sabato 14 febbraio 2009

Il verbo " Esse "

Anche nella formulazione latina del verbo " Essere " troviamo la
stessa significativa realtà che, a suo tempo, trovammo analizzando le
più importanti opere letterarie e religiose del nostro passato.
Che il verbo sia formulato specularmente, è di per sé evidente, ma non
solo, analizzando più nel dettaglio: " Es-Se ", ovvero troviamo la
formulazione freudiana dell'Es, o dell'Inconscio, ossia corrispondente
al Non-Io, ingeneratore, nell'uomo, di pulsioni, desideri od
avversità, in contrasto con il " Se ", ossia, indirettamente, all'Io,
visto in una prospettiva generale, e quindi in terza persona
singolare, creando un interessante gioco di equilibri e contrasti in
una semplice parola. Possiamo quindi specificare che l'Es è l'altro da
Sé, oppure, se preferiamo, che il Sè è il contrario dell'Es, o l'Es
visto a rovescio, infatti, il desiderio è il contrario generalmente
inteso del possesso, fomite di nevrosi a causa del suo ribaltamento
nell'ambito della coscienza umana, e, conseguentemente, possiamo
arrivare ad aggiungere che l'Inconscio è il contrario del Conscio,
oppure, il Conscio visto specularmente, il che, in ultima analisi, è
la ragione della necessità dell'ipocrisia.
Ma l'analisi non finisce qui: vediamo infatti che la parola è formata
da due lettere, una vocale ed una consonante: la " S ", che
simboleggia il serpente, e conseguentemente l'Ouroboros, e la " E ",
che , di fatto, è un tridente, il quale, a sua volta, è il simbolo
attribuito ad Atlantide.
A questo punto, ci accorgiamo che, anche qui, esiste la necessità di
un ribaltamento, in quanto questo verbo sottende la realtà ordinaria
dell'uomo: supponiamo che le " S " siano dei Cerchi che sono stati
liberati, trasformandosi nelle corde di un arco, pronte a scagliare un
tridente, o, se preferiamo, una freccia ( il che poi potrebbe anche
corrispondere alla nascita, dacché la vita dell'uomo in Terra non è
eterna, come potrebbe significare un cerchio, ma breve e disagiata e
ricca di asperità, come appunto significa una serpe, non solo, ma si
alza in volo piena d'energie, e ricade indebolita e stanca, proprio
come una freccia ), e ribaltiamo una sillaba a piacere del verbo: a
questo punto, le frecce non vanno più nella stessa direzione, l'Io non
è più schiavo del Non-Io, ma gli volta le spalle, ovverosia, domina le
passioni, facendosi padrone di esse ( appunto ^,^ ), e rendendosi, già
in Terra, divino, il che, in ultimo, non è che il messaggio datoci dai
più illustri filosofi, da Platone a Friedrich Nietzsche.
Abbiamo già visto in numerose occasioni come si compia questo
artificio e quindi non è il caso di ritornarvi in questa sede.
Il verbo " Esse ", dunque, riflette pienamente la realtà dell'essere e
dell'uomo, e la sua analisi spiega le Parole ricevute da Mosé: - Io
sono Colui che sono. - Ovvero: - Io sono l'Essere. - Non solo, ma tale
concezione, in ultima analisi panica, della realtà, fu già
perfettamente esplicitata dagli Atlantidei nel simbolo del Tridente
( attivo ) dentro il Cerchio ( passivo ), prima generazione storica, o
presunta tale, del Tao.

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