E così, in seguito alla morte, le anime raggiungono la Luna, laddove
passeranno miliardi di anni attendendo in forma di minerali.
G.I. Gurdjieff, I racconto di Belzebù a suo nipote
Le anime dei morti si staccano dal corpo, e rimangono per lungo tempo
presso il proprio sepolcro, prima di dissolversi del tutto.
G.I. Gurdjieff, Op. cit.
L'unico motivo per cui deve interessarci questa esposizione relativa
alla Luna è perché proveniente da una mente superiore.
P.D. Ouspensky, La Quarta Via
La luna ha fame.
P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto.
Come sapete, non ho una grande idea dell'insegnamento del Gruppo di
Ur, in effetti, esso manca dell'organicità, della sistematicità, e
della solennità appartenenti ad ordini quali la Golden Dawn. Inoltre,
i vari testi sono raffazzonati e passano dalla meditazione
all'ermetismo, dalla storia alle pratiche magiche, senza alcun filo di
conduttore apparente, per essere poi addirittura permeati, qui e là,
di un certo snobismo aristocratico.
Tuttavia, bisogna riconoscere che, qui e là, alcuni spunti sono
veramente illuminanti, come questo nel quale, attingendo al divino
Plutarco, Varia sembra finalmente, e, a quanto pare,
inconsapevolmente, esporci il più probabile dei significati a
proposito dell'insegnamento più controverso e sinistro di Gurdjieff,
che lo stesso Ouspensky sembra non aver mai compreso, o saputo
esporre, nella pienezza del suo significato, ascoltiamolo:
" Ancora a proposito della dottrina dell'oltretomba, vogliamo far
cenno ad un testo classico poco conosciuto, che è fra i più espliciti
in ordine al problema (...). E' un trattato minore di Plutarco che
s'intitola de facie in orbe lunae.
Qui la base è la tripartizione dell'essere umano in corpo, anima e
mente. Come anima va inteso l'insieme delle facoltà affettive e
intellettive dell'uomo ordinario, mentre come mente ( nòus ) si deve
propriamente considerare il principio supernaturalistico della
personalità, che di rado affiora nella vita comune, tanto che può
darsi che se l'uomo sa di un'anima, egli quasi ignora che cosa sia il
Nòus, lo spirito in lui. Mentre la natura dell'anima è lunare, quella
del Nòus è solare e uranica.
( Possiamo dunque considerare, in base all'esposizione, il Nòus
esattamente come l'Augoeides, il Sè superiore, il Santo Angelo
Guardiano, od in qualunque altro modo sia stato definito nel corso dei
tempi o delle esposizioni ermetiche, NdR )
Ciò presupposto, Plutarco riferisce la dottrina secondo la quale per
l'uomo vi sono due morti. L'una avviene sulla terra e nel regno di
Demetra, essendo quella che si verifica quando il corpo si stacca
dagli altri due principii e ritorna, come cadavere, alla Madre Terra,
di cui, secondo questa interpretazione, Demetra è la dea. In una fase
successiva interviene però la dissociazione del complesso anima-mente;
tale è la seconda morte, che non accade sulla terra ma,
simbolicamente, nella luna e nel segno di Persefone; l'anima stessa
allora si stacca dal principio propriamente spirituale e
superpersonale, dal Nòus, e viene riassorbita nella sostanza vitale
cosmica, da intendersi propriamente come quella che è radice delle
esistenze caduche soggette al destino di morte e di rinascita nel "
ciclo della generazione ". Infatti l'insegnamento riferito da Plutarco
ha una corrispondenza esatta con quello indù, il quale lo specifica
nel senso di opporre, al destino di coloro che vanno oltre, il destino
di quelli per cui la seconda morte rappresenta in un certo modo la
fine - la fine dell'esistenza individuale. Questa seconda possibilità
si lega al cosiddetto pitr-yana, parimenti connesso, nell'insegnamento
indù, al simbolo lunare, alla sede della luna; coloro che percorrono
questa via conseguono la " sede della luna ", in cui sono riassorbiti,
quasi nei ceppi di nuove nascite caduche.
Il riassorbimento dell'"anima" e quindi la cessazione del principio
cosciente individuato di natura semplicemente umana può richiedere
anche lungo tempo. Plutarco dice che nella " luna " - cioè in questa
fase di esistenza intermedia che precede la seconda morte - l'anima
può conservare, a guisa di ricordi e di sogni, quanto fece parte della
sua esistenza terrestre. Non solo, in essa possono continuare ad agire
tendenze, passioni, impulsi, quando questi ebbero una speciale
intensità in esseri assai attaccati alla terra e alla vita. Nel qual
caso il riassorbimento dell'anima nel segno di Persefone è ritardato.
Ciò costituisce una circostanza favorevole per coloro pei quali la
seconda morte è il termine del loro itinerario postumo, perché
assicura ancora una certa sopravvivenza individuale. Invece per coloro
in cui il disciogliersi del Nòus dall'anima, il purificarsi del primo
dalla seconda rappresenta la condizione per andar oltre, ciò significa
un arresto, un vincolo, la seconda morte condizionando il
conseguimento della liberazione, della " rinascita in alto ". Con la
nuova dissociazione, che vi corrisponde, il principio puramente
intellettuale passa oltre la sfera lunare, il che vale quanto dire la
sfera del cangiamento, dell'"alterazione", del divenire, e s'integra
nel principio che è coessenziale alla sua natura, simboleggiato dal
sole. Perché solare, come si disse, è la natura del Nòus, lunare
quella dell'anima. Coloro che pervengono ad una tale realizzazione son
chiamati da Plutarco i " vincitori ", cui è propria " la corona degli
iniziati e dei trionfatori ". (...) "
Integrando, come è d'uopo, un insegnamento con un altro si rimane
generalmente basiti dalla concordanza e dalla conciliabilità delle
posizioni dell'occultismo, proveniente da ogni tempo o luogo, ma
rimane il dubbio se tale accordo ( purchè preso nelle linee generali,
perché, se si avvicina la lente d'ingrandimento, si cominciano ad
intravedere notevoli discrepanze, anche filosofiche, tra l'una scuola
e l'altra, portiamo l'evidente esempio della Golden Dawn e della
Thelema ) sia fomite di effettiva verità, o di una comunque non
indifferente antichità degli insegnamenti, o, addirittura, di entrambe
le cose ( ma la seconda si può, di fatto, ormai dare per scontata ).
I testi riportati nell'incipit sono citati a braccio e sussiste una
certa insicurezza sulle reali attribuzioni di uno o due dei testi
( fatta salva, però, quella degli autori ).
Il testo è tratto da:
Gruppo di Ur
Introduzione alla Magia, 3rzo voll.
Ed. Mediterranee
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento