Aleister Crowley aggiunse una " k " al termine della parola inglese "
magic " sia per distinguere l'Arte dalla prestidigitazione, sia per
sottolineare ( " k " è l'iniziale di kteis ) l'importanza
dell'elemento femminile nella pratica di essa, nonché quella delle
funzioni fisiologiche, particolarmente sessuali.
Noi non possiamo aggiungere una " k " finale al termine magia ( a meno
che non vogliamo scrivere " magiak ", il che non avrebbe molto
senso^.^ ) e quindi, sinora, nelle traduzioni italiane dell'opera di
Crowley il termine è sempre stato lasciato invariato.
Tuttavia, la " M " è rispondente, in senso cabbalistico, al mare, e
quindi all'acqua, ossia all'elemento in primo luogo generatore della
vita e quindi necessariamente femminile.
Evidenziando dunque la " M " con la maiuscola, nel termine " Magia ",
otteniamo un perfetto rendimento, nella nostra lingua, del termine
inglese " magick ", ormai pressoché comunemente utilizzato.
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