero singolare, perché, più ci si avvicina, e
più si vuole vivere: e di lì che nascono veramente le mie antinomie
dei contrari, le voci demoniache, e quant'altro, persino la mia torre
da mago, che, in realtà, è una torre rovesciata, e che precipita nei
pozzi più neri dell'Inconscio: ma quando sbucci la cipolla, per quanto
tu possa piangere, arrivi sempre al cuore delle cose, ed il cuore è
l'Angelo Guardiano, che é una sorta di Sfera di Luce che si trova nel
plesso solare, poco sotto lo sterno, e che chiamiamo Istinto di
Sopravvivenza, quando in realtà non lo è, è molto di più, è quel
qualcosa che, qualunque cosa avvenga, non si indebolisce mai, e ci
avvolge nel singolare piacere della respirazione, nella gioia di
sentirsi vivi, nella preziosa ed instancabile letizia dell'esserci, a
qualunque prezzo. E se oserai di meditare, per cercarlo, per trovarlo,
anche questa sera, se veramente lo vorrai, lo raggiungerai anche tu, e
dialogherai con lui. Ma, da quel momento, la tua vita si farà molto
più triste.
1.
Arrampicati sopra i crinali della morte,
le aguzze fiere del sillabario ruggiscono
nel silenzio d'ottone dell'estasi, nell'equiparazione
dei contrari ottenuti rovesciandosi i mari nella pioggia
fra le increspature degli scogli, tra le pozzanghere
liberate dai venti e riflesse sopra i secchi dei
Sufi dalla misera tunica di lana, quando si
apre la danza sacra che infrangendo il vetro che
ci tiene intrappolati nello specchio delle illusioni,
rivela il reame alla bellezza, e la bellezza
è un'altra.
E allora si sciolgono i sofisticati sofismi che
ci soffocano, e ci soffermiamo ad ammirare uno
splendore che non è di questo mondo, mentre
spettegola il gallo confidando i suoi segreti solo al sole:
è l'immobile ed eterno andirivieni
tra ciò che vive, e ciò che muore.
2.
Io dipingo la pazzia,
io dipingo la follia che in me
risiede come un matto che si siede
in riva al mare, ed attende
che i suoi flussi ed i riflussi
finalmente poi lo portino a crepare.
E' un serpente che si muove,
striscia dentro la mia mente,
forma un chiasmo, poi uno spasmo,
e procede all'incontrario,
come un solitario verme,
fino a che tutta distrugge
ogni cosa che si strugge,
e non ne rimane niente, proprio dentro la mia mente,
e così scoperchia i pozzi
ed i tozzi tenebrosi abissi della verità.
Ché si celano in quel fondo
ch'é miasmatico e profondo,
quelle cose che non dici,
che paura assai ti fan.
U. Foscolo
Un po' prosa, un po' poesia
Non è la mia specialità, un testo forte, a me piace
d'essere semplice, perché uso l'arte per comunicare, e non la
comunicazione per fare arte. Questo perché sono debole, molto debole,
come quando, da ragazzino, frequentavo la scuola dell'obbligo, e
reclinavo la testa sul banco, proprio sopra il braccio ripiegato, come
per cancellare il mondo che mi circondava, eppure, a quell'epoca
dormivo molto, e non studiavo niente. Così debole che ho bisogno di
attaccarmi a catene dopo catene di sigarette, dalle quali traggo
l'energia velenosa che mi sorregge: è un boccaglio per asmatici
dell'anima, una flebo per la sofferenza dell'inerzia, un denominatore
per le cifre dell'autoannullamento.
In realtà, ci fu un periodo in cui mi sentii vivo anch'io, fu quando
frequentavo il liceo classico, al pomeriggio studiavo, o andavo a
giocare a carte, e la sera, una volta alla settimana, mi riunivo con
gli amici per le avventure ai giochi di ruolo: allora ero vivo, e sì,
ero felice, oggi non frequento, né frequenterò mai più, le scuole, le
carte da gioco sono sparpagliate in un cassetto, e al mio tavolo ci si
siede solo più per mangiare; ma quel che è peggio, è che oggi, non
riesco neanche più a leggere, figuriamoci a studiare: le pagine
scorrono lente, gli occhi mi bruciano e lacrimano, e, da ogni
percorso, si fa strada l'intensa percezione della sofferenza.
E' una debolezza che sconfina, spesso, con il desiderio, con
l'accarezzamento del pensiero, ma esclusivamente del pensiero, del
suicidio, ed è un pensiero singolare, perché, più ci si avvicina, e
più si vuole vivere: e di lì che nascono veramente le mie antinomie
dei contrari, le voci demoniache, e quant'altro, persino la mia torre
da mago, che, in realtà, è una torre rovesciata, e che precipita nei
pozzi più neri dell'Inconscio: ma quando sbucci la cipolla, per quanto
tu possa piangere, arrivi sempre al cuore delle cose, ed il cuore è
l'Angelo Guardiano, che é una sorta di Sfera di Luce che si trova nel
plesso solare, poco sotto lo sterno, e che chiamiamo Istinto di
Sopravvivenza, quando in realtà non lo è, è molto di più, è quel
qualcosa che, qualunque cosa avvenga, non si indebolisce mai, e ci
avvolge nel singolare piacere della respirazione, nella gioia di
sentirsi vivi, nella preziosa ed instancabile letizia dell'esserci, a
qualunque prezzo. E se oserai di meditare, per cercarlo, per trovarlo,
anche questa sera, se veramente lo vorrai, lo raggiungerai anche tu, e
dialogherai con lui. Ma, da quel momento, la tua vita si farà molto
più triste.
1.
Arrampicati sopra i crinali della morte,
le aguzze fiere del sillabario ruggiscono
nel silenzio d'ottone dell'estasi, nell'equiparazione
dei contrari ottenuti rovesciandosi i mari nella pioggia
fra le increspature degli scogli, tra le pozzanghere
liberate dai venti e riflesse sopra i secchi dei
Sufi dalla misera tunica di lana, quando si
apre la danza sacra che infrangendo il vetro che
ci tiene intrappolati nello specchio delle illusioni,
rivela il reame alla bellezza, e la bellezza
è un'altra.
E allora si sciolgono i sofisticati sofismi che
ci soffocano, e ci soffermiamo ad ammirare uno
splendore che non è di questo mondo, mentre
spettegola il gallo confidando i suoi segreti solo al sole:
è l'immobile ed eterno andirivieni
tra ciò che vive, e ciò che muore.
2.
Io dipingo la pazzia,
io dipingo la follia che in me
risiede come un matto che si siede
in riva al mare, ed attende
che i suoi flussi ed i riflussi
finalmente poi lo portino a crepare.
E' un serpente che si muove,
striscia dentro la mia mente,
forma un chiasmo, poi uno spasmo,
e procede all'incontrario,
come un solitario verme,
fino a che tutta distrugge
ogni cosa che si strugge,
e non ne rimane niente, proprio dentro la mia mente,
e così scoperchia i pozzi
ed i tozzi tenebrosi abissi della verità.
Ché si celano in quel fondo
ch'é miasmatico e profondo,
quelle cose che non dici,
che paura assai ti fan.
Iscriviti a:
Post (Atom)