Finalmente credo di aver raggiunto una certa comprensione
dell'insegnamento di Gurdjieff: tutto ruota attorno al concetto di "
ricordare sè stessi ": perché è così importante? In realtà il problema
è che non esiste dimenticanza o trascuratezza, il punto è che noi
dimentichiamo le cose perché, nell'infinità di Io di cui è composta la
psiche umana, uno di essi diverso dal precedente che aveva preso la
decisione è entrato alla " direzione " al suo posto. In questo senso
la cosa più importante è dunque " ricordare ", e che cos'è che l'uomo
ha a disposizione costantemente e che non costituisce una distrazione
se non il suo proprio corpo? Sforzandoci di ricordare noi stessi,
insomma, forniamo energia ad un Io che dovrebbe diventare
predominante, e che costituisce presumibilmente la nostra stessa
Essenza, cercando di sbarrare la strada agli altri Io che non sono
interessati a questo tipo di lavoro, ma vogliono invece riprendere il
controllo della " macchina ".
Il problema risiede nel fatto che per capire una cosa che adesso mi
risulta tanto ovvia, ho dovuto percorrere anni di pratica ( si fa per
dire, in realtà si tratta di un lavoro impressionantemente
difficile ), ipotesi, e tentativi....
giovedì 12 febbraio 2009
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