Questi appunti non vogliono in alcun modo farsi considerare delle
certezze o degli assoluti, sono semplicemente delle ipotesi
investigative sulle quali confido in un contributo intelligente ed
istruttivo.
Dunque, la mia ipotesi è che gli antichi alchimisti avessero scoperto
la Legge che sta dietro al principio che oggi chiamiamo " evolutivo ",
ma in modo più profondo, una verità più completa, tale da essere
applicato, naturalmente alle erbe, ma anche ai metalli, e
conseguentemente, almeno a mio avviso, di necessità anche alle pietre,
e che quindi la trasmutazione sia realmente possibile.
Proviamo ad analizzare più appropriatamente uno schema di questo "
principio evolutivo ":
Mondo della vita ( princìpi aristotelici ): anima vegetativa, anima
sensitiva, anima razionale.
Aggiungiamo tecnicamente un'anima " minerale " o dei " metalli ",
arrivando, si può dire, al panteismo.
Mondo della vita ( princìpi alchemici ): anima minerale, anima
vegetativa, etc.
Se noi analizziamo il mondo delle piante, resta un fatto che esse
hanno un principio di anima sensitiva ( se avvicinate ad esse un
fiammifero acceso, ad es., si spaventano ); non diversamente, il mondo
animale possiede un principio di anima razionale ( gli scimpanzé, ad
es., è risaputo come sappiano imparare e dipingere ), l'uomo, infine,
corona della creazione, possiede tutte queste possibilità, ed è in
grado, condizioni di vita e di tempo permettendo, di svilupparle. )
Sappiamo che il principio evolutivo permette di fatto un cambiamento
di forma, ma la sostanza, in ogni caso, rimane la stessa, volendo
essere formalmente scorretti ( in quanto il Noumeno è univoco ) ma
efficaci, potremmo isolare il genere " homo " e sostenere con fermezza
che proprio la categoria " homo ", nelle sue varie accezioni, implichi
la sostanza del genere, tendente al miglioramento.
La sostanza del metallo è il metallo, la sostanza della pianta è la
pianta, la sostanza della pietra è la pietra ( e qui mi scuso per
queste apparenti tautologie ), ma volendo supporre, ad es., che
l'evoluzione della pietra sia basata sulla durezza di essa, se ne
arguirebbe che la pietra più " evoluta " è il diamante, e che, quindi,
attraverso procedure alchemiche da riscoprire, anche la pietra più
grezza sarebbe di fatto trasmutabile in un diamante.
Ma qual è, di fatto, questo principio evolutivo? Chiaro che siamo
ancora all'inizio del percorso, così come è chiaro che le specie
viventi si basano sulla genetica, mentre il resto della materia no,
tuttavia, è pur vero che la modificazione genetica ( intesa in senso
ereditario ) avviene generalmente dopo, e non prima, che le condizioni
ambientali siano cambiate, e che quindi occorre un meccanismo esterno
ad essa che la faccia scattare.
Non potremmo, dunque, volendo credere alle trattazioni alchemiche,
parlare di una " genetica dei metalli ", legata ad una qualche Legge
propriamente scientifica ancora da riscoprire, che permetterebbe una
trasmutazione, ed un miglioramento potenziale, di essi in base ad un
cambiamento dell'ambiente esterno, che in Natura agirebbe sul
lunghissimo periodo? E non potremmo anche dire che la ricerca, la
comprensione e l'attivazione di questa legge permetta anche un
miglioramento spirituale dell'alchimista, legato principalmente al
cambiamento stesso dell'ambiente che l'Operazione in se stessa
comporta, nonché all'opus alchemico? ( Lavoro, meditazione, preghiera,
etc. ) Il quale, d'altronde, comporta a sua volta una modifica
interiore ed ambientale dell'operatore: insomma, un'immedesimazione
nell'Uno-Tutto e nel suo operare.
Per ora, mi pare di poter formulare questa ipotesi, e prego il Cielo
che possa io riconoscermi nel giusto e poter portare avanti le mie
ricerche fino all'effetto voluto:
IPOTESI SULL'ALCHIMIA
Esiste una Legge di mutazione delle forme che, muovendo dal Noumeno
( agente spirituale singolo del Tutto, o complesso delle Leggi del
Cosmo ) stimolato in seguito ad un cambiamento di polarità ambientale,
o quintessenza ( motivato generalmente dall'estrinsecazione delle due
forze, Yin e Yang, Dio e Dèa, etc. ), procede ad una trasformazione,
coincidente sul lungo periodo con un miglioramento generalmente
potenziale, del Fenomeno ( entità materiale oggettivamente plurale del
Tutto ).
Il problema, ammesso che l'ipotesi sia corretta, è come interagire
alchemicamente con questa Legge, che sembra essere legata non solo al
piano materiale ( chimica ordinaria ), ma contemporaneamente ad esso
ed al piano spirituale ( alchimia ). L'unico modo per operare,
insomma, sembrerebbe essere quello di agire sui due piani. Ma come
estrinsecare la spiritualità in quella che, diversamente, sarebbe solo
una semplice operazione chimica, per altro di dubbia riuscita?
Insomma, per parafrasare G. Orwell:
Capisco come [ o almeno spero ],
Ma non capisco in che modo.
giovedì 12 febbraio 2009
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