Amore era un uomo molto intelligente e sensibile, ma assai povero, che
viveva da solo nell'alta Italia presso un condominio di Cristiani. I
Cristiani non avevano mai convinto molto Amore, perché si era accorto
dell'effetto devastante che, sui loro corpi, aveva l'effetto della
negazione del piacere: essi ingrassavano, e, per quanto badassero
molto all'igiene e alla pulizia, erano sempre molto sudati, i loro
occhi, man mano che passava il tempo, assumevano un'espressione via
via più odiosa, che trovava il compimento nell'età più anziana,
corrispondente al peggiore stato dell'anima, per la quale, pur
tuttavia, queste persone esigevano il massimo rispetto, si
consideravano inoltre generalmente superiori agli altri proprio per i
sacrifici che avevano fatto, e che, in ultimo, li avevano portati alla
loro realtà, privandosi al massimo del piacere e delle possibili
soddisfazioni: forse era per questo che il Cristianesimo era
particolarmente diffuso nei ceti sociali della piccola borghesia, del
proletariato, e del sottoproletariato, per i quali queste pratiche non
rispondevano certamente a un possibile vanto, ma ad una necessità
economica.
Amore aveva fatto anche lui i suoi sacrifici, ma per mettere a frutto
nella società la sua intelligenza, laureandosi in Storia e Filosofia:
solo più tardi si accorse che nessuno voleva il suo Greco e il suo
Latino, ma che si cercavano contabili e ingegneri, e anche questi,
spesso, facevano fatica a trovare il proprio posto di lavoro, ma Amore
seguiva con ardore i princìpi della civiltà umana, perché era uno che
si accontentava, e così fece molti lavori: pulì l'immondizia dalle
strade, pulì i cessi di un'importante funzionario di un'azienda
multinazionale, e, a questo proposito, bisogna dire che, a suo tempo,
egli commise una scorrettezza: infatti defecò nientemeno che nel bagno
personale del funzionario, e dopodiché, prima di tirare lo sciacquone,
avvolse con la sua laurea il prodotto del suo lavoro intestinale, poi,
uscito di corsa dal luogo del peccato, perché era subentrato il timore
di essere scoperto nell'aver gustato quel frutto proibito, e si
rivestì in fretta, per non essere costretto a mentire sulla sua
nudità, e quindi, raggiunto uno specchio, si guardò attentamente, e
poi, si mise a piangere.
Per queste ragioni, Amore era molto povero, e viveva solo perché aveva
avuto il coraggio di lanciarsi con grande immediatezza nella
costruzione del suo futuro, o meglio, non proprio solo, perché la
grande consolazione di Amore era un cane, che si chiamava Psiche, e
sul quale Amore aveva riversato tutti quei torrenti di affetto di cui
la società non solo gli ostacolava, ma addirittura gli impediva
l'espressione.
Psiche era un cane molto sfortunato: aveva avuto un'ernia del disco a
cinque anni, e, per curarla, Amore aveva speso gran parte di quei
risparmi che aveva raccolto con tanta parsimonia, l'operazione non
aveva avuto un grande successo, e così Amore si impegnò
nell'assisterlo personalmente, e spese quanto gli rimaneva del suo
denaro per pagare le fisioterapie che avrebbero permesso al cane di
guarire in modo quasi miracoloso, perché le zampe posteriori finirono
per muoversi per riflesso condizionato sul movimento di quelle
anteriori, e così il cane fu salvo: certo, non avrebbe mai più corso
né saltato, però, grazie all'affetto di Amore, era felice, e,
soprattutto, era autosufficiente: i sacrifici di Amore questa volta
non furono vani, e gli permisero di tenere con sé Psiche ancora a
lungo.
Molti anni dopo, tuttavia, il povero Psiche era ormai diventato
vecchietto e infermo, e, ogni tanto, gli scappava qualche goccina di
pipì, che Amore provvedeva sempre a pulire, forse per distrazione,
perché non era un uomo cattivo, ma aveva tanti impegni e così tante
difficoltà, con un fazzoletto profumato , ma questo non fu sufficiente
per i condòmini che vivevano con Amore, i quali, appoggiandosi alle
leggi cristiane, pretesero che si pulisse con acqua e conegrina:
diversamente, infatti, sarebbe stata richiamata un'impresa di pulizie
che avrebbe dovuto lavorare esclusivamente a causa delle necessità
fisiologiche del cane, ed il prezzo sarebbe stato troppo elevato per
le povere finanze di Amore, il quale, quindi, si sarebbe visto portare
via Psiche per sempre.
