giovedì 12 febbraio 2009

La mia esperienza come 7=3 Adepto Esente

Come sapete, recentemente ho proceduto all'Iniziazione a 7=3 Adepto
Esente, mediante il Rituale di Autoiniziazione " Liber Pyramidos ".
Questo scritto è rivolto sia all'indagatore, che voglia farsi un'idea
dei fenomeni magici, specialmente a livello psicologico, in base
all'esperienza altrui, sia a chi, essendo io stato recentemente molto
contestato in questo ambito, voglia decidere, in base alle risultanti
specifiche, della mia sincerità nel percorso nonché degli effettivi
risultati, insomma, questo scritto è per tutti, ma essendo la Magia,
per sua stessa natura, non priva di una certa quantità di autoinganno,
si invita il lettore a non conferire alcun criterio di validità
oggettiva a questo resoconto, ma invece a decidere autonomamente e
personalmente di quanto vi troverà scritto.
Terminata l'introduzione, occorre dire che il Grado di 7=3 è
totalmente un passaggio autodistruttivo, sia a livello oggettivo, che
soggettivo, in altri termini, il raggiungimento di questo traguardo
comporta un momento di totale deiezione, l'attimo in cui si sceglie
spontaneamente, per così dire, ma con un grande criterio di
inesattezza, di scagliarsi nel bel mezzo dell'assedio qliphotico.
In questo senso, dunque, si perde qualunque tipo di conseguimento
ottenuto, nonché ogni punto di riferimento, da ogni punto di vista,
magico, spirituale, materiale, etc.Insomma, è come premere il tasto "
reset ", sprofondando nella più assoluta vacuità ed angoscia.
Dal punto di vista oggettivo, invece, ovvero a riguardo del mondo che
ci circonda, tutto sembra essere tornato al punto di partenza,
esattamente come se non avessimo fatto nulla per migliorare le cose, e
migliorare noi stessi, semmai, si nota una sfumatura di peggioramento,
per usare un eufemismo.
Dal punto di vista personale, invece, tornano ingigantite le
componenti psicologicamente più instabili della personalità, nel mio
caso, quel " desiderio di allontanarmi da qualunque posto io mi trovi
" sembra essersi fatto più insistente, se non la mia attuale unica
ragione di vita.
Solo vivendo una situazione di questo tipo, si può esattamente
comprendere per quale motivo il Grado 7=3 è anche definito quello del
" Figlio dell'Abisso ".
Non solo, ma non è detto che chi venga a trovarsi in una situazione di
questo tipo sia poi anche capace di uscirne; chi arriva a questo punto
si trova letteralmente all'interno dell'Abisso, ora tutto dipende se
avrà le forze, ma soprattutto se avrà la volontà per uscirne, oppure
se preferirà lasciarsi trascinare e abbandonarsi, per così dire,
all'autoannullamento spirituale. Mai la sensazione del bivio mi è
stata così presente in tutto il mio percorso magico. Molto forte è
anche la tentazione di intraprendere altri sentieri di ricerca
spirituale, non a caso mi sto attualmente studiando, tra gli altri, i
video di Marylin Manson e gli scritti di Diane vera, inoltre, per la
prima volta nella mia vita ho sostituito al mio collo il Pentacolo
della Dea con il Pentagramma Inverso, che personalmente chiamo il "
Simbolo dell'Amarezza ".
Inoltre, quei Rituali che ho sempre affrontato con entusiasmo e
passione ora li intraprendo con un senso di svogliatezza e di
indifferenza, e non è difficile che mi dimentichi, o che proprio
eviti, di praticarli.
Se riuscirò ad aggrapparmi e ad uscire, per giungere al grado di 8=4
Magister Templi, bene, in quel caso proverò a costruire una nuova
Tradizione della Wicca, ma nulla esclude che voglia finalmente
riposarmi e fermarmi qui, il che potrebbe essere anche una scelta
possibile.
In ultimo, dovessi scegliere un motto per il Grado 7=3, direi: - E chi
se ne frega...
D'altronde, nulla esclude che questo sia soltanto un momento difficile
e temporaneo.

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