" Tu credi perché hai veduto, e sarai ricompensato, ma considera
quanto maggiormente verranno ricompensati coloro che avranno creduto
senza avere visto ".
Dai Vangeli ( citato a braccio ).
Credo che questo volume, concernenente l'Illuminazione da un punto di
vista yogico, fortemente raccomandato da Israel Regardie, e, a mio
avviso, davvero esauriente, dovrebbe trovarsi sugli scaffali di ogni
occultista sinceramente interessato alla materia; esso è, tra l'altro,
corredato da un'introduzione redatta da un importante psicanalista di
scuola jungiana.
Il volume ci spiega che, anche se riuscirete nel migliore dei modi
nelle vostre pratiche esoteriche, i vostri problemi nella vita saranno
gli stessi, come anche i successi e i fallimenti, le riuscite e le
delusioni etc., sia perché non si può cambiare il proprio passato, sia
perché, per dirla esplicitamente, non riuscirete mai a materializzare
montagne d'oro o a volare a cavallo di un pegaso sopra i tetti della
città ( a meno che, naturalmente, non vi identifichiate totalmente con
il protagonista nella lettura di un romanzo fantasy ^.^ ).
Ma allora, la montagna ha partorito un topolino? Non direi; già la
semplice costruzione di un Tema Natale, se ben fatta, vi invita a
considerare che il vostro percorso era, e non poteva essere, che
quello, e risulta più facile poi inquadrare la vostra attuale
esistenza in un contesto più generale che ha a che fare con la storia
dello Spirito o Sè superiore, inoltre, un raggiungimento più completo
della Conoscenza permette di comprendere ( proprio nel senso di
assorbire spiritualmente, piuttosto che nel senso di una risoluzione
dialettica ) realmente che c'è qualcosa al di là del corpo, forse
addirittura al di là dell'anima, qualcosa che assorbe le sue
esperienze secondo una strada che, almeno nelle linee generali, è già
fissato fin dalla nascita, e, considerato che questa ha sempre,
chiaramente, una datazione ben precisa, direi anche prima.
Insomma, vuol dire giungere a comprendere il nostro rapporto con Dio,
con il mondo, con i nostri simili, non facendo scaturire la
Conoscenza dalla Fede, ma la Fede dalla Conoscenza, vuol dire prendere
d'assalto le porte dei Cieli, ed ottenere qui quella ricompensa che ci
era stata promessa oltre i cancelli chiusi della materia.
Questa è propriamente la Conoscenza cui si allude nel celebre volume
gnostico " Pistis Sophia ", e cioè appunto " Fede Sapienza ". Ed è
altrettanto chiaro che arrivarvi è, da un punto di vista teologico
canonico, non sicuramente un peccato, ma comunque un demerito, come lo
stesso episodio dell'apostolo Tommaso ci costringe a riconoscere.
Ma perché è un demerito? E in cosa consiste questa ricompensa?
L'Illuminato sa, come ben è redatto nel Liber AL vel legis, che tutti
gli avvenimenti concernenti la nostra esistenza, piacevoli o
spiacevoli, tristi od estasianti, sono ombre fugaci, come è ben
testimoniato dalla caducità proprio dello stesso corpo: egli diventa,
nondimeno che nelle religioni tradizionali o della " Via della Mano
Destra ", se si raggiungono i massimi livelli del misticismo,
paragonabile, da un punto di vista pratico, ad uno zombie, il che non
vuol dire che non si debba occupare delle questioni materiali, ma che
darà ad esse la considerazione che meritano " perché non si possono
servire due padroni, o si serve Dio, o si serve Mammona " ( come
esprime bene la massima tantrica: " Il corpo continua le sue
occupazioni, ma l'anima, allontanatasi dalla sua ragnatela, è andata a
volare altrove " ), o ad un folle, tanta è la poca considerazione che
ha per le cose materiali ( d'altronde i Sufi eccelsero, ed eccellono,
per attività dal carattere meramente spirituale, quali la Poesia, il
Diritto, la Filosofia, etc. ), possiamo esprimere lo stesso concetto
con la nota massima di Seneca: " Grande è chi tratta i vasi d'oro come
se fossero di creta, ma non lo è di meno chi tratta i vasi di creta
come fossero d'oro ".
Egli diventerà dunque straordinariamente amorevole verso il prossimo
proprio perché vedrà negli altri un simbolo di questa pregnanza
metafisica, e non giudicherà più il comportamento altrui, o comunque
perdonerà necessariamente, perchè capirà che il suo prossimo poteva
svilupparsi in quel modo, e soltanto in quel modo ( come ci spiega
bene Gesù Cristo: " Non giudicate, se non volete essere giudicati " ),
esattamente come è stato il suo caso.
Vedrà inoltre i suoi difetti e le sue mancanze, passati e futuri,
avendoli sempre di fronte a se stesso, e si accorgerà di come, passati
magari mesi dall'ultima occasione, ritornerà nello stesso
comportamento sbagliato, nello stesso...peccato, e capirà quanto sia
difficile correggersi, e questo lo porterà ancora più facilmente ad
amare e perdonare gli altri.
Ma per quanto possa essere difficile, egli, giorno per giorno, spinto
dalla Conoscenza ormai acquisita, lotterà e concentrerà la Volontà
propria, per farsi Angelo tra gli uomini, e per farsi perdonare il suo
demerito spirituale, e saprà che il suo campo di battaglia è la terra,
e la sua ricompensa è oltre di essa, ed è già presente in lui, così,
dentro di lui crescerà un Amore invincibile, ed esso si trasmuterà
nell'oro filosofale di un'intramontabile Gioia, perché:
L'AMORE E' LA LEGGE
L'AMORE SOTTO UNA FORTE VOLONTA'
giovedì 12 febbraio 2009
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