La figura di Lucifero, in tale contesto, non va sicuramente
identificata come principio maligno, ma come principio di libertà e di
conoscenza.
Cominciamo da questo importantissimo estratto di una lettera di
Aleister Crowley a Charles Stanfield Jones, ossia il suo figlio "
magico " Frater Achad:
" Il rituale che hai allegato è molto bello... Spero che lo ripeterai
sempre, diciamo alla luna nuova o al plenilunio, per accumulare una
forza costante. Per equilibrarlo dovresti avere anche un rituale
solare da eseguire ogni volta che il Sole entra in un nuovo segno, con
cerimonie speciali in occasione degli equinozi e dei solstizi. In
questo modo potrai stabilire un culto regolare e, celebrando questi
riti in modo veramente magico, creerai un vortice di forza che
risucchierà tutti coloro che vorrai. I tempi sono maturi per una
religione naturale. La gente ama i riti e le cerimonie ed è stanca di
dèi immaginari. Insisti sui benefici reali del Sole, della Forza
Madre, della Forza Padre e così via; dimostra che, celebrando
adeguatamente questi riti, i fedeli si uniranno più compiutamente alla
corrente della vita. Che la religione sia gioia, e il suo unico
dolore, un dolore dignitoso e sereno, sia nella morte, e considera
quest'ultima come come una prova, un'iniziazione. Non sorvolare sui
fatti ma trasformali nell'Athanor della tua estasi. In breve, sii il
fondatore di un nuovo e più grande culto pagano nella bellissima terra
in cui hai scelto di vivere. In seguito potrai aggiungere altre feste
del grano e del vino e altre cose utili, nobili e ispiratrici. "
La citazione è tratta da La Bestia 666, autore John Symonds, Ed.
Mediterranee, nella traduzione di Andrea Tranquilli, curato da
Sebastiano Fusco, pag. 208.
Queste meravigliose parole, scritte dall'uomo che ha ispirato e
modificato tutto l'occultismo moderno, dalla Wicca ai culti tiphoniani
fino al Satanismo, non lasciano dubbi su chi sia il reale ispiratore
della nostra religione; d'altronde, così come Crowley, anche Lavey non
riconosce l'esistenza del diavolo, e non diversamente la Wicca, ma è
anche vero che Lucifero ama nascondersi, e che se non lo veneriamo ciò
non implica che non sia l'ispiratore di almeno alcuni dei nostri
contenuti.
Altre somiglianze con la dottrina di Crowley:
Fa' ciò che vuoi sarà tutta la Legge
Liber Legis
Fa' ciò che vuoi finché non fa male a nessuno
Motto Wiccan
L'Amore è la Legge, l'Amore sotto il dominio della Volontà
Liber Legis
L'Amore è la Legge, l'Amore è il vincolo
Motto Wiccan.
Inoltre, nel rituale di molte congreghe si ritrovano accenni ad usi
appartenenti al Vama Marg, come i baci suben precisi punti del corpo,
tra cui gli organi genitali, allo scopo di formare il Pentacolo per
risvegliare i chakra ( chiaro esempio di Magia Sessuale di base ), e
la presenza del Pentagramma Inverso, sia pure come segno di bando o di
appartenenza, se non ricordo male, al secondo livello.
Infine, se l'O.T.O. non è una istituzione Wiccan, è anche vero che
molti Wiccan ne fanno parte, accettando quindi implicitamente il Liber
Legis secondo il quale Crowley cercò di improntare tale
organizzazione.
Contenutisticamente parlando, inoltre, i piani di studio magico
dell'O.T.O. e della Wiccan sono molto simili, nel primo caso,
attraverso lo sviluppo dell'intuzione e dei poteri psichici, si cerca
di raggiungere la conoscenza di, e la conversazione con, il Santo
Angelo Guardiano, nel secondo caso, attraverso mezzi molto simili, si
cerca il contatto con gli Dèi, che potremmo vedere come manifestazioni
dello stesso principio, ma in altre forme.
In ultima analisi, il luciferino Liber Legis era troppo criptico e
determinato nelle sue concezioni per poter essere proposto come un
nuovo testo sacro così come tentò Crowley, ed era dunque necessaria
una seconda strada, allo scopo di agevolare quel cambiamento eonico
che, di fatto, si sta realizzando, come è vero che, mentre la Wicca
continua a diffondersi in America, in Italia il legame del popolo con
la Chiesa di appartenenza sembra farsi sempre più rigido,
tradizionalista e determinato, proprio in quanto si tratta di una
risultante del Vecchio Eone che intende rimanere abbarbicata alle
proprie roccaforti.
La seconda strada è la Wicca, ovvero una via che ammorbidisce ed
alleggerisce il luciferino Liber Legis senza per questo dimenticarlo,
e richiamandolo in modo da poterlo sussumere, un po' alla volta, nel
corso, forse, dei decenni.
D'altronde le potenze naturali che noi invochiamo, come le Fate o le
Salamandre, erano ben presenti già nei sistemi della Golden Dawn che
in quello di Crowley, e quindi, anche dal puinto di vista rituale
l'affinità e evidente ( anche se in questo è opportuno sottolineare
come, in fin della fiera, la Magia sia quella... ).
Ma in quale altro modo possiamo riconoscere il lume luciferino nella
nostra religione: nella ricerca della conoscenza di sé, del
conseguente sviluppo psichico, e conseguentemente della propria
autodeterminazione ( che consiste nel non rinnegare il cosiddetto
peccato originale, ma nell'essere ogogliosi della scelta di
autodeterminazione fatta da Adamo ed Eva, sia pure metaforicamente
parlando, e nel tornare a compierla ogni giorno, assaporando i frutti
dell'Albero della Conoscenza, e, perché no, bramando i frutti
dell'Albero della Vita ), nel prvilegiare un rapporto paritario tra i
sessi ( Lucifero non tentò la donna perché più " debole " o perché più
" contaminabile ", ma perché più " recettiva " e " sensibile ", e
quindi più facilmente desiderosa d'indipendenza ), e nella ricerca di
un rapporto gioioso con la vita, e non di sofferenza e di
autopunizione alle quali le religioni dei Vecchi Eoni ci hanno
abituati.
Reclamando noi la nostra indipendenza dalla concezione, appunto,
autopunitiva e sofferente che si è tramandata nei secoli, nessuno ci
impedisce di inalberare sul nostro stendardo il simbolo liberatore e
santificatore di Lucifero, inteso come lo Spirito che alita in qualità
di essenza del Dio e della Dea, manifestazione più alta della
creatività e dell'indipendenza dell'uomo, e della donna, allo scopo di
spiegare nel modo più dettagliato quale sia il nostro ideale di vita,
che è quello di diffondere gioia, armonia e amore, e non sicuramente
autorepressione e sofferenza.
Scritto nel nome di Cernunnos e Aradia, con affetto.
giovedì 12 febbraio 2009
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