Perché dovete sapere che i Cristiani gli animali li odiano, e infatti
l'Italia, sede del Vaticano, è il primo paese al mondo per le violenze
contro gli animali, ma sono sempre pronti ad ingolfare il mondo con i
loro bambini, specialmente se non hanno i mezzi per nutrirli, per
vestirli, o addirittura per provvederli di un'educazione, tant'è che
in Brasile, il primo paese al mondo per diffusione della religione
cattolica, i bambini vengono fatti nascere e poi scaraventati per le
strade affinché possano essere preda prima degli altri bambini, poi
del fango, poi del successivo avvoltoio, e infine di un maniaco o di
un pedofilo: il che, in ultima analisi, significa che i Cristiani,
seguaci di una religione della Violenza e della Morte, che porta come
suo stemma un simbolo di sofferenza e di tortura, odiano anche i loro
bambini.
Amore, comunque, si impegnava nell'amare il suo prossimo, e, quando
seppe della notizia all'assemblea condominiale, si scusò con tutti i
presenti, e garantì che avrebbe procurato di pulire anche quelle poche
goccine di pipì con acqua e conegrina, così come gli era stato
richiesto, e si allontanò nell'approvazione di tutti.
Tutto sarebbe andato bene, ma Amore scoprì di essere allergico alla
conegrina, le sue mani si fecero dapprima rosse, poi iniziarono a
riempirsi di piccole piaghe, che si estesero fino a diventare delle
autentiche ferite: Amore consultò il suo medico, ma l'unico consiglio
che questi seppe dargli fu di spalmare una pomatina, e di tenersi
lontano dalla sostanza alla quale era allergico. Tuttavia, ciò avrebbe
voluto dire perdere il suo cane, e lui continuò, senza più parlarne al
medico, né ad alcun altro, coprendo le mani, che nel frattempo, si
gonfiavano, e si riempivano di macchie nere via via più estese, con
guanti di pelle.
Più lentamente, i fumi della conegrina che si alzavano quando
preparava e strizzava il suo straccio, si alzavano fino ai suoi occhi,
danneggiandoli, ed egli si trovò ben presto con occhi rossi e gonfi,
da rospo, e questi non poteva nasconderli, così, quando gli chiedevano
che cosa avesse agli occhi, egli rispondeva che era stato colpito da
congiuntivite acuta, e, in base a questo, distingueva tra i Cristiani,
che se ne andavano con gli occhi strizzati ed un sogghigno, e gli
altri, che invece sembravano pervasi da un sincero dispiacere.
Amore fu costretto a numerosi ricoveri ospedalieri, durante i quali si
premurò di contattare una dog-sitter di cui conosceva bene la perizia
tecnica ed il sincero amore per gli animali, e nei quali perse prima
la mano destra, poi la mano sinistra, abituandosi a passare lo
straccio tenuto tra i denti sulla poche gocce di urina del suo cane e
sul fango lasciato dalle scarpe degli altri, finché non gli furono
rimossi entrambi gli occhi: solo allora, costretto a non piangere dal
bruciore che ciò gli avrebbe causato alle orbite, si trovò nella
necessità di sopprimere il suo amato cane, e così, prese un taxi che
aveva chiamato con le sue sole forze, e procedette all'ultimo viaggio
verso lo studio veterinario di prima scelta che aveva trovato per la
sua bestiola.
E allora, poco prima dell'iniezione, Psiche fu protagonista di un
nuovo miracolo, perché, da dietro il vuoto della cecità e dei suoi
occhiali neri, Amore percepì l'intensità dello sguardo del cane, e
capì il suo perdono verso quel gesto necessario, non solo verso di lui
o del medico, ma anche verso coloro che lo avevano motivato, giacché
quella Passione fatta di sofferenza e morte che era stata vissuta in
due, non era stata causata dalla gente, che avrebbe potuto anche
essere diversa, ma da una Croce che si era abbattuta sull'umanità
millenni or sono, una Croce le cui fondamenta erano state gettate da
Pitagora, la cui struttura era stata costruita dalla mentalità
soppressiva dei Romani, e la cui ombra si era gettata come una
Maledizione sui secoli successivi, per rendere le persone il più
possibile lontane dalla Scintilla di Luce Divina che custodivano
dentro di sé, e quindi inconsapevoli di quanto facevano.
E così, più vicino a Dio di quanto non fosse mai stato proprio a causa
della sua cecità, Amore trovò conforto nella Fede nell'Anticristo,
consolatore degli oppressi e protettore degli afflitti, che, quando
fosse venuto al mondo, avrebbe riportato finalmente le cose al loro
giusto posto. Solo allora, a causa della sincerità della sua Fede, una
voce nobile e gloriosa venne a dirgli, finalmente, che i tempi erano
vicini, e che, per riprova di ciò, poteva passare le proprie mani sui
suoi occhi, ed egli lo fece, e scoprì con entusiasmo che aveva
recuperato e le mani, e la vista, ma a quella gioia momentanea
succedette un improvviso e devastante dolore.
Perché comprese anche che Psiche non sarebbe tornato mai più.
venerdì 5 dicembre 2008
